lunedì, Giugno 8

Tag: Palestina Gaza genocidio

“TORTURATI E SENZA ORGANI”. AI PRIGIONIERI NEGANO IL DNA
Dittatura borghese, EDITORIALE, MONDO, POTERI FORTI

“TORTURATI E SENZA ORGANI”. AI PRIGIONIERI NEGANO IL DNA

LO SCAMBIO - NUMERI - Da Telaviv i corpi palestinesi nei sacchi, senza neanche il nome dei defunti di Fabio Scuto Li hanno rimandati indietro a Gaza senza un nome sulle body-bag bianche, solo un numero. Sono i corpi di 120 prigionieri palestinesi – resi da Israele alla Croce Rossa internazionale in tre tranche, l’ultima ieri con 30 morti. Vengono da quelli che i palestinesi chiamano “i cimiteri dei numeri”. I prigionieri palestinesi durante questi due anni di guerra sono stati “smistati” fra il carcere di Megiddo, quello di Ofer – sotto il controllo dell’Israel Prison Service, che risponde a quel galantuomo del ministro Itamar Ben-Gvir – e nella famigerata base dell’Idf di Sde Teiman nel deserto del Negev – nota per le gabbie all’aperto dove i detenuti sono bendati e ammanettati – ci...
CELEBRATO IL PACIFICATORE SOLO SILENZIO MENTRE A GAZA SI CONTINUA A MORIRE
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CELEBRATO IL PACIFICATORE SOLO SILENZIO MENTRE A GAZA SI CONTINUA A MORIRE

Israele-Palestina 18 Ottobre 2025 Remocontro Arma infame: peggiorano fame e malattie. I coloni bloccano i camion e il valico di Rafah resta chiuso. Un padre spinge il passeggino fino al centro della strada, bloccando la colonna di camion diretti a Gaza. Dentro ci sono aiuti umanitari, cibo per adulti e bambini. Il canali social del gruppo ‘Tzav 9’, l’organizzazione israeliana di estrema destra sottoposta a sanzioni internazionali diffonde come esempio (e suggerimento). Coloni e destra armata ‘Tzav 9’: i suoi membri sono coloni e riservisti dell’esercito che si oppongono a qualsiasi ingresso di aiuti umanitari a Gaza. Hanno attaccato numerosi convogli, saccheggiato i carichi, distrutto e calpestato sacchi di farina, appiccato il fuoco ai mezzi. Ritengono che Hamas abbia ...
LA MEMORIA DEL 7 OTTOBRE SEPELLITA SOTTO 70MILA CORPI
Dittatura borghese, EDITORIALE, MONDO, POTERI FORTI

LA MEMORIA DEL 7 OTTOBRE SEPELLITA SOTTO 70MILA CORPI

Israele-Palestina 07 Ottobre 2025 di Ennio Remondino Quando l’odio alimentato con costante ferocia alla fine esplode, e fu il 7 settembre di Hamas. Al tempo di Gaza perfino i governi europei più vicini a Tel Aviv hanno dovuto prendere qualche distanza. Il disegno egemonico ed espansivo israeliano non ha più nulla a che fare con il 7 ottobre, come sostiene meglio di noi lo scrittore Marco Bascetta, sul manifesto Quando l’odio alimentato alla fine esplode Che fine ha fatto il 7 ottobre, la memoria di quel sanguinoso pogrom che i miliziani di Gaza scatenarono due anni fa contro inermi cittadini israeliani? La risposta più diretta e immediata è che è finito sepolto sotto decine di migliaia di morti e una montagna di rovine. All’indomani della strage del 7 ottobre Israele...
CAITLIN JOHNSTONE: TUTTO CIO’ CHE E’ ACCADUTO PRIMA E DOPO IL 7 OTTOBRE SPIEGA PERCHE’ E’ SUCCESSO IL 7 OTTOBRE
Dittatura borghese, EDITORIALE, MONDO, POTERI FORTI

CAITLIN JOHNSTONE: TUTTO CIO’ CHE E’ ACCADUTO PRIMA E DOPO IL 7 OTTOBRE SPIEGA PERCHE’ E’ SUCCESSO IL 7 OTTOBRE

di Caitlin Johnstone* Tutto ciò che è accaduto prima del 7 ottobre spiega perché quel giorno è accaduto, e lo stesso vale per tutto ciò che è accaduto dopo. Guardate cosa è successo prima del 7 ottobre e vedrete anni e anni di omicidi, oppressioni e abusi. Considerando tutto ciò che è accaduto dal 7 ottobre, capirete in che tipo di regime sadico e psicopatico i palestinesi hanno vissuto per tutto questo tempo. I sostenitori di Israele non vogliono che tu guardi cosa è successo prima del 7 ottobre, e non vogliono che tu guardi cosa è successo dopo. Vogliono solo che tu finga che la storia sia iniziata e finita con un gruppo di selvaggi hitleriani che hanno attaccato ebrei innocenti senza motivo. https://x.com/caitoz/status/1975469732376813927 E non vogliono ...
ISRAELE ORDINA DI FERMARE L’OFFENSIVA SU GAZA CITY MA CONTINUA A UCCIDERE PALESTINESI CON RAID SULLA STRISCIA
EDITORIALE, MONDO

ISRAELE ORDINA DI FERMARE L’OFFENSIVA SU GAZA CITY MA CONTINUA A UCCIDERE PALESTINESI CON RAID SULLA STRISCIA

L’esercito prepara la prima fase del piano di Trump dopo l’accordo di Hamas sulla liberazione degli ostaggi di William Christou, da Gerusalemme globalist 4 Ottobre 2025 L’esercito israeliano ha ricevuto l’ordine di fermare la campagna militare su Gaza City da parte della leadership politica, secondo quanto riferito sabato dalla radio militare israeliana. Le forze armate si stanno preparando alla prima fase del piano di Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza e liberare tutti gli ostaggi. In un comunicato, l’esercito israeliano ha confermato di essere stato incaricato di “incrementare la prontezza” per attuare la prima parte del piano. Le operazioni nella Striscia saranno ridotte “al minimo”, limitandosi a interventi difensivi. L’ordine è arrivato dopo che, nella n...
LA ‘PACE DI TRUMP’ PER PROSEGUIRE LA GUERRA
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LA ‘PACE DI TRUMP’ PER PROSEGUIRE LA GUERRA

Stati Uniti- Israele 01 Ottobre 2025 di Alberto Negri Tanti bla bla sui telemagafoni su piani di pace. Per il manifesto «Un insulto alle vite dei palestinesi». Dubbio chiave sottovalutato (o nascosto) da troppi, denuncia Alberto Negri, la frase del presidente americano con Netanyahu al suo fianco: «se Hamas rifiuterà il piano, Israele avrà il sostegno totale degli Stati Uniti per proseguire la sua guerra». Tradotto: Netanyahu in ogni momento ha la facoltà di far saltare il piano e riprendere il genocidio Annessione e pulizia etnica Se è vero che Israele ha dovuto fare qualche concessione come la rinuncia – temporanea – all’annessione dei Territori palestinesi e all’espulsione dei palestinesi (anche se l’autorità di transizione avrà il diritto di assegnare i ‘permessi di ...
GAZA, IL TESTO DEI 20 PUNTI DEL PIANO TRUMP-NETANYAHU PER LA “PACE ETERNA”: BLAIR TRA I GARANTI, L’IDF FORZA DI SICUREZZA DURANTE LA TRANSIZIONE
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GAZA, IL TESTO DEI 20 PUNTI DEL PIANO TRUMP-NETANYAHU PER LA “PACE ETERNA”: BLAIR TRA I GARANTI, L’IDF FORZA DI SICUREZZA DURANTE LA TRANSIZIONE

Mondo 29 Settembre 2025 di F. Q. Tra le misure proposte una amnistia ai combattenti di Hamas che depongono le armi, la riconsegna degli ostaggi entro 3 giorni, ma anche piani di investimento per (testuale) la "nascita di alcune delle fiorenti e miracolose città moderne del Medio Oriente" La riconsegna degli ostaggi israeliani entro tre giorni, Donald Trump e Tony Blair garanti di un “board of peace”, una amnistia per chi – dentro Hamas – accetterà di deporre le armi, la sicurezza della Striscia di Gaza che resterà ancora in mano allo Stato di Israele in tutto il periodo di transizione. Sono alcuni dei 20 punti del piano elaborato dagli Stati Uniti e accettato da Benjamin Netanyahu durante la sua visita alla Casa Bianca. Un piano chiamato per la “pace eterna“, come ha detto ...
ALESSANDRO ORSINI DIMOSTRA LA COMPLICITA’ DI GIORGIA MELONI NEL GENOCIDIO PALESTINESE
EDITORIALE, STRATEGIA DELLA TENSIONE

ALESSANDRO ORSINI DIMOSTRA LA COMPLICITA’ DI GIORGIA MELONI NEL GENOCIDIO PALESTINESE

di Redazione Il professore Alessandro Orsini intervistato da Stefania Maurizi dimostra, citando le fonti, il coinvolgimento diretto di Giorgia Meloni e del suo governo nel genocidio del popolo palestinese. E Mattarella tace... o meglio non fa nulla, pur sapendo che ad assassinare suo fratello è stato un killer, di cultura e prassi proveniente daglia ambienti politici in cui è cresciuta Giorgia Meloni: il neofascismo del MSI (Movimento Sociale Italiano). Da quell'ambiente arriva il sicario di suo fratello Piersanti, identificato dalla moglie Irma Chiazzese, ma indicato anche da Cristiano Fioravanti, fratello di Giusva Fioravanti, terrorista fascista dei NAR che sono anche gli autori della strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Nel luglio dello stesso anno, proprio due degl...
GAZA E LA CRONACA DELL’INADEGUATEZZA BORGHESE
EDITORIALE

GAZA E LA CRONACA DELL’INADEGUATEZZA BORGHESE

MEDITERRANEO 28 Settembre 2025 di Pasquale Liguori Ci sono articoli che, senza volerlo, finiscono per dire molto più sulla società che li produce che sull’evento che raccontano. L’articolo “Pensieri in marcia per Gaza. Tra rabbia e scollamento” di Giulia Pilotti su Domani, in cui narra la sua partecipazione al corteo milanese per Gaza, non è tanto un’analisi politica quanto un diario di coscienza. Eppure, ha un merito: quello di dichiarare con un candore quasi disarmante tutto ciò che solitamente viene nascosto dietro la retorica della piazza e del presunto “movimento nascente”. L’incipit è già rivelatore: “Lunedì scorso, sotto una pioggia da monsone thailandese, ho portato mio figlio all’asilo per poi unirmi al corteo… A dirla tutta, prima sono andata a fare colazione in past...
ILAN PAPPE’ – IL CALICE AVVELENATO DEL RICONOSCIMENTO: UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO PER LA PALESTINA
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ILAN PAPPE’ – IL CALICE AVVELENATO DEL RICONOSCIMENTO: UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO PER LA PALESTINA

MEDITERRANEO 26 Settembre 2025 Anche se non dovremmo considerarlo un “momento storico” o un “punto di svolta”, questo riconoscimento ha il potenziale per aiutare i palestinesi a condurci verso un futuro diverso. Ilan Pappeé* – The Palestine Chronicle  In passato, ero piuttosto scettico riguardo al riconoscimento della Palestina, poiché sembrava che coloro che erano coinvolti nella conversazione si riferissero solo a parti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza come Stato di Palestina, e a un governo autonomo da parte di un ente come l'Autorità Nazionale Palestinese, privo di una vera e propria sovranità: una Palestina Bantustan. Un simile riconoscimento avrebbe potuto creare l'errata impressione che il cosiddetto conflitto in Palestina fosse stato risolto con successo...