sabato, Giugno 13

L’IMMOBILE DELL’EX GKN DI CAMPI BISENZIO E’ STATO VENDUTO A MARZO, SENZA NESSUNA COMUNICAZIONE ALLE PARTI COINVOLTE

Agenzia Dire – Firenze, 21 ottobre

L’immobile dello stabilimento ex Gkn di Campi Bisenzio sarebbe stato venduto il 12 marzo scorso alle
aziende Tuscany industry e Toscana Srl
, due società immobiliari che avrebbero numerosi punti in comune con la stessa proprietà di Qf, e create “forse ‘a scopo’ il 22 settembre 2023. E’ quanto scoperto da Rsu e organizzazioni sindacali in base a quanto riferito da una nota diramata dal collettivo di fabbrica.

Di conseguenza, lo stabile non sarebbe più proprietà di Qf, società che aveva rilevato la fabbrica e che a propria volta avrebbe trasferito la sede legale fuori dalla Toscana, a Roma. “Se si tratta di un raggiro, coinvolge veramente tutti: lavoratori, territorio, Campi
Bisenzio, Firenze, Toscana ma anche potenzialmente istituzioni e tribunale del Lavoro
– accusano i rappresentanti Rsu – non
sappiamo, ad esempio, a che titolo oggi il liquidatore di Qf parli dello stabilimento o vi abbia acceduto finora, in alcuni
casi addirittura coinvolgendo le forze dell’ordine”.

I lavoratori vedono in questo sviluppo una conferma dei loro timori: “Avevamo
previsto tutto e ora ne abbiamo l’ufficialità – ricordano – la partita è stata probabilmente sin dall’inizio immobiliare ed è
per questo che non comincia mai la discussione sulla reindustrializzazione. Chi invece si è voltato dall’altra parte,
l’ha fatto per distrazione o coscientemente?”.


A preoccupare è anche la tempistica, visto che il 12 marzo -giorno della cessione dell’immobil e- si sarebbe dovuto tenere un
incontro al ministero delle Imprese con parti sociali e Qf, rinviato per la mancata convocazione del liquidatore. La Rsu
rivolge una serie di interrogativi su chi era a conoscenza della vendita dell’immobile e ne chiede conto al dicastero stesso, ma
vede in questa novità pure un impulso decisivo a un intervento pubblico: “Non ci sono più scuse – conclude – si paghi subito tutto
il dovuto ai lavoratori, si paghino, immediatamente gli stipendi e Comune e Regione intervengano per sottrarre l’area a potenziali
logiche speculative”.

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