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2 AGOSTO 1980 STRAGE MASSONICO-FASCISTA QUELLA ALLA STAZIONE DI BOLOGNA

Bologna 7 gennaio 2025

Le motivazioni dell’ergastolo nella sentenza di appello.

Per i giudici il fascista “Paolo Bellini portò la bomba” ma i soldi li ha messi in maestro venerabile della P2, Licio Gelli, per la strage di Bologna

Ormai è accertato che tra le persone del commando terroristico che eseguì materialmente la strage della stazione di Bologna il 2 agosto 1980 “vi era senza ombra di dubbio alcuno” il fascista e Paolo Bellini, la cui presenza in stazione al momento dell’attentato “era finalizzata o a trasportare, consegnare e collocare quantomeno parte dell’esplosivo” oppure a fornire un supporto materiale all’azione “nella piena consapevolezza” che nella sala di aspetto sarebbe stato collocato l’ordigno che uccise 85 persone e ne ferì più di 200.

Così la Corte di assise di appello di Bologna identifica il ruolo nella strage dell’ex Avanguardia Nazionale per cui l’8 luglio è stato confermato l’ergastolo.

Bellini, imputato a oltre 40 anni di distanza dai fatti, è ritenuto esecutore materiale in concorso con gli ex Nar condannati in via definitiva (Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini), con Gilberto Cavallini (ergastolo in appello) e con il mastro venerabile della loggia P2, Licio Gelli, Federico Umberto D’Amato dell’ufficio affari riservati, Mario Tedeschi fascista de Il Borghese e Umberto Ortolani della P2, ritenuti mandanti, finanziatori e organizzatori, ma tutti indagati quando erano già deceduti.

Figlio secondogenito di un ufficiale della Folgore, Aldo Bellini, nostalgico del ventennio mussoliniano; il padre Aldo era in buoni rapporti con il magistrato Ugo Sisti, procuratore di Bologna nel 1980. Paolo Bellini segue sin da giovane le orme del padre: frequenta il Movimento Sociale Italiano, da cui viene però espulso nel 1971. A 18 anni fa il militare nelle forze corazzate e si addestra come paracadutista.

Si avvicina quindi agli ambienti di Avanguardia Nazionale ed il 15 giugno 1975 commette l’omicidio del militante di Lotta Continua Alceste Campanile, per il quale viene riconosciuto colpevole nel 2009, ma prosciolto per prescrizione. Nello stesso periodo viene sospettato, ma non indagato, per un’intimidazione a colpi di carabina nei confronti di un avvocato socialista, Dino Felisetti, presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati dal 1983 al 1987. Il 22 settembre 1976 spara alla schiena e ai testicoli di un commerciante d’auto romano, Paolo Relucenti, all’epoca fidanzato della sorella, “per ragioni d’onore”. Entra a far parte della “banda del grana”, dedita ai furti di Parmigiano Reggiano, ma con il suo ingresso la banda sale di livello e inizia a occuparsi di mobili antichi e opere d’arte. Nella seconda metà degli anni settanta è latitante in Brasile con il falso nome “Roberto Da Silva”.

“Senza ombra di dubbio alcuno”, ribadisce la Corte (presidente Alberto Pederiali, consigliere estensore Domenico Stigliano) in un altro passaggio delle oltre 420 pagine di motivazione, Paolo Bellini “sapeva perfettamente che il suo contributo (costituito o dal trasporto e dalla consegna – di tutto o di parte – dell’esplosivo – oppure di supporto logistico a coloro che l’esplosivo lo hanno portato e collocato) è stato non solo ‘agevolativo’ ma addirittura determinante ed essenziale nella realizzazione, a nulla rilevando la consapevolezza di questi ultimi dell’apporto contributivo ricevuto da parte di Bellini”.

Nonostante le prove e le sentenze della magistratura oggi i fascio-massoni sono al governo in Italia e stanno per arrivare in molti paesi europei. La colpa di questa deriva reazionaria che ormai ha raggiunto tutto l’Occidente è la continua e martellante propaganda anticomunista e quindi la mancanza dei comunisti organizzati in partito in tutta Europa, capaci di arrestare questa svolta che porterà alla terza guerra mondiale. I fascisti sono al potere, grazie agli USA/GB e NATO, ma il pericolo è la Cina. Tanta stupidità non l’avevamo mai vista…

Dopo la catastrofe annunciata per i massocapitalisti non avremo remore nell’organizzare il secondo processo di Norimberga. Lì, non succederà come nella prima, dove i mandanti del nazifascismo, se la sono cavata, i massocapitalisti, imbrogliando sulle responsabilità su chi ha finanziato i nazifascisti e chi li ha riciclati.

No questa volta non sfuggirete…

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