sabato, Ottobre 10

MACRON TRASCINA LA FRANCIA IN UNA NUOV GUERRA DI RELIGIONE NELLA PENISOLA ARABICA

di Thierry Meyssan

Con estrema discrezione il presidente francese Emmanuel Macron ha allineato la propria  politica estera a quella degli anglosassoni. Era il prezzo da pagare per ottenere il comando congiunto della Nato dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Europa. Come pegno e di propria iniziativa, ha deciso di inviare truppe francesi a partecipare a una  guerra di religione contro gli yemeniti.

Rete Voltaire | Parigi (Francia)

29 settembre 2026

Il nuovo Gran Mufti dell’Arabia Saudita, Saleh bin Fawzan bin Abdullah Al-Fawzan (90 anni), è un convinto sostenitore della legalità della schiavitù e della repressione delle proteste politiche. Per lui, gli zaiditi sono musulmani eretici che devono essere sradicati. Nella sua crociata, trae vantaggio dalle armi francesi che il presidente Macron vende al Regno dell’Arabia Saudita.

La Francia sta attraversando un raro momento d’ipocrisia e menzogna. Da un lato la stampa nazionale incoraggia la popolazione ad applaudire papa Leone XIV in visita pastorale, dall’altro fa di tutto per nascondere il coinvolgimento delle forze armate in orribili conflitti in cui non dovremmo essere coinvolti e che tradiscono gli ideali nazionali.

• Il 13 luglio 2026 Francia e Regno Unito hanno organizzato, a Parigi, la XVI riunione della Coalizione dei Volontari per la difesa dell’Ucraina. Si trattava di discutere della riorganizzazione della difesa dell’Unione Europea e, in secondo luogo, quella dell’Ucraina. Si poteva quindi trarre la conclusione che i partecipanti si stessero coordinando per adattare la Nato al ritiro statunitense dall’Europa e che considerassero l’impegno in Ucraina solo un mezzo per addestrarsi a far agire congiuntamente le proprie forze [1].

Nessuno sembrava scandalizzato che la guerra in Ucraina venisse descritta come un’esercitazione militare in condizioni reali, con le sue centinaia di migliaia di morti. E nessuno metteva in discussione la riorganizzazione della Nato sotto la guida di Regno Unito e Francia, come se il loro comando fosse scontato.

• Il 24 e 25 agosto 2026 il presidente Macron ha ricevuto all’Eliseo lo sceicco Mohamed bin Salman, principe ereditario e primo ministro saudita, in occasione della 3^ edizione della Coppa del Mondo di e-sport. La stampa ha divulgato solo l’annuncio della creazione di tre parchi a tema. Ma l’importante era altrove.

I due Stati hanno approfondito la loro partnership strategica. In un comunicato congiunto hanno «riaffermato il loro sostegno al Consiglio presidenziale dello Yemen e agli sforzi delle Nazioni Unite per giungere a una soluzione inclusiva e globale alla crisi. Hanno condannato gli attacchi sferrati dagli Huthi contro infrastrutture civili e impianti vitali del Regno, nonché gli attacchi alle navi. Hanno affermato la loro determinazione a preservare la libertà di navigazione. Hanno inoltre sottolineato che le provocazioni degli Houthi aggravano le sofferenze del popolo yemenita. La parte francese ha affermato solidarietà e pieno sostegno al Regno dell’Arabia Saudita, e ha sottolineato il proprio rifiuto di ogni attacco contro il territorio del Regno»[2].

Un’osservazione a margine: coloro che l’Arabia Saudita e la Francia chiamano Houthi si chiamano Ansar Allah. Il termine Houthi è spregiativo. Si riferisce al loro fondatore, Hussein Badreddine al-Huthi, e a suo fratello, attuale guida, Abdul-Malik al-Huthi. Ma Ansar Allah non fa mai riferimento alla propria appartenenza clanica, fa invece riferimento al pensiero zaidita. Sminuire un protagonista designandolo con un soprannome non contribuisce certo a promuovere la comprensione reciproca e la pace.

