sabato, Giugno 13

MA GUARDA COME SONO PACIFICI I FASCIOSIONISTI DI CASA NOSTRA

di Redazione

Aggressione sionista fuori dal liceo artistico Caravillani di Roma a studenti e professori che avevano organizzato un’assemblea sul genocidio a Gaza. Tra gli aggressori l’ex presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici. Di seguito riportiamo l’articolo del il Fatto Quotidiano che descrive in modo assai preciso la dinamica dei fatti accaduti.

Siccome nella vicenda descritta da il Fatto abbiamo letto che era coinvolto Riccardo Pacifici, ci è sembrato doveroso per dare una informazione più completa riprendere, mettendolo di seguito, un articolo di Roberto Della Seta su il manifesto che spiega molto bene chi è e come la pensa il filoisraeliano Riccardo Pacifici.

Siamo curiosi di sapere e vedere cosa intende fare il mondo ebraico e la politica su questa grave vicenda che alimenta l’antisemitismo antiebraico.

Anche perché esiste anche un antisemitismo sionista contro tutti gli altri popoli di origine semitica. Semiti o popoli semitici sono tutti coloro che sono identificati in un gruppo etnico, culturale del quale fanno parte popolazioni del Medio Oriente e del Corno d’Africa. Popolazioni antiche e moderne, tra cui gli Accadi (Assiri e Babilonesi), gli Arabi, gli Aramei, i Cananei (Ammoniti, Edomiti, Israeliti, Moabiti, Fenici e Filistei), e gli Abissini (semitici solo di lingua). Il termine si riferisce anche a tutti quei popoli che parlano, o hanno parlato, lingue del ceppo semitico e il suo impiego è oggi in gran parte limitato al contesto della linguistica.

2 Ottobre 2025

Tensione all’assemblea per Gaza del liceo Caravillani di Roma: “Studenti e prof aggrediti dalla comunità ebraica”. Interviene la polizia

di Fulvia Brandiforti

In un filmato girato da una studentessa compare anche l’ex presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici

https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/02/scontri-liceo-caravillani-roma-gaza-notizie/8147332

Mattinata di tensione al liceo artistico Caravillani di Roma, in zona Monteverde. Un’assemblea studentesca dedicata al genocidio in corso a Gaza e il respingimento della Flotilla è degenerata in scontri fisici all’uscita da scuola, con il coinvolgimento di docenti e l’intervento delle forze dell’ordine. Secondo le ricostruzioni degli studenti, poco dopo l’ingresso un gruppo di ragazzi ha intonato cori tra cui Free Palestine. Cori che si sono sentiti anche all’interno del tempio Beth Michael, punto di riferimento per la comunità ebraica confinante con il cortile dell’istituto. “Non siamo sordi, questi cori fateli in piazza, non qui”, hanno risposto alcuni uomini usciti dal tempio, secondo le testimonianze. In un filmato girato da una studentessa durante compare anche l’ex presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici, anche se non è chiaro quale ruolo abbia avuto nella vicenda.

Il confronto verbale è rapidamente degenerato: un professore di matematica, intervenuto per fare da scudo agli studenti, è stato spintonato. La vicepreside è scesa in cortile per riportare la calma e le lezioni sono riprese. Ma la tensione non è finita. All’uscita, intorno alle 13, alcuni adulti avrebbero atteso i ragazzi, molti dei quali hanno 14, 15 o 16 anni, davanti al cancello della scuola. “Ci insultavano e ci lanciavano oggetti, un mio compagno è stato buttato a terra con la testa sanguinante”, racconta una studentessa. Un altro dice di essere stato colpito e trascinato per i capelli: “Aveva la faccia piena di lividi”, riferisce un testimone. Anche diversi professori, raccontano, sono stati coinvolti. “Ho visto il docente strattonato, lo hanno spinto a terra e tirato via lo zaino”, riferisce uno studente. Un genitore conferma che “all’uscita c’era un gruppo di uomini adulti che ha affrontato i ragazzi: mio figlio mi ha chiamato spaventato, sono corsa a prenderlo e c’era la polizia davanti al cancello”.

A raccontare la scena a ilfattoquotidiano.it è anche Luana Vessichelli, madre di uno dei ragazzi che frequenta il liceo: “Erano riuniti come collettivo per parlare della Palestina, quando un uomo si è avvicinato urlando e poi ha spintonato pure il professore che si era messo a protezione. La vicepreside è intervenuta e sono tornati in classe, convinti che fosse finita lì. Invece all’uscita si sono trovati davanti un gruppo di adulti che ci hanno affrontati, hanno insultato le ragazze con epiteti sessisti, lanciato cose e picchiato alcuni studenti”. Vessichelli racconta i momenti di paura: “Quando sono arrivata c’erano le forze dell’ordine e non volevano nemmeno farmi passare. Ho trovato mio figlio scosso, insieme ad altri genitori ci chiediamo come si potrà mandare i ragazzi a scuola serenamente dopo un episodio del genere”.

Sul posto sono arrivate le forze dell’ordine, che hanno identificato una ventina di persone. Alcuni studenti e un professore hanno annunciato di voler sporgere denuncia. E i genitori hanno promesso azioni future per tutelare i loro figli.

Le prime reazioni non si sono fatte attendere. La Cgil Roma Centro Ovest Litoranea, la Flc Cgil, l’Anpi del XII Municipio e l’Anppia hanno espresso “ferma condanna per le aggressioni a studenti e docenti”, chiedendo che le autorità individuino i responsabili. Dure parole anche da parte di consiglieri del Municipio XII, che parlano di “fatto gravissimo e inaccettabile: mai ragazzi minorenni e un insegnante dovrebbero subire violenze nei pressi di un istituto scolastico, che deve rimanere un luogo sicuro e protetto”. Anche il Partito democratico e i Giovani Democratici del Municipio XII hanno condannato quanto accaduto: “La scuola deve essere un luogo sicuro e protetto, mai teatro di intimidazioni o aggressioni. Solidarietà piena agli studenti e ai docenti del Caravillani, ribadiamo il sostegno a chi manifesta pacificamente contro il massacro di Gaza e per la liberazione della Global Sumud Flotilla”. Dello stesso tono il comunicato congiunto dei consiglieri municipali Midiri, Sala, Balestrieri, Cognatti, Tomassetti (Pd), Costantini (Lista Civica), Magrini e Colafranceschi (Sce), che parlano di “fatto gravissimo e inaccettabile” e sottolineano che “mai ragazzi minorenni e un docente dovrebbero subire violenze, tanto più davanti a una scuola che deve rimanere spazio di libertà e di formazione”.

8 ottobre 2025

Fascista a chi, il mondo alla rovescia di Pacifici

No pulizia etnica Per Pacifici i fascisti siamo noi che nel nome dei valori dell’ebraismo ci opponiamo all’idea di deportare i palestinesi da Gaza e alle violenze quotidiane in Cisgiordania. Gli “antifascisti” invece, secondo lui, sono quegli ebrei che «Israele ha ragione» perché è la civiltà contro la barbarie. Antifascista è lui che dai tempi di Alemanno sindaco flirta con la destra postfascista

Roberto Della Seta

«Il nostro Duce non lo permetterà mai!». Mio nonno Angelo Della Seta rispondeva così quando un parente o qualche cliente del suo grande negozio di tessuti in piazza Giudia nei primi mesi del ’38 gli riferiva le voci del ghetto sull’intenzione di Mussolini di replicare in Italia, in vista dell’alleanza politica e militare tra Italia e Germania che sarà sancita nel 1939 con il “patto d’acciaio”, le leggi naziste contro gli ebrei.

Angelo era convintamente fascista, tra i suoi libri ho ritrovato quattro volumi rilegati con i discorsi di Mussolini e con il suo nome – A. Della Seta – stampato sulla copertina. Smise di essere fascista quando i suoi due figli adolescenti – mio padre Piero e sua sorella Giovanna – e altre migliaia di ragazze e ragazzi furono cacciati dalla scuola perché ebrei. Morì di malattia nel 1940, mentre dieci suoi fratelli, sorelle, cognati, nipoti, moriranno nel 1944 sotto le docce a gas di Auschwitz.

ERA FASCISTA, mio nonno, sebbene fosse un uomo saggio e buono: le leggi razziali travolsero la sua fiducia smisurata in Mussolini trasfigurandola in impotenza disperata per i figli violentati, sosteneva mio padre che cominciò lì la malattia che lo uccise. Come mio nonno Angelo furono fascisti fino alle leggi razziali tanti ebrei italiani.

Così Guido Jung, fondatore dell’Iri e ministro delle finanze dal ’32 al ’35. Così voci importanti delle rappresentanze ebraiche, dai rabbini di Torino Disegni, di Pisa Hasdà, di Trieste Zolli (nel ’40 diventerà rabbino a Roma), ai presidenti delle comunità di Milano Janach, di Torino Ovazza, di Venezia Ravà (Hasdà morirà a Auschwitz, Disegni a Auschwitz perderà una figlia, Ovazza sarà assassinato dai nazisti in Italia insieme alla famiglia).

Il ricordo di mio nonno Angelo ebreo e fascista mi è tornato in mente quando ho letto che Riccardo Pacifici, leader storico della comunità ebraica romana, ha bollato come epigoni degli «ebrei di corte sotto il fascismo» le 215 persone con origini ebraiche (significa anche “mezzosangue” come me, ebreo era soltanto mio padre) che hanno promosso l’appello contro la pulizia etnica a Gaza pubblicato nei giorni scorsi su questo giornale e su Repubblica.

Merita attenzione la violenta e triviale scomunica («mi ci pulisco il sedere») impartita da Pacifici a noi promotrici e promotori dell’appello e alle altre centinaia che dopo la pubblicazione lo hanno sottoscritto: un’invettiva che pronunciata da lui suona paradossale, quasi grottesca, proprio per l’accusa di «criptofascismo» che l’accompagna e sostiene.

Pacifici vive in un mondo alla rovescia nel quale i fascisti siamo noi che nel nome dei valori umanitari, cosmopoliti che abitano abbondantemente la tradizione dell’ebraismo e le stesse origini del sionismo ci opponiamo all’idea di deportare i palestinesi da Gaza, ai massacri a Gaza (genocidio o “semplici” crimini contro l’umanità? Il dibattito non mi appassiona) e alle violenze quotidiane dei coloni in Cisgiordania, noi che denunciamo la degenerazione antidemocratica e ultranazionalista di Israele che da sei decenni governa su milioni di persone che non hanno il diritto di scegliere con il voto chi per l’appunto li governa.

SIAMO NOI per Pacifici i fascisti, noi che combattiamo l’antisemitismo – quello carsico che non muore mai e periodicamente riemerge dalle fogne della storia europea, quello contemporaneo che veste abusivamente i panni della solidarietà filopalestinese: spesso saldati, come negli insulti anche di questi giorni a Liliana Segre – e insieme rifiutiamo l’islamofobia e ogni forma di razzismo; nel suo mondo alla rovescia i fascisti siamo noi che riteniamo l’etica una categoria di giudizio da applicare universalmente e non un privilegio da riservare solo a chi ha il nostro sangue, parla la nostra lingua o crede nella nostra religione, noi che consideriamo vittime inermi e innocenti sia i civili massacrati o rapiti il 7 ottobre da Hamas sia i civili palestinesi colpiti a morte dalle bombe israeliane.

Gli “antifascisti” invece, secondo Pacifici, sono quegli ebrei che, qualunque violenza o crimine compia Israele, «Israele ha ragione» perché è la civiltà contro la barbarie. Antifascista è lui che dai tempi di Alemanno sindaco flirta con la destra postfascista, che non ha mai preso le distanze dai fascisti, e razzisti, conclamati presenti nel governo Netanyahu; è Ester Mieli già portavoce della comunità ebraica romana e oggi senatrice di Fratelli d’Italia, il partito che ha nel simbolo la fiamma del Msi di Almirante. Antifascista, magari, è la brigata Dario Vitali, che nel nome di un ebreo fascista della prima ora dà l’assalto ai licei romani mobilitati per difendere i diritti violati dei palestinesi.

Se ne va il Carnevale, festa derivata dai Saturnali dell’antica Roma che mettevano in scena per qualche giorno un mondo alla rovescia in cui ci si scambiava ruoli politici, sociali, in cui ognuno si travestiva da proprio contrario. Rassicurami Riccardo Pacifici: garantiscimi che cominciata la quaresima (perdona la scivolata cristiana) ci fai tornare tutti, noi e te, quelli che siamo davvero.

Pubblicato 7 mesi fa Edizione del 4 marzo 2025

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