
di Redazione
Carissime/i compagne/i, lettori e lettrici, il voto in Russia ha dimostrato come la guerra alla Russia da parte dell’Occidente/USA-NATO abbia compattato il popolo russo attorno a Vladimir Putin dandogli oltre 88% di consensi. Una situazione politica determinata dalla memoria del popolo russo che di tentativi di invasione o di smembramento ne ha visti parecchi da parte degli ingordi re, imperatori, nazicapitalisti e imperialisti occidentali.
La prima, in ordine di importanza fu la campagna livoniana nella Russia (anche detta crociata di Novgorod). Fu un’operazione militare durata dal 1240 al 1242 e condotta dai Cavalieri Teutonici dell’Ordine di Livonia con l’obiettivo di conquistare le terre di Pskov e Novgorod e convertire gli abitanti al cattolicesimo. Gli invasori furono sconfitti dal principe Alexander Nevskij, definito dal suo popolo “il Sole della Russia”. La sua leggenda nacque il 1 luglio 1240 quando vicino all’odierna San Pietroburgo, affrontò e sconfisse una coalizione di Svedesi, Lituani e Cavalieri dell’ordine teutonico, guidati da un altro “padre della patria”: lo jarl svedese Birger, il fondatore di Stoccolma a cui la leggenda attribuisce la creazione del nome stesso della Svezia: Sverige.
La seconda invasione fu quella francese nel 1812, terminata con una disastrosa sconfitta e con la distruzione di gran parte delle truppe francesi e dei contingenti stranieri. La campagna segnò il punto di svolta nella parabola dell’imperialista Napoleone Bonaparte e delle sue guerre. In Russia l’invasione francese è più conosciuta come guerra patriottica, termine che evidenzia il carattere che assunse la lotta, di resistenza nazionale e popolare russa contro lo straniero.
Alla fine della campagna, l’esercito napoleonico – costituito da oltre 600.000 soldati, di cui 450.000 nella massa principale guidata dall’imperatore – era ridotto a poco più di 100.000 uomini. Le perdite ammontarono a 400.000 tra morti, feriti e dispersi; 100.000 furono i prigionieri caduti nelle mani dei russi.
La distruzione della Grande Armata in Russia ebbe conseguenze decisive sulla storia europea dell’Ottocento.
Il terzo tentativo fu quello nazista con l’Operazione Barbarossa (in tedesco: Unternehmen Barbarossa, in russo Операция Барбаросса). Era il nome in codice dell’invasione dell’Unione Sovietica da parte della Germania nazista e di alcune altre potenze dell’Asse, tra cui l’Italia fascista, iniziata domenica 22 giugno 1941, durante la seconda guerra mondiale. L’operazione mise in atto l’obiettivo ideologico della Germania nazista di conquistare l’Unione Sovietica occidentale per ripopolarla di tedeschi. Il Generalplan Ost mirava a utilizzare parte del popolo conquistato come forza lavoro a beneficio dell’impegno bellico dell’Asse, mentre quest’ultimo acquisiva le riserve di petrolio del Caucaso e le risorse agricole di vari territori sovietici. L’obiettivo finale includeva l’eventuale sterminio, la schiavitù, la germanizzazione e deportazione di massa in Siberia dei popoli slavi e l’espansione del Lebensraum (spazio vitale) della Germania.
Anche questo tentativo fu sconfitto grazie al sacrificio di 27 milioni di russi che ridiedero a tutti i popoli d’Europa e del mondo quelle libertà formali e non sostanziali che chiamiamo da 82 anni democrazia.
La quarta invasione è quella attuale, che sta usando il povero popolo ucraino nel tentativo di indebolire, per poi smembrare la Russia e rubargli le sue ricchezze, e infine colpire la Cina comunista. Questo è il disegno dell’imperialismo USA che ha prodotto come risultato quello di dissanguare i suoi vassali europei, essendo guidati da uomini e donne a libro paga dell’imperialismo. Con questo ennesimo attacco la Russia è uscita più forte sia a livello economico che d’immagine e il risultato elettorale di Putin, che ha avuto l’88,76 per cento dei voti, lo dimostra.
Insomma Putin è eletto con un sistema elettorale maggioritario molto simile a quello francese e viene considerato un dittatore. Allora anche Macron lo è, come lo è Biden o Trump. Lo sono anche Meloni e Mattarella e tutti coloro che hanno adottato un sistema maggioritario.
Per questa ragione siamo comunisti, perché una democrazia formale come quella esportata dall’imperialismo USA non è una vera democrazia. Putin e la sua “democrazia” non sono forse il frutto del lavorio fatto dai massocapitalisti contro l’Unione sovietica da Krusciov in poi?
Quindi di che vi lamentate governanti imbroglioni occidentali. Putin, come Netanyahu, Biden e Trump, siete voi quando vi guardate allo specchio. Stiamo ancora aspettando che diciate tutta la verità sugli omicidi di Aldo Moro e Enrico Berlinguer.