
di Redazione
Minacciata da due sionisti la ristoratrice napoletana Nives Monda per le sue posizioni a favore dei palestinesi e contro il genocidio praticato dagli israeliani a Gaza.
I due israeliani Geulah Moses 59 anni e Raul Moses, 64 anni, non hanno neppure pagato il conto.
Ma grazie a DonneinNero di Bari si scopre che la turista israeliana, che a Napoli ha denunciato ai carabinieri di essere stata vittima di discriminazione per la sua nazionalità dopo un diverbio avvenuto con la ristoratrice di un locale del centro storico, “è passata anche da Bari e durante il nostro #donneinnerobari il 26 aprile si è fermata davanti a noi e iniziato a provocare apostrofandoci con offese e parolacce. Ci ha chiamate terroriste e amiche di Hamas”. “Noi – si legge nel post – abbiamo mantenuto il silenzio ma non è servito a fermarla. Lo schema è lo stesso: lei provoca e il marito riprende col telefono”.
Che i sionisti siano capaci di ogni nefandezza lo stanno dimostrando a Gaza ma sono almeno una ottantina di anni che lo praticano il genocidio in Palestina. Maestri della provocazione e del terrorismo di ogni colore, braccio militare dei massocapitalisti Rothschild, Warburg, Goldman, Mayer, Elkann, Rockefeller, Goldsmith di cui sono i più fedeli esecutori di ogni esigenza, comprese quelle criminali. Come dimostra il Caso Aldo Moro, Argo 16, ecc. ecc.
Ma tanto per fare ulteriore chiarezza che dire di cosa racconta lo storico ebreo Danny Orbach, docente all’Università ebraica di Gerusalemme, nel suo saggio Fugitives. A History of Nazi Mercenaries During the Cold War dove ricostruisce come sono stati utilizzati i peggiori criminali nazisti dai vari paesi occidentali compresa Israele. Tra questi loschi individui che lavorarono per il Mossad, il servizio segreto israeliano, troviamo Walter Rauff, un criminale che durante la guerra era stato un ufficiale del servizio di sicurezza delle SS e aveva preso parte allo sviluppo dei furgoni a gas mobili con i quali furono uccisi migliaia di ebrei. Poi era stato coinvolto nello sterminio degli ebrei francesi.
Nell’elenco dei reclutati dal Mossad troviamo anche Otto Skorzeny, l’ex ufficiale delle Waffen-SS che nel settembre 1943 liberò Mussolini dal suo rifugio nel Gran Sasso. A guerra finita divenne un mercenario e un trafficante d’armi che lavorò prima per i siriani, poi per gli egiziani, facendo affari con i tecnici tedeschi del programma missilistico del Cairo. Danny Orbach dice che: «Nel 1960 il Mossad – tramite il futuro direttore dello Shin Bet – sembrava intenzionato a lanciare una gigantesca caccia all’uomo per assassinarlo ma poi ritenne che gli sarebbe stato molto più utile da vivo e decise di reclutarlo.
Che dire poi delle recenti minacce del Mossad alla Corte penale internazionale per evitare l’indagine sui crimini di guerra in Palestina.
da il Fatto Quotidiano
07/05/2025

A Napoli centinaia di persone hanno partecipato al sit-in di solidarietà per Nives Monda, la ristoratrice finita al centro di una gogna mediatica dopo la discussione, diventata virale, con alcuni turisti israeliani. La ristoratrice ha più volte precisato di non aver mai ‘cacciato’ i turisti dal suo locale ma che al termine del pranzo sarebbe intervenuta in una conversazione sulla bellezza di Israele tra i due avventori israeliani e altri clienti, spiegando loro che il suo locale aderiva alla campagna contro il genocidio a Gaza. “La gravità – spiega Monda – sta nell’aver ribaltato un’informazione non verificata che veniva da un pezzo di video che questa signora ha estratto e pubblicato sui social senza il mio consenso e senza sottotitoli, in cui mi si definiva terrorista e antisemita.
Venti minuti dopo – prosegue la ristoratrice – tutti i canali social, sia personali che quelli del mio locale sono stati inondati di insulti e minacce di ogni tipo, da quelle di stupro a quelle di far esplodere il mio ristorante. Quello che ho fatto – conclude Monda – l’ho fatto perché ritengo che la politica si faccia ogni giorno, in ogni scelta ed era mio dovere di cittadina esprimere il mio dissenso di fronte al genocidio del popolo palestinese. Allo stesso tempo però la mia vicenda dimostra che chiunque parli di genocidio a Gaza o di apartheid del popolo palestinese viene colpito in una maniera che non immaginavo”.
Ad esprimere solidarietà alla ristoratrice c’erano collettivi studenteschi, associazioni, la comunità palestinese e semplici cittadini. “Essere vicini a questa concittadina che ha solo espresso la sua opinione era fondamentale – ci dice uno studente – ma le centinaia di persone intervenute qui oggi sono anche la dimostrazione che il popolo napoletano è contro il genocidio che si sta perpetrando a Gaza con la complicità e il silenzio dei governi occidentali, compreso il governo Meloni”.