• Il 18 settembre 2026 il presidente Macron ha ricevuto all’Eliseo i capi dei partiti politici rappresentati in parlamento. Erano presenti anche i direttori della DGSI (Direzione Generale della Sicurezza Interna), della DGSE (Direzione Generale della Sicurezza Esterna), della DRM (Direzione dei Servizi d’Intelligence Militare), della DGEC (Direzione Generale dell’Energia e del Clima) e del SGDSN (Segretariato Generale della Difesa e della Sicurezza Nazionale).

Secondo il comunicato seguito all’incontro, il presidente Macron ha innanzitutto denunciato «l’intensificazione delle minacce ibride russe» e riaffermato «il sostegno della Francia all’Ucraina e la politica di sanzioni contro la Russia». Successivamente ha affermato che sta facendo tutto il possibile per «facilitare la riapertura pacifica dello Stretto di Hormuz e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici» [3].

Durante la successiva conferenza stampa il presidente Macron ha ribadito non già le sue analisi, ma le sue assurde interpretazioni dei fatti. Ha nuovamente definito l’operazione speciale russa in Donbass «guerra di aggressione», sebbene essa applichi le istruzioni della risoluzione 2202 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite [4]. Nessuno ha fatto notare che se si trattasse di «guerra di aggressione», anche la Francia ne avrebbe commessa una intervenendo per far cessare il genocidio in Ruanda.

Il presidente ha ribadito anche che la Russia ha moltiplicato gli «attacchi ibridi» contro i membri dell’Unione Europea. Ma l’opinione pubblica non fa distinzione tra i sabotaggi delle fabbriche di armi della UE, partecipi dell’attuale guerra, e gli attacchi di presunti droni russi contro aerei ucraini in aeroporti della Ue. Mosca si astiene dal commentare le proprie azioni segrete contro fabbriche di armi della UE, mentre non smette di denunciare gli attacchi di droni che le vengono attribuiti, come operazioni sotto falsa bandiera dei servizi segreti ucraini. Si tratta di un punto importante perché la Russia ha diritto di distruggere le armi fornite dalla UE al regime, peraltro illegittimo perché non eletto, di Kiev, ma non di attaccare gli aeroporti della UE.

Passando al Medio Oriente, il presidente Macron ha ricordato che la guerra contro l’Iran è stata scatenata da Israele e dagli Stati Uniti e che la Francia non vi ha partecipato. Si è trattato di un’abile presentazione dei fatti. In realtà la Francia ha manovrato astutamente alle Nazioni Unite per accusare falsamente l’Iran di non rispettare l’Accordo 5+1 e di fabbricare una bomba atomica [5], spingendosi fino a corrompere funzionari internazionali dell’Onu [6]. Inoltre l’esercito francese ha addestrato cecchini curdi in Iraq per seminare il caos in Iran durante le manifestazioni contro il fallimento della banca Ayandeh [7]. La Francia non ha partecipato direttamente a questa guerra, ma ha brigato affinché avesse luogo.

• Il 22 settembre il presidente Macron ha pubblicato un messaggio sul suo account X: «Appena arrivato a New York ho incontrato il presidente Donald Trump.
Abbiamo deciso di agire insieme per allentare le tensioni sui mercati energetici, proteggendo le infrastrutture critiche in Medio Oriente e la libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz.
Uniremo anche i nostri sforzi per ottenere una moratoria sugli attacchi contro le infrastrutture energetiche e civili ucraine. La popolazione civile deve essere protetta e dobbiamo avviare al più presto negoziati seri sulle condizioni per la pace tra Russia e Ucraina» [8].

Contrariamente a quanto suggerisce il presidente Macron, questi bombardamenti non sono iniziative della Russia, ma dell’Ucraina, che la Francia sostiene. Kiev bombarda depositi e raffinerie russe con droni, mentre Mosca risponde bombardando con missili di precisione le stazioni di servizio ucraine. In definitiva Kiev è in posizione di svantaggio perché non riesce a mirare con più precisione gli obiettivi dei bombardamenti e perché la Russia ha un territorio molto più vasto. Le vittime principali non sono né i russi né gli ucraini, sono gli stranieri perché i bombardamenti distruggono le riserve di petrolio e provocano un aumento dei prezzi a livello mondiale.
In ogni caso, sarebbe stupido per entrambe le parti continuare una guerra e al contempo rinunciare ai mezzi per vincerla.

