lunedì, Giugno 8

RICCARDO MAGHERINI UCCISO COME GEORGE FLOYD. SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA

di Redazione

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) si è espressa condannando lo Stato Italiano per i fatti che portarono alla morte di Riccardo Magherini. La CEDU ha stabilito la responsabilità dello Stato per violazione dei diritti fondamentali, riconoscendo la sproporzione delle manovre di immobilizzazione e condannando l’Italia a risarcire i familiari per danni morali. I giudici di Strasburgo hanno stabilito all’unanimità che averlo «tenuto a terra in posizione prona per circa 20 minuti dopo la sua immobilizzazione iniziale, e anche dopo che apparentemente aveva smesso di reagire, non era assolutamente necessario per trattenerlo».

Nella notte tra il 2 e il marzo 2014, Riccardo vagava per il centro di Firenze in stato confusionale. Era un ex calciatore di talento, con una carriera interrotta da un grave infortunio. Quella notte non stava scappando, non stava aggredendo nessuno. Chiedeva aiuto, era convinto di essere in pericolo. Urlava, implorava l’intervento delle forze dell’ordine.

Quando arrivarono i carabinieri, Riccardo si inginocchiò, li abbracciò, chiese protezione. Era incensurato, disarmato, non aveva commesso alcun reato. Aveva bisogno di assistenza sanitaria, di essere accompagnato in ospedale.

Invece venne immobilizzato a terra, in posizione prona. Una tecnica la cui pericolosità è nota da anni e che il 25 maggio 202o è stata anche la causa della morte di George Floyd, afroamericano di 46 anni ucciso dalla polizia di Minneapolis.

Riccardo urlò a lungo, come dimostrano le riprese con il cellulare di chi ha assistito, poi la voce diventò flebile. Disse che stava morendo soffocato. Mentre moriva, veniva colpito dai carabinieri. Poco prima dell’ultimo respiro pronunciò parole che ancora oggi pesano come macigni: “Non dimenticatevi di me”.

La giustizia italiana lo ha fatto: nel 2016 il Tribunale di Firenze ha condannato in primo grado tre carabinieri per cooperazione in omicidio colposo. La sentenza è stata confermata in appello, ma nel 2018 la Corte di Cassazione ha annullato le condanne assolvendo in via definitiva i tre carabinieridopo, con la motivazione che non potevano rendersi conto che stava morendo soffocato. eppure i testimoni hanno visto il viso diventare blu.

I video e gli audio parlano chiaro: la voce che si spegne, il respiro che manca. Oggi finalmente la Corte europea dei diritti dell’uomo ha riconosciuto giustizia a Riccardo e alla sua famiglia che si è battuta senza tregua in questi anni, seguiti da decine di migliaia dipersone che hanno da subito capito l’enormità del fatto.

La decisione della Corte europea di condannare lo Stato italiano per la morte di Riccardo Magherini può avere riflessi non secondari nel dibattito politico sui “pacchetti sicurezza” già approvati, e in rampa di lancio (scudo penale incluso per le forze dell’ordine), da parte del governo Meloni.

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