
Politica
16 Luglio 2026
Mattarella convoca Nordio e gli ricorda che la grazia la può concedere solo il presidente della Repubblica
Il guardasigilli aveva reso noto di aver avviato un’istruttoria per un provvedimento di clemenza nei confronti del gioielliere di Grinzane Cavour che uccise due rapinatori

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale il ministro della Giustizia Carlo Nordio per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006. È quanto scritto in una nota. Era stato lo stesso ministro, nello slancio della campagna politica dell’intero centrodestra, ad annunciare di aver avviato l’istruttoria – coordinandosi anche con la Procura generale di Torino -, precisando per giunta che è stata un’iniziativa autonoma.
Non è una questione di merito sulla grazia al gioielliere piemontese, fanno notare fonti del Quirinale, anche perché ancora non è stata resa nota la motivazione della sentenza della Cassazione sul caso Roggero e quindi il discorso sulla concessione o meno della grazia è assolutamente prematuro. Ma una questione strettamente di metodo, che tocca i poteri del presidente della Repubblica, così come disegnati dalla Costituzione. Come infatti recita la sentenza n. 200 del 2006, richiamata nel comunicato del Quirinale, è riconosciuta “espressamente la possibilità che la grazia sia concessa anche in assenza di domanda“, ma “in ogni caso l’iniziativa potrà essere assunta direttamente al PdR, al quale da tempo si è riconosciuto tale potere”. Secondo quanto apprende l’Ansa il presidente Mattarella avrebbe ripetuto, durante il colloquio, al ministro Nordio le parole di Luigi Einaudi: “È dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce”.

“Nordio esce dal Quirinale dopo aver ricevuto una sonora lezione di Costituzione dal Presidente della Repubblica. Una grande figuraccia di un ministro ormai improponibile che oggi si è prestato alla volgarissima speculazione del centrodestra”, affermano i componenti M5s nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato. “Il governo Meloni anziché garantire la sicurezza ai cittadini italiani, cavalca la condanna del gioielliere Roggero gridando all’innocenza e addirittura provando a suggerire la grazia al presidente della Repubblica. La destra legge e ordine (a parole) è in realtà la destra del tutti contro tutti, ignora il significato della parola legalità ed è pronta a tutto per raccattare una manciata di voti. Ricordiamo ancora con molta tristezza la speculazione altrettanto indecente orchestrata dopo l’episodio di Rogoredo. Un’altra figuraccia di un governo impresentabile”, accusano. Dal Pd la responsabile Giustizia Debora Serracchiani affonda: “Il ministro Nordio ancora una volta dimostra la propria inadeguatezza nello svolgimento del delicato incarico che gli è stato affidato. E ancora una volta giustifica la nostra reiterata richiesta di dimissioni”. E tira in ballo la premier Giorgia Meloni: “Era informata dell’iniziativa del suo ministro?”