sabato, Ottobre 17

NETANYAHU PER UN ATTACCO ALL’IRAN CHE RINVII LE ELEZIONI

Israele mondo

15 Ottobre 2026

di Remocontro

Le rivelazioni sulle pressioni di Netanyahu su Trump per convincerlo ad attaccare l’Iran prima del 27 ottobre, giorno delle elezioni israeliane. Pochi giorni fa l’offerta al saudita bin Salman di entrare in guerra contro gli Houti dello Yemen.

Diversi tornaconti elettorali Trump Netanyahu

I due amici per la pelle altrui a contrapposti interessi elettorali. A Netanyahu serve un altro po’ di guerra, a Trump mancato Nobel serve un barlume di finta pace. Lettura politica dei fatti attorno alla Casa Bianca. Trump, interpellato dai media, ha evitato il suo sostegno a Netanyahu riproponendo la distanza dell’ultima visita del premier israeliano in America.

Conflitto per rinviare le elezioni

E non è una ipotesi dietrologica, ma quanto ha implicitamente comunicato il Capo di Stato Maggiore israeliano Eyal Zamir al suo omologo americano Dan Caine: «Il ritorno della guerra [all’Iran] in questo lasso di tempo potrebbe causare il rinvio delle elezioni israeliane, dato che l’Iran probabilmente reagirebbe». Reazione iraniana sicura e rinvio elezioni con Netanyahu sempre al potere? E qui torna l’offerta fatta al principe saudita bin Salman di entrare in guerra a fianco del suo Paese contro gli Houti dello Yemen.

Figura politica repellente

Bin Salman ha dovuto rifiutare perché «accompagnarsi con lo Stato che sta consumando il genocidio dei palestinesi lo avrebbe reso odioso agli occhi dei suoi cittadini, con il rischio di un’insurrezione popolare guidata dalle tribù periferiche, in particolare del Sud, sempre più insofferenti verso le politiche del principe ereditario», denuncia Piccolenote.it . Per lo stesso motivo avrebbe perso l’appoggio degli attuali alleati, Pakistan e Turchia, molto più decisivo rispetto all’eventuale apporto israeliano.

Israele a rischio guerra civile

Le manovre di Netanyahu per rilanciare il conflitto iraniano non sono passate inosservate in casa. Le opposizioni, per bocca di Yair Lapid, hanno intimato al premier di non attaccare Teheran prima delle elezioni. «Sorpreso con le mani nella marmellata, Bibi ha assicurato che non lo farà, ma la sua parola non rassicura più nessuno. Anzitutto, la sua capacità manovriera di vero genio del male», denuncia  DavIde Malacaria.

Londra guerrafondaia a sorpresa

Ultima variabile è la spinta del Regno Unito per riprendere il conflitto. Non è una novità, dal momento che nel corso dell’aggressione israelo-americana all’Iran ha supportato gli aggressori in vario modo, evitando però, un coinvolgimento diretto, «Ora sta alimentando le tensioni con Teheran usando la ‘false flag’ del fantomatico attentato fallito alla base aerea di Fairford». Con i cinque asseriti attentatori, in realtà dei maldestri ladri di carburante.

Pulsioni guerrafondaie in Europa

Le pulsioni guerrafondaie attuali, che corrono in parallelo a quelle di Netanyahu, e che pubblicamente Londra critica. Strano destino quello del Regno Unito, da faro della civiltà occidentale nella narrativa idealizzata del recente passato, a promotore delle guerre infinite: dall’Ucraina all’Iran. Come bizzarro è il destino che ha reso il mite premier britannico Andy Burnham più guerrafondaio del bellicoso Trump.

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