• Il 24 settembre il presidente Macron ha ricevuto all’Eliseo due giornalisti, scelti personalmente. Ha concesso loro una lunga intervista finalizzata a ipnotizzare i francesi [9]. Ricordiamo che Caroline Roux (France2) è moglie di Laurent Solly, ex capo di gabinetto di Nicolas Sarkozy, poi numero due di TF1, ora direttore di Facebook-France; Gilles Bouleau (TF1) è il conduttore del telegiornale delle 20 di TF1. Roux non ha smesso di sviare l’attenzione dei telespettatori, mentre Bouleau non ha osato porre le domande scomode.

Il presidente ha ribadito quanto di male pensa dell’aggressione russa, ripetendo come un pappagallo il discorso pronunciato dal primo ministro britannico Andy Burnham alle Nazioni Unite [10]. In particolare ha informato i francesi che avrebbe inviato truppe per mettere in sicurezza il porto di Yanmu, terminal dell’oleodotto saudita Est-Ovest, denominato Petroline, al fine di permettere l’esportazione del greggio saudita aggirando lo Stretto di Hormuz.

• Ma poche ore prima c’era stata la svolta. Il dottor Saleh bin Fawzan bin Abdullah Al-Fawzan, gran muftì dell’Arabia Saudita, quindi dipendente del principe Mohamed bin Salman, si era rivolto ai soldati del regno. Ricorrendo a una grande quantità di citazioni coraniche li aveva incitati a sacrificarsi per eliminare «gli Huthi, banda malvagia, complotto dei nemici [cioè degli iraniani], basato sulla corruzione della fede e quella dei metodi [11]».

Si tratta di un evento di grande rilevanza: la setta dei wahabiti (l’Arabia Saudita) dichiara che gli zaiditi (Ansar Allah) non sono veri mussulmani. I wahabiti avevano già accusato gli Huthi di aver bombardato una moschea nonché i luoghi sacri della Mecca; accuse che la Guida della Rivoluzione, Abdul-Maik al Huthi, aveva a lungo smentito in un discorso televisivo il 17 settembre [12].

L’Arabia Saudita aveva smesso di sostenere gli jihadisti in seguito all’iniziativa del presidente Trump del 21 maggio 2017 [13]. Poi Arabia Saudita e Iran avevano posto fine alla loro guerra di religione, su iniziativa della Cina, con il compromesso di Beijing del 10 marzo 2023 [14].

Ma oggi Donald Trump non difende più la pace, come faceva durante il suo primo mandato, richiamandosi al presidente Andrew Jackson. Anzi, dal caso Epstein lascia via libera alla politica tradizionale dello “Stato profondo” statunitense, sostenuta dal suo sottosegretario alla Guerra, Elbridge Colby: ha preso l’iniziativa di scatenare la guerra contro l’Itan e lascia che il conflitto in Ucraina si deteriori.

Ecco dove ci ha portati il presidente Macron: i nostri soldati andranno a morire nella penisola arabica e parteciperanno a una nuova guerra di religione. Gli zaiditi non sono sciiti duodecimani come gli iraniani. Praticano, in base alla loro storia, una sintesi di religione mussulmana e riti indù. Riyad non ritiene quindi di violare la pace religiosa con l’Iran. Tuttavia il gran muftì ha collegato chiaramente gli zaiditi agli sciiti duodecimani e il principe ereditario ha collegato gli Huthi all’Iran.

