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TERREMOTO DEVASTANTE IN VENEZUELA: CENTINAIA DI EDIFICI IN MACERIE, 188 MORTI ACCERTATI E 40MILA DISPERSI. “LE VITTIME POTREBBERO ESSERE 100MILA”

Mondo

25 Giugno 2026

di Redazione Esteri

Il Paese in ginocchio dopo una doppia scossa di magnitudo 7,2 e 7,5. L’ambasciatore: “Non risultano italiani tra i deceduti”. Chiuso l’aeroporto di Caracas, interrotte le linee telefoniche. Da Roma in partenza un team di soccorso

Due scosse di terremoto violentissime, a distanza di meno di un minuto l’una dall’altra, hanno devastato il Venezuela nella notte italiana, poco dopo le 18 di mercoledì ora locale, provocando il crollo di centinaia di edifici (video). Il conteggio provvisorio delle vittime ammonta a 188 morti e almeno mille feriti: circa 40mila persone sono state finora segnalate come disperse su un’apposita piattaforma online, Desaparecidos terremoto Venezuela. Lo stato più colpito è La Guaira, una striscia di territorio sulla costa nord del Paese, a circa trenta chilometri dalla capitale Caracas. In un messaggio tv la presidente venezuelana ad interim Delcy Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale: “Ci sono state due scosse, una di magnitudo 7,2 e un’altra di 7,5. Abbiamo avuto venti repliche. La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente. Il primo messaggio ora è mantenere l’unione e la calma per salvare vite: tutte le organizzazioni si sono messe al lavoro”, ha detto. Secondo una stima dell’Us Geological Survey, l’istituto di ricerca geologica degli Stati Uniti, “è probabile un elevato numero di vittime”, nell’ordine delle decine di migliaia: c’è una probabilità del 44% che i morti superino i diecimila e una probabilità del 30% che siano addirittura più di centomila.

Chiuso l’aeroporto di Caracas, interrotte le linee telefoniche

Dopo le scosse, la gente si è riversata per strada in stato di choc (video). Tra i palazzi danneggiati anche quelli che ospitano le ambasciate italiana e francese a Caracas, nonché la sede della Croce Rossa. L’aeroporto della capitale è stato chiuso: in molte aree dello scalo la copertura del tetto è crollata, causando il panico tra i viaggiatori. Dora Gallo, rappresentante della comunità italiana a Caracas, parla all’agenzia AdnKronos di una città “completamente senza luce”. Le linee telefoniche sono fuori uso, messe sotto pressione da milioni di chiamate in contemporanea; sospeso anche il rifornimento del gas per motivi di sicurezza. Nella città di La Guaira, capoluogo dello Stato più colpito, almeno trenta edifici sono completamente crollati: tre fratellini sono stati estratti vivi dalle macerie della loro casa. Si sono verificati anche numerosi incendi, causati da fughe di gas. Secondo l’Us Geological Survey si tratta del più forte terremoto ad aver colpito il Venezuela dal 1900: gli effetti sono stati avvertiti fino all’Amazzonia brasiliana – dove sono stati evacuati alcuni edifici – e al confine con la Colombia. Ad aggravare le conseguenze la bassa profondità dell’epicentro – appena dieci chilometri sotto il suolo – e l’assenza di criteri antisismici nella costruzione degli edifici.

Tajani: “Forse italiani intrappolati”

In collegamento con RaiNews24, l’ambasciatore italiano a Caracas Giovanni De Vito ha affermato che al momento non risultano nostri connazionali tra le vittime. Al canale all news della Rai ha parlato anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Con tanti nostri connazionali, anche con doppio passaporto, che vivono in Venezuela potrebbe esserci qualcuno rimasto intrappolato” sotto le macerie degli edifici crollati, ha detto. “Stiamo controllando e verificando perché sono circa 120mila quelli che hanno anche il doppio passaporto, sono tantissimi. Quelli che erano registrati con le nostre app, con il sistema Viaggiare sicuri, sono senza problemi, li abbiamo contattati. La nostra unità di crisi è operativa da questa notte, stiamo cercando di avere tutte le informazioni possibili”, ha riferito. Nel pomeriggio, la commissaria europea per la gestione delle crisi Hadja Lahbib ha informato che il Venezuela “ha attivato il meccanismo di protezione civile dell’Ue“: “Il nostro dipartimento per la Protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario europee sta ora coordinando la risposta internazionale. Spagna, Italia e Repubblica Ceca hanno immediatamente offerto assistenza e invieranno squadre di soccorso. Ecco cosa significa solidarietà europea”, comunica. In serata la notizia il ministero degli Esteri ha avuto conferma del decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, con parenti in Italia. Il connazionale è stato coinvolto nel crollo di un edificio a La Guaira, a 30 chilometri da Caracas, una delle zone più colpite dal terremoto.

In partenza un team della Protezione civile

Sulla tragedia interviene anche la premier Giorgia Meloni, che in una nota, “nel seguire con profonda apprensione le conseguenze del violento terremoto, esprime a nome del governo la più sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione. La Presidenza del Consiglio”, si legge, “è in continuo contatto con il ministero degli Affari esteri e la Protezione civile per “attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai nostri connazionali”. All’ora di pranzo Dipartimento di Protezione civile ha annunciato “la partenza nella giornata odierna di un team avanzato che, in raccordo con le autorità venezuelane, preparerà l’arrivo di un volo con operatori dei Servizi Sanitari regionali e dei Vigili del fuoco“, coordinati dalla stessa Protezione civile. Il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ha disposto preliminarmente l’attivazione di un team formato da quaranta uomini, con 25 esperti Usar (Urban search and rescue) specializzati nelle operazioni di ricerca e soccorso sotto le macerie. Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto “ha garantito la massima disponibilità all’impiego di mezzi e personale militare per portare aiuto e assistenza alla popolazione colpita”. Papa Leone XIV, attraverso l’Elemosineria Apostolica, ha invece inviato un primo aiuto pari a 100mila euro.

Trump: “Aiuteremo i nostri nuovi amici”

In un post sul suo social Truth, Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti sono “pronti, disponibili e in grado di aiutare” il Venezuela, dove lo stesso Trump è intervenuto militarmente a gennaio del 2025 per rimuovere il presidente Nicolás Maduro, catturato e imprigionato negli Usa. “I due gravi terremoti che hanno appena colpito il grande popolo del Venezuela sono entrambi di enorme portata e hanno causato un numero devastante di vittime”, scrive il capo della Casa Bianca. “Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo lì per i nostri nuovi e grandi amici“. In un tweet su X, il segretario di Stato Marco Rubio informa che gli Stati Uniti stanno “inviando immediatamente” soccorritori e aiuti: “L’America è al fianco del popolo venezuelano in questo momento difficile e, su indicazione del presidente Trump, il Dipartimento di Stato sta immediatamente inviando squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria in Venezuela”, scrive. Dal carcere di New York in cui è rinchiuso con la moglie Cilia Flores, anche Maduro è intervenuto con un post pubblicato sui social: “Di fronte al potente terremoto che ha colpito la nostra patria, le nostre preghiere vanno alle famiglie venezuelane colpite. In questo momento difficile, l’appello è all’unità nazionale, alla serenità e all’amore”, scrive l’ex presidente.

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