
di Redazione
Il 26 ottobre verranno presentati in tutta Italia i ricorsi contro la versione aggiornata della fascistissima legge Acerbo voluta dal governo Meloni, per trasformare l’Italia ancora una volta in un regime fascista, ma con il voto che non conta nulla.
Tutto questo schifo ha inizio con il referendum del 1993 per introdurre il sistema elettorale maggioritario, funzionale alle nuove formazioni politiche nate con il contributo decisivo del terrorismo massocapitalista degli anni ’90. Da allora l’incostituzionalità è diventata regola ed è servita a costruire un paese in cui riciclare il denaro mafioso non è reato, dove togliere i diritti ai lavoratori e l’istruzione alle nuove generazioni, ridurre la sanità pubblica a favore di quella privata, aumentare la speculazione edilizia e le morti sul lavoro, a partecipare a guerre in ogni angolo del pianeta solo per assecondare i diktat degli Usa/NATO.
I circa cinquecento che ricorrono sono in larga parte gli stessi che hanno contribuito alla nascita della seconda piduista e incostituzionale Repubblica. Qualche nome? Massimo D’Alema, Romano Prodi il re delle privatizzazioni, Massimo Cacciari, Fausto Bertinotti, Barbara Pollastrini, Livia Turco della famigerata legge Turco-Napolitano antesignana di tutte le leggi contro gli immigrati, in genere persone che scappano dalla guerra o dalla miseria.
I ricorsi vanno presentati non c’è dubbio, visto che Mattarella ha rinunciato al suo ruolo di Garante della Costituzione, non rimandando alle Camere la legge truffa. Ma serve un’azione più forte di quella da azzeccagarbugli. Deve intervenire la lotta di classe che ponga un argine definitivo alla deriva fascista, perché le vere vittime di queste manovre sono i lavoratori come nel 1924 con la legge Acerbo.
Al Pd, alla Cgil, a tutti gli altri sindacati e ai 500 firmatari chiediamo: dov’è lo sciopero generale e la richiesta di ritorno alle pratiche democratiche della prima Repubblica, nata dalla lotta antifascista? Perché la seconda è nata dalla lotta dei fascisti e dei loro alleati contro le masse popolari e la democrazia.