di Redazione
Cari lettori il valido articolo su UsAid sotto riportato contiene una frase sul Covid che secondo noi va specificata meglio per non far circolare la “notizia” che il virus del Covid-19 sarebbe partito da Wuhan: “L’agenzia ha finanziato progetti legati alla ricerca anti virus EcoHealth Alliance, compreso il laboratorio cinese di Wuhan da dove sarebbe partita la pandemia di Covid”. Dai dati in nostro possesso e che abbiamo messo sul sito, la verità da dove è partita la pandemia è ben diversa da quella che ci hanno raccontato i governi e i media massocapitalisti. Vedi: https://unita2.org/wp-admin/post.php?post=6893&action=edit
In particolare guardate il video: https://www.iene.mediaset.it/video/coronavirus-partito-usa_823598.shtml
Questa precisazione ci sembrava doverosa, per dare a Cesare quel che è di Cesare. L’articolo di Remocontro su UsAid rimane comunque validissimo nei suoi contenuti generali.
UsAid delle operazioni sporche che Musk non chiude


10 Febbraio 2025
rem
American Federation of Goverment, il più grande sindacato dei dipendenti federali Usa, e American Foreign Service Association, un’associazione di lavoratori del Dipartimento di stato, fanno causa all’amministrazione Trump contro il suo tentativo di smantellare l’UsAid, la storica agenzia americana per la cooperazione internazionale e tante altre cose molto meno trasparenti e decisamente meno nobili.

Musk per le operazioni sporche
La decisione dell’amministrazione Trump di azzerare l’UsAid e di assoggettarla al Dipartimento di Stato ha sollevato il coperchio del classico vaso di Pandora, rendendo noto anche ai più ingenui che il suo ruolo andava ben oltre quello di una semplice agenzia per gli ‘aiuti umanitari’, come gran parte della stampa ha descritto in questi giorni, con tanta Cia e operazioni sporche attorno, documenta su InsideOver Roberto Vivaldelli.
Fondi facili per ‘operazioni sporche’
Per decenni, come ha ricordato la stessa Casa Bianca, l’Agenzia ha gestito ingenti fondi pubblici con scarsa trasparenza, finanziando progetti discutibili e, in alcuni casi, controversi. Tra gli esempi di abusi o sprechi figurano 1,5 milioni di dollari per promuovere la «diversity, equity and inclusion in Serbia», sino alla rinvolta studentesca di Otpor contro Milosevic; 70mila dollari per un musical DEI in Irlanda; 47mila dollari per un’opera transgender in Colombia e milioni a ONG vicine e gruppi terroristici. L’agenzia ha finanziato progetti legati alla ricerca anti virus EcoHealth Alliance, compreso il laboratorio cinese di Wuhan da dove sarebbe partita la pandemia di Covid; e ha fornito cibo a combattenti affiliati ad al-Qaeda in Siria. Particolarmente oscuro il sostegno alla coltivazione del papavero da oppio in Afghanistan, con milioni di dollari impiegati per sistemi di irrigazione, fertilizzanti e attrezzature agricole. Sembra follia, ma ciò è stato.
E c’è pure di peggio
Ma c’è molto di più di questo. Mike Benz, ex funzionario del Dipartimento di Stato sotto la prima amministrazione Trump, ha descritto UsAid come un vero e proprio braccio operativo della politica estera statunitense, spesso in collaborazione con la CIA e il National Endowment for Democracy (NED). Un’agenzia impegnata in operazioni di ‘regime change’ e ingerenze politiche in Paesi stranieri. UsAid e NED operano in tandem in numerosi programmi diretti ad influenzare la politica interna di altri Paesi. Qualcosa di meno sfacciato e più pericolose del sostegno di Musk all’AfD filo Nazi in Germania. Un esempio chiave il ‘Sepsis Consortium for Excellence in Political Process Strengthening’, con un ruolo centrale nella censura online e nella promozione di leggi contro la cosiddetta “disinformazione” (facendola loro).
La democrazia planetaria del dollaro
L’elemento chiave, come spesso accade, è il ruolo del denaro: «Il Dipartimento di Stato – documenta Benz -, scrive le direttive politiche, il NED applica sul campo, ma nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza i fondi dell’UsAid». E Benz cita un documento top-secret del 2022 in cui un generale ammetteva che le forze armate statunitensi preferiscono collaborare con UsAid piuttosto che con il Dipartimento di Stato, proprio perché l’agenzia ha accesso immediato a finanziamenti operativi. «Molti pensano che USAID sprechi fondi in progetti di giustizia sociale ma la realtà è più cinica: queste iniziative servono a destabilizzare Governi scomodi».
Destabilizzazione con il ‘soft power’
Benz cita documenti del Republican Institute che rivelano come, dopo la sconfitta di un candidato filo-americano alle elezioni in Bangladesh nel 2018, UsAid e NED abbiano finanziato eventi LGBTQ+, festival di danza transgender e concerti rap per fomentare proteste di piazza e creare disordini. Strategie simili sarebbero state impiegate a Cuba, con programmi di ‘Diversity, Equity and Inclusion’ usati per inasprire divisioni razziali e fomentare manifestazioni anti-governative.
Negli anni ’60 e ’70 la Cia
«Negli anni ‘60 e ‘70 – spiega l’ex funzionario del Dipartimento di Stato – gli scandali peggiori coinvolgevano la CIA. Oggi, le peggiori operazioni coperte passano attraverso UsAid. Ogni progetto di UsAid ha un doppio scopo. Se costruisce un sistema di irrigazione, è per controllare le risorse idriche. Se organizza aiuti alimentari, è per avere influenza sulla popolazione. Se finanzia riforme democratiche, è per modellare le leggi a vantaggio degli interessi americani».
Pioggia di soldi in Ucraina e Georgia
Tra le varie attività ‘occulte’, l’UsAid è stato impiegato per influenzare la politica interna dell’Ucraina e della Georgia in funzione anti-russa. Il Presidente del Parlamento della Georgia, Shalva Papuashvili: «L’agenzia Usa ha speso 41,7 milioni di dollari, tramite ONG politiche, per influenzare le elezioni in Georgia, una cifra che, rapportata alla popolazione degli Stati Uniti, equivarrebbe a spendere 3,78 miliardi di dollari stranieri nelle elezioni americane». Il dato, afferma, diventa ancora più sproporzionato se confrontato con il PIL. «Questa ingerenza solleva interrogativi sulla responsabilità di UsAid nei confronti della popolazione georgiana, soprattutto considerando che l’agenzia è stata coinvolta nella diffusione di falsi risultati, contribuendo a destabilizzare le elezioni del 2020 e ripetendo pratiche simili nel 2024. È necessario chiarire come e perché milioni di dollari dei contribuenti statunitensi vengano destinati a ONG che influenzano ogni tornata elettorale in Georgia».
Politica Ucraina corrotta
In Ucraina, la sospensione dei finanziamenti di UsAis sta avendo un impatto devastante sui media ucraini, con il 59,2% dei professionisti del settore che temono la chiusura o il ridimensionamento significativo delle loro testate. Nel 2024, oltre la metà dei media ucraini ha ricevuto la maggior parte dei propri fondi dagli Stati Uniti, e l’85% dei giornalisti afferma che le proprie testate non sopravvivranno senza ulteriori aiuti. Ora, l’84% dei reporter sta cercando sovvenzioni alternative dall’Unione Europea. Testate di rilievo come Hromadske e BihusInfo hanno lanciato appelli diretti ai lettori per ottenere donazioni, sottolineando come il sostegno di UsAid coprisse una parte essenziale delle loro attività. Ukrainska Pravda e Detector Media hanno anch’esse chiesto aiuto al pubblico, senza citare esplicitamente la fine dei fondi statunitensi come causa della loro difficoltà.
Depistatori ucraini a libro paga
L’aspetto più problematico riguarda i finanziamenti a gruppi ucraini che hanno diffuso accuse infondate e pretestuose contro cittadini americani e personalità favorevoli ai negoziati di pace, presentandoli come agenti del Cremlino. Grazie alla sua rete di finanziamenti internazionali, UsAid aggira le restrizioni che impediscono al governo americano di diffondere propaganda contro i propri cittadini, convogliando fondi a media come New Voice of Ukraine, VoxUkraine, Detector Media e l’Institute of Mass Information, che hanno attaccato economisti e giornalisti di spicco. Alcuni di questi media hanno anche un’influenza diretta sull’Occidente: VoxUkraine collabora con Meta (Facebook) come partner ufficiale di ‘fact-checking’, molto sospetta verifica dei fatti, mentre Detector Media pubblica rapporti in inglese ampiamente ripresi dai media occidentali per censurare contenuti bollati come disinformazione.
La decisione di smantellare l’USAID non è dunque una semplice questione burocratica né un semplice attacco di Trump e Musk agli ‘aiuti umanitari’, come molti hanno semplificato in queste ore, ma un punto di svolta che potrebbe ridefinire il ruolo degli Stati Uniti nelle operazioni di influenza globale, e decenni di ingerenze celate dietro la facciata dell’assistenza umanitaria.