“TORTURATI E SENZA ORGANI”. AI PRIGIONIERI NEGANO IL DNA
LO SCAMBIO - NUMERI - Da Telaviv i corpi palestinesi nei sacchi, senza neanche il nome dei defunti
di Fabio Scuto
Li hanno rimandati indietro a Gaza senza un nome sulle body-bag bianche, solo un numero. Sono i corpi di 120 prigionieri palestinesi – resi da Israele alla Croce Rossa internazionale in tre tranche, l’ultima ieri con 30 morti. Vengono da quelli che i palestinesi chiamano “i cimiteri dei numeri”. I prigionieri palestinesi durante questi due anni di guerra sono stati “smistati” fra il carcere di Megiddo, quello di Ofer – sotto il controllo dell’Israel Prison Service, che risponde a quel galantuomo del ministro Itamar Ben-Gvir – e nella famigerata base dell’Idf di Sde Teiman nel deserto del Negev – nota per le gabbie all’aperto dove i detenuti sono bendati e ammanettati – ci...









