sabato, Aprile 11

UN ESEMPIO DI GUERRA PSICOLOGICA DELLA NATO CONTRO I CITTADINI EUROPEI

di Redazione

L’articolo pubblicato da quoted business e che riportiamo è un buon esempio di come si fa la guerra psicologica tramite i media.

Un ex capo della NATO descrive uno scenario apocalittico per l’Occidente derivante dalla aggressiva alleanza tra Russia e Cina che porterebbe a sconvolgere gli equilibri mondiali, ovviamente a favore di Russia e Cina, in sole 120 ore di guerra.

Siamo in presenza di una narrazione dove i cattivi russi approfitterebbero di un incidente ferroviario per invadere nazioni confinanti e la comunista Cina si prenderebbe Taiwan.

Come potete notare l’Occidente “democratico” non fa assolutamente nulla è immobile e rischia di perdere. Cosa nasconde questo ragionamento? Che bisogna darsi da fare, quindi armarsi sempre di più. Ma non è stata la corsa agli armamenti della Germania precedentemente alla prima e alla seconda guerra mondiale a scatenare la cerneficina in tutto il mondo? E non sta accadendo la stessa cosa oggi?

Mentre nella realtà l’Occidente grazie alla ragnatela massonica, il vero partito cosmopolita dei massocapitalisti, non sta fermo, anzi si sta dando da fare: non rispetta nessun accordo e si espande da decenni ad est. Provoca colpi di Stato in Ucraina; distrugge il popolo palestinese finanziando e armando i nazisionisti d’Israele; finanzia provocazioni in tutto il globo, come in Venezuela; bombarda stati come il Qatar dove sono in corso trattative di pace; distrugge i gasdotti Nord Stream fondamentali per le imprese d’Europa. Finti attacchi russi con droni in Polonia e Romania. Tanto per citare alcune iniziative “democratiche” occidentali.

Per noi italiani la presenza della NATO e delle basi USA in Italia, a salvaguardia dei “valori occidentali” – che altro non sono che la difesa dei miliardari, ladri della ricchezza prodotta dai lavoratori – ha voluto dire migliaia di morti in stragi fasciste come quelle di Milano alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, a Brescia in Piazza della Loggia, a Bologna con la strage alla Stazione e tutte quelle avvenute sui treni tra gli anni Settante e Ottanta del secolo scorso. Ha inoltre voluto dire il finanziamento e la creazione del terrorismo nero/”rosso”; il rapimento e l’uccisione del presidente della Democrazia cristiana, Aldo Moro. Infine ha voluto dire la creazione di un enorme meccanismo corruttivo nei partiti con lo scopo di isolare le persone oneste in essi presenti e con la sospetta morte del segretario del P.C.I. Enrico Berlinguer, si giunge alla chiusura dell’unico partito che aveva la più elevata coerenza rispetto al programma economico sociale della Costituzione, giungendo così alla fine della Prima antifascista e democratica Repubblica.

Tutto questo è stato fatto da tutti coloro che dagli scranni delle finte democrazie occidentali hanno tramato contro l’Italia democratica riabilitando i fascisti alla Giorgia Meloni. Parallelamente hanno tramato e tramano contro la Russia e la Cina, le due nazioni che hanno pagato il prezzo più alto nella guerra al nazifascismo.

Articoli come quello di quoted business senza nessun commento critico servono a spaventare l’opinione pubblica e dare una percezione errata di cosa realmente vogliono sia la Russia che la Cina che non ha mai fatto guerre da quando sono al potere i comunisti dal 1º ottobre 1949, fondazione della Repubblica Popolare di Cina.

Mentre i democratici Stati Uniti finita la seconda guerra mondiale hanno fatto guerre in Corea dal 1950 al 1953; in Vietnam, sostituendo i francesi dal 1964 al 1975; hanno invaso l’isola di Grenada nel 1983; poi Panama nel 1990; la prima guerra del Golfo 1990-1991; l’Operazione Restore Hope in Somalia nel 1992-1994; la Bosnia nel 1994; il Kosovo nel 1999; l’Afghanistan nel 2001; l’Iraq nel 2003-2011; la Libia nel 2011; in Ucraina il golpe di Piazza Maidan nel 2014.

Comunque un dato vero nell’articolo c’è: che le due nazioni Russia e Cina con la loro alleanza e la loro forza economica, scientifica e militare hanno i mezzi per impedire eventuali aggressioni, da parte delle finte democrazie per miliardari occidentali, alla maggioranza dei paesi poveri ma in via di sviluppo e ricche di materie prime.

In ultima analisi per capire quali siano i reali “valori” delle classi dominanti occidentali basta leggere le dichiarazioni dei capi sionisti al governo d’Israele e dei loro sostenitori in Europa e Stati Uniti.

Così la Nato rischia di perdere la Terza Guerra Mondiale in soli 5 giorni

L’ex vicecomandante dell’Alleanza, Sir Richard Shirreff, immagina uno scenario da incubo: Russia e Cina insieme contro l’Occidente. Risultato? Nato disintegrata e nuovo ordine mondiale nel giro di 120 ore.

di Francesco Paolini

21 Settembre, 2025

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Così la Nato rischia di perdere la Terza Guerra Mondiale in soli 5 giorni

L’ex vicecomandante dell’Alleanza, Richard Shirreff

Secondo l’ex generale britannico Sir Richard Shirreff, già numero due della Nato, un conflitto diretto con la Russia durerebbe meno di una settimana. In cinque giorni Mosca – con il sostegno di Pechino – potrebbe sferrare un attacco capace di piegare l’Alleanza Atlantica e ridisegnare gli equilibri globali.

L’ipotesi del treno e il corridoio di Suwalki

Il casus belli potrebbe arrivare da un episodio apparentemente minore: un treno passeggeri Mosca-Kaliningrad bloccato “per guasto” in territorio baltico. Con la scusa di soccorrere i cittadini russi, Mosca invierebbe truppe nell’area, scatenando lo scontro nel punto più vulnerabile della Nato: il corridoio di Suwalki, tra Polonia e Lituania.

Cyber attacchi e blackout in Europa

Parallelamente scatterebbero attacchi informatici su larga scala, in grado di paralizzare le infrastrutture di Estonia e Lituania e provocare blackout in Francia, Germania e Regno Unito. Nel caos, la Russia ammasserebbe truppe a Kaliningrad e oltrepasserebbe i confini, mentre la Nato invocando l’articolo 5 si troverebbe in difficoltà operative.

L’ingresso della Cina e la caduta dell’Occidente

Lo scenario si aggraverebbe con la Cina pronta a sostenere apertamente Mosca, fornendo armi e aprendo un secondo fronte con l’invasione di Taiwan. In sole 120 ore, Putin occuperebbe i Paesi Baltici e rafforzerebbe il controllo sull’Ucraina, mentre Pechino stringerebbe la presa su Taipei. Risultato: Nato in frantumi e ordine mondiale sconvolto.

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