Contrariamente a quanto la stampa nazionale e occidentale cercano di farci credere, la guerra nello Yemen non ha nulla a che vedere con quella contro l’Iran. È la continuazione della riunificazione dello Yemen del 1990. Proseguita con l’irruzione della Blackwater, poi della DynCorp [15] — esercito privato guidato da Steve Feinberg, attuale sottosegretario alla Guerra [16] — a giugno 2015 si è generalizzata con l’accordo israelo-saudita che prevedeva lo sfruttamento da parte di Riyad dei giacimenti di petrolio yemeniti del “Quarto Vuoto” [17]. Già all’epoca, mentre lo stato-maggiore congiunto aveva sede in Somaliland, le forze speciali francesi parteciparono segretamente alla guerra, come rivelò Disclose [18]. Da marzo 2020 i britannici hanno occupato l’isola di Socotra, ma la coalizione si è disgregata e gli Emirati si sono ritirati.

La guerra contro l’Iran è invece iniziata solo nel 2026. Sebbene negli anni 2000 l’Iran abbia strumentalizzato Ansar Allah, non è più così dalla fine degli anni 2010, quando il generale Qassam Soleimani ha istruito lo Yemen a difendersi da solo e gli ha restituito la libertà.

La Francia di Michel de Montaigne e di Aristide Briand si è appena impegnata in una guerra di religione. Contrariamente alle affermazioni del presidente Macron, non sarà un contributo alla pace, ma un rafforzamento della guerra. E nemmeno garantirà la sicurezza dell’oleodotto Petroline; in compenso provocherà un rialzo dei prezzi mondiali del petrolio.

Sia detto per inciso: la Francia, un tempo indipendente, oggi si allinea apertamente agli anglosassoni.

Thierry Meyssan

Traduzione
Rachele Marmetti

[1] «Sommet de la Coalition des Volontaires à Paris», Palais de l’Élysée, 13 juillet 2026.

[2] «Déclaration commune de la France et de l’Arabie saoudite à l’occasion de la visite de Son Altesse Royale le Prince Mohammed ben Salmane ben Abdelaziz Al Saoud, Prince héritier et Premier ministre du Royaume d’Arabie saoudite, en République française», Palais de l’Élysée, 25 août 2026.

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[3] «Situation internationale : réunion avec les chefs des partis», Palais de l’Élysée, 18 septembre 2026.

[4] “Risoluzione 2202 del Consiglio di sicurezza”, nota come S/RES/2202 (2015), adottata il 17 febbraio 2015.

[5] “Qual è il gioco di Germania, Francia e Regno Unito all’Onu e all’Aiea?”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 11 novembre 2025.

[6] « Le secrétariat général rétablit les sanctions contre l’Iran », ONU (secrétariat général), Réseau Voltaire, 27 septembre 2025.

[7] “Rivelazioni sui preparativi per la guerra contro l’Iran”, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 18 aprile 2026.

[8] «@EmmanuelMacron», Emmanuel Macron, X, 22 septembre 2026.

[9] «Interview du Président de la République sur TF1 et France 2», Palais de l’Élysée, 24 septembre 2026.

[10] «PM speech at UNGA», 10 Downing Street, 23 September 2026.

[11] «عام / مفتي عام المملكة يوجه بيانًا للمرابطين ولقوات التحالف» , Saudi Press Agency, September 24, 2026.

[12] «Speech by Leader of the Revolution Sayyed Abdulmalik Al-Houthi on Latest Developments», Masirah TV, September 18, 2026.

[13] “Donald Trump’s Speech to the Arab Islamic American Summit”, by Donald Trump, Voltaire Network, 21 May 2017.

[14] “Il Medio Oriente si svincola dall’Occidente”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 14 marzo 2023.

[15] « Les mercenaires de DynCorp remplacent ceux d’Academi au Yémen », Réseau Voltaire, 17 mars 2016.

[16] « La théologie du Pentagone : le secrétaire sioniste évangélique P. Hegseth et le sous-secrétaire spéculatif khazare S. Feinberg », par Alfredo Jalife-Rahme, Traduction Maria Poumier, La Jornada (Mexique), Réseau Voltaire, 10 septembre 2026.

[17] “Esclusivo: i progetti segreti di Israele e Arabia Saudita”, di Thierry Meyssan, Traduzione Matzu Yagi, Megachip-Globalist (Italia) , Rete Voltaire, 22 giugno 2015.

[18] «Made in France», Disclose, 15 avril 2019.

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