lunedì, Giugno 8

ROMA – MORTO L’OPERAIO OCTAY STROICI, OBBLIGATO A 66 ANNI DALLO STATO E DAL GOVERNO ITALIANO A FARE, PER LEGGE, LAVORI PERICOLOSI NELLA TORRE DEI CONTI

di Redazione

Quante lacrime di coccodrillo attorno alla morte dell’operaio Octay Stroici e ai lavoratori feriti nel crollo della Torre dei Conti. Dal ministro degli Esteri Tajani, alla presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, al ministro della Cultura Alessandro Giuli. Ma non sono loro che fanno le leggi peggiorative che non tutelano i lavoratori e che fanno aumentare gli omicidi sul lavoro? Nei primi 8 mesi del 2025 i morti sul lavoro sono stati 674. Con un aumento dell’8,8% delle vittime in itinere.

La procura di Roma, dopo la morte di Octay Stroici, l’operaio 66enne di origini romene rimasto per oltre 11 ore sotto le macerie del crollo della Torre dei Conti ai Fori Imperiali, indaga per omicidio e disastro colposi. Il pm Mario Dovinola ieri ha effettuato un sopralluogo con la polizia giudiziaria della sezione specializzata in materia di infortuni sul lavoro. L’area è stata posta sotto sequestro e nelle prossime ore i pm capitolini disporranno l’autopsia sul corpo della vittima. Inoltre sarà necessaria una consulenza per accertare la causa del crollo ed eventuali omissioni.

Cgil Roma, sia lutto cittadino per Octav

Il segretario della Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola, chiede il lutto cittadino  per Octay Stroici, l’operaio deceduto per il crollo della Torre dei Conti.  “Oggi è un giorno di dolore e rabbia – scrive Di Cola sui suoi social – . Un giorno di cordoglio, per noi, per tutti. Vorremmo che le Istituzioni proclamassero lutto cittadino.” .”Avevamo sperato. Per tutto il tempo siamo stati a Largo Corrado Ricci, al fianco di Octay, della sua famiglia e dei suoi colleghi, in lunghe ore di apprensione e preoccupazione. In quelle 12 ore, centinaia di lavoratrici e lavoratori del soccorso pubblico hanno portato avanti intense e complesse operazioni di salvataggio, a rischio della loro stessa incolumità, con professionalità e dedizione, riuscendo a estrarre dalle macerie della Torre dei Conti l’operaio ancora in vita, ma in gravissime condizioni”.  “A loro va tutta la nostra gratitudine. Hanno dato esempio e ricordato che il lavoro è umanità, fratellanza e solidarietà”. 

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