
di Redazione
Ieri il fondatore di WikiLeaks, il giornalista australiano Julian Assange, stava molto male a causa della dura detenzione nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh e quindi non ha potuto presentarsi all’Alta Corte di Londra.
Oggi si terrà l’udienza cruciale per Assange davanti all’Alta Corte che deciderà se la sua lotta contro l’estradizione negli Stati Uniti, che lo vogliono condannare per spionaggio a una pena assurda di 175 anni, per aver fatto il suo dovere come giornalista di informare la gente. Noi tutti speriamo che il ricorso venga accolto, altrimenti risulterebbero esaurite le possibilità di azione legale presso la giustizia britannica e ai legali rimarrebbe solo l’opzione presso la Corte europea dei diritti dell’uomo. Se dovesse perdere… sarebbe un ulteriore segnale che la democrazia e la libertà d’informazione, in Occidente, sono in gran parte evaporate.
Noi crediamo, come i nostri lettori, che l’attacco a Julian Assange sia una esplicita minaccia ai giornalisti di tutto il mondo, una minaccia alla verità e un attacco al diritto dell’opinione pubblica di conoscerla.
Qual è la colpa di Assange? La divulgazione di centinaia di migliaia di documenti riservati del Pentagono e del Dipartimento di Stato contenenti rivelazioni imbarazzanti sui crimini di guerra compiuti dalle forze armate degli Stati Uniti in Iraq e Afghanistan. Capite la portata della colpa. Aver messo a nudo il re fellone mentre esporta la sua “democrazia”.
Nonostante tutto, ieri centinaia di persone si erano radunate davanti alla Royal Courts of Justice di Londra, sede dell’Alta Corte, per sostenere Assage e Wikileaks. Molti partecipanti alla mobilitazione hanno parlato ed hanno chiesto la liberazione del giornalista, pretendendo la salvaguardia della libertà di stampa e la difesa dei diritti umani.