di Redazione

Sarebbe utile che una volta tanto, pima di parlare di elezioni, parlassimo di cos’è questa maledetta seconda Repubblica, su come è nata e con quali scopi. Verificando cosa ha aggiunto rispetto alla Prima, come libertà sociali e individuali e cosa invece ci ha tolto. Discutendo anche se il suo sistema elettorale è in linea con la Costituzione, nata con il proporzionale puro senza sbarramenti.
Leggendo l’acuta riflessione di Alessandro Volpi ci sembra che il campo largo del centro-sinistra non lavori per vincere ma per scoglionare gli elettori di sinistra e fare consapevolmente l’ennesimo favore al massocapitalismo che, per ragioni strutturali, ha bisogno dei fascisti al governo per continuare le sue politiche di rapina e di guerra.
Tra le cose che notiamo è che questo centro-sinistra, e ci domandiamo perché, non vuole mai parlare di come si è realmente chiusa la questione comunista in questo paese di smemorati al potere.
Però notiamo che senza il centralismo democratico i sinistrati non riescono a trovare nessuna sintesi praticabile come avvenne, guarda un po’, nel nostro partito quando nel 1991 al Congresso, quei filibustieri del massocapitalismo e del dopo Berlinguer, presentarono per la prima volta ad un Congresso comunista, ben tre mozioni, trasformandoci così in uno dei tanti litigiosi partiti del capitale. E i risultati si vedono ancora oggi… mai vista tanta frammentazione.
La riflessione di Volpi quindi ci deve spronare a capire che se vogliamo vincere serve un Partito Comunista con un progetto di società completamente alternativo a quello fin qui proposto dai capitalisti, che oggi stanno vivendo la più grave crisi da quando sono apparsi sulla scena mondiale. Serve capire che il modello economico, produttivo e sociale imperialista si sta sfaldando alla luce della lotta che la maggioranza del mondo, 7 miliardi di persone, stanno conducendo contro questo “nostro democratico” Occidente. E questi signori di centro-destra e centro-sinistra pensano con le loro miserabili formulette di poter di cambiare il corso della storia? Non ci riusciranno perché hanno deciso di stare all’interno del massocapitalismo in quanto sono, prendendo dal loro simbolismo massonico, la gamba sinistra del compasso, strumento di governo, che in massoneria rappresenta il dualismo del potere, che si regge nella loro politica sul centro-destra e centro-sinistra, dove chi sta al centro – il partito massonico – li governa occultamente entrambi.
Eppure abbiamo in Costituzione l’articolo 18 che vieta questo modo di fare politica.

Alessandro Volpi, ieri su facebook
Sono ingenuo, ma vorrei davvero capire come si fa a costruire un “Fronte popolare” contro le Destre partendo da questi dati di fatto.
Sul piano economico, Avs e Rifondazione sono convintamente a favore di una Imposta patrimoniale sulle grandi fortune e sulle grandi successioni. Pd, M5S, Italia Viva sono contrari.
Sul reddito di cittadinanza. Avs, Rifondazione e M5S sono favorevoli. Pd molto tiepido e Italia viva decisamente contraria
Sull’abolizione del Jobs Act, M5S, Avs e Rifondazione sono per la sua completa cancellazione. Pd (una parte) è favorevole alla rimodulazione di una parte. Italia Viva è contraria ad ogni modifica e anzi vorrebbe ripristinare anche quella abrogata dal referendum.
Sull’energia. Avs, Rifondazione e M5s sono contrari al nucleare.
Pd non ha preclusioni ideologiche. Italia Viva molto favorevole.
Sul PNRR: Italia viva e PD vedono nel PNRR la “stella polare” da attuare senza ritardi. Il M5S e AVS chiedono di rinegoziarne parti consistenti per spostare più risorse sulla transizione ecologica e sociale.
Sulla guerra in Ucraina, PD sostiene l’invio di armi a Kiev. M5S, AVS e Rifondazione sono contrari al proseguimento dell’invio di armi, chiedendo un cessate il fuoco immediato e negoziati di pace. Italia Viva è fermamente atlantista e favorevole al sostegno militare.
Sulla Giustizia. Italia viva sostiene la separazione delle carriere dei magistrati (vicino alle posizioni del centro-destra). PD e M5S sono molto critici verso questa riforma, temendo un indebolimento dell’autonomia della magistratura.
Sul Riarmo e Spese Militari
Italia Viva: È favorevole al rispetto dell’impegno NATO di portare la spesa militare al 2% del PIL. Sostiene con forza la necessità di un Esercito Comune Europeo per razionalizzare le spese, ma non nega la necessità di investire oggi in armamenti per la sicurezza nazionale e ucraina. PD sostiene gli impegni internazionali e l’invio di armi all’Ucraina, sottolineando che la priorità deve essere la difesa comune europea, esprimendosi a favore di Rearm Europe. M5S: Contrario all’aumento delle spese militari verso il 2% del PIL. Conte ha fatto della battaglia contro l’invio di nuove armi e contro il riarmo un pilastro identitario, chiedendo che le risorse siano spostate sulla sanità e sul caro-vita. AVS: Contrarietà netta. Propongono il taglio strutturale delle spese per la difesa e per l’acquisto di nuovi sistemi d’arma (come gli F-35) per finanziare la transizione ecologica. Rifondazione Comunista: Posizione radicale: ritiene il riarmo un regalo alla “hall delle armi” e all’imperialismo USA. Chiede l’uscita dalla NATO e la totale riconversione dell’industria bellica in civile.
Sulle Banche.
Italia viva Difende il sistema bancario come pilastro dell’economia. Si è opposto duramente alla tassa sugli extraprofitti bancari proposta dal governo Meloni, definendola “populista” e dannosa per la fiducia degli investitori esteri.
PD: Favorevole a una contenuta tassa sugli extraprofitti.
M5S: È il partito più aggressivo verso le banche. Chiede che gli enormi profitti generati dall’aumento dei tassi d’interesse (decisi dalla BCE) vengano totalmente o massicciamente redistribuiti per coprire i costi dei mutui delle famiglie e per il fondo di garanzia per la prima casa. AVS: Propone la creazione di una Banca Pubblica per gli Investimenti per finanziare progetti che le banche private considerano troppo rischiosi (come la riconversione industriale green). Rifondazione: Propone la nazionalizzazione dei principali gruppi bancari, ritenendo che il credito debba essere un servizio pubblico e non un’attività finalizzata al profitto privato.
Sulla finanziarizzazione.
Italia Viva molto favorevole. Pd vicino al modello Draghi, M5S decisamente contrario, Avs e Rifondazioni ostili.
Sull’immigrazione
AVS e Rifondazione: Propongono l’abolizione totale della legge Bossi-Fini, la chiusura dei CPR (Centri di permanenza per il rimpatrio) e una regolarizzazione ampia dei migranti già presenti. PD: Punta sullo Ius Soli (cittadinanza per chi nasce in Italia) e sullo Ius Scholae. Propone il superamento della Bossi-Fini e una gestione europea dei flussi, con un forte accento sull’integrazione.
M5S: Ha avuto posizioni ondivaghe (dai “taxi del mare” del 2017 alla collaborazione con la Lega). Oggi sostiene lo Ius Scholae, ma mantiene una linea più cauta sull’accoglienza indiscriminata, insistendo sui rimpatri e sulla redistribuzione europea. Italia viva: Sostiene lo Ius Scholae e un’immigrazione regolata legata alle necessità del mondo del lavoro. È stato tra i promotori degli accordi con la Libia (governo Gentiloni/Minniti), posizione che lo allontana radicalmente da AVS e dalla sinistra del PD.Mi fermo qui.
Sanità e Scuola (Pubblico vs Privato)
Rifondazione e AVS: Chiedono l’eliminazione totale dei finanziamenti pubblici alle scuole private e la fine del convenzionamento della sanità privata. Vogliono un sistema 100% pubblico. PD e M5S: Difendono il primato del pubblico, chiedendo investimenti massicci (almeno il 7% del PIL per la sanità), ma accettano la convivenza con il privato all’interno di un sistema regolato. Italia viva: Ha una visione più liberale. Non vede il privato come un nemico, ma come una risorsa per abbattere le liste d’attesa nella sanità e garantisce il sostegno alla “parità scolastica” (aiuti alle famiglie che scelgono scuole paritarie).
Grandi Opere e Infrastrutture
Italia viva: È il partito del “Sì” a tutto: Ponte sullo Stretto, TAV Torino-Lione, nuovi termovalorizzatori, rigassificatori e varianti autostradali. Considera le infrastrutture il volano principale della crescita. M5S: Nato come movimento del “No” alle grandi opere (TAV in primis), oggi ha una posizione più sfumata ma rimane contrario al Ponte sullo Stretto, preferendo piccoli interventi di manutenