
di Andrea Montella
La libertà d’informazione, o libertà di espressione, è un diritto fondamentale che garantisce a tutti di manifestare liberamente le proprie idee e opinioni, nonché di ricevere informazioni e di comunicarle. Questo diritto è tutelato dalla Costituzione italiana (art. 21) e da altri trattati internazionali.
Noi delle Sezioni Gramsci-Berlinguer per la ricostruzione del P.C.I. affermiamo da sempre che il nostro paese per quanto riguarda l’informazione è messo molto male… La vicenda di Marc Innaro, corrispondente RAI da Mosca, ne è la prova.
L’intervista a Marc Innaro, che rilanciamo, spiega i meccanismi e la tragica situazione in cui la libertà d’informazione versa nel nostro paese, soprattutto da quando è nata la seconda e piduista Repubblica, gestita totalmente dai massocapitalisti e dai loro “giornalisti” e dai fascistissimi partiti-passacarte sia di centrodestra che di centrosinistra.
Il dramma italiano, ma non solo nostro, sta nel fatto che nessuno tra i politici e i giornalisti ci dice quale gruppo di potere/organizzazione segretamente sta in quel CENTRO che governa il CENTROdestra e il CENTROsinistra: i MASSONI quelli che attuano la marxiana dittatura della borghesia. Sistema di potere vietato dall’articolo 18 della nostra Costituzione che afferma: “Sono proibite le associazioni segrete…”
Una vera libertà d’informazione si potrà avere quando i lavoratori dell’informazione decideranno di lottare per diventarne proprietari, togliendola dalle mani dei massocapitalisti come i Berlusconi, gli Elkann-Agnelli, De Benedetti, Cairo o Angelucci.
Nel World Press Freedom Index 2025 di Reporters Sans Frontières (RSF), l’Italia si posiziona al 49° posto su 180 paesi, con una discesa di tre posizioni rispetto all’anno precedente. Questo peggioramento porta l’Italia ad avere il peggiore risultato tra i paesi dell’Europa occidentale.
L’INTERVISTA
MARC INNARO
Laureatosi nel 1985 in lingua e letteratura russa presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, nel 1990 inizia a lavorare in Rai venendo destinato al Giornale Radio. Dal febbraio 1994 al febbraio 2001 è destinato a Mosca come inviato corrispondente per i servizi radiotelevisivi dalla Russia e i Paesi dell’ex-Unione Sovietica.
Il 5 luglio 2022 viene annunciato il suo trasferimento al Cairo in qualità di caporedattore dell’ufficio di corrispondenza Rai per l’Egitto, i Paesi del Maghreb e l’Africa Nera. Nel 2003 vince, assieme a Giuseppe Bonavolontà, il XXXVIII Premio Saint Vincent per il giornalismo nella sezione: “Servizi o rubriche televisive nazionali” Tg1 per TV7 dal titolo: Prigionieri nella Basilica di Betlemme.
Nel 2009 vince il XV Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi per la sezione “miglior servizio da TG” dal titolo: Contabile Hamas, andato in onda su Tg3, (Rai 3).