
OttolinaTv https://www.youtube.com/watch?v=YmNz_VQNvbs
Una relazione travagliata: questo sarebbe l’eufemismo più adatto per descrivere le relazioni storiche tra Europa occidentale e Russia. Se alla vigilia del primo conflitto mondiale l’impero russo era parte dell’Intesa, considerato alleato affidabile e buon partner commerciale da Parigi e Londra, con la Rivoluzione d’Ottobre del 1917 le cose cambiano parecchio: i pianeti della politica russofobica si riallineano, congelando le relazioni tra il promontorio dell’Asia e la potenza sovietica per tutti gli anni dopo la Pace di Versailles del 1918.
Fin qui, tutto bene: si tratta di normali relazioni geopolitiche; il problema arriva quando, per rispondere all’esigenza di una riattivazione ideologica attuale, la propaganda dell’Unione europea, supportata da una buona fetta di senso comune spiccio, giunge a manipolare gli eventi storici piegandoli alla propria narrazione. Lo abbiamo visto con le risoluzioni del 2019 e del 2025, che impongono una vergognosa e anti-storica equiparazione tra nazismo e comunismo, tra croce uncinata e falce e martello. Che si tratti del patto Molotov-Ribbentrop, dell’Holodomor ucraino, della liberazione di Auschwitz o della lotta contro il nazifascismo, l’obiettivo polemico è sempre lo stesso: la cara vecchia Unione Sovietica, i cui successi vanno sempre ridimensionati e le cui colpe ed errori comunque ingigantiti.
E la cosa più incredibile è che la manipolazione anti-sovietica della memoria storica novecentesca è ben visibile fin nei libri di testo delle scuole medie e superiori, spesso complici di una generale amnesia sul ruolo dell’Unione Sovietica e sulle colpe criminali delle potenze europee in funzione anti-comunista. Cosa dire, ad esempio, se venisse fuori che dieci anni prima dell’Holodomor ucraino ce n’è stato uno russo, favorito dalla precisa volontà politica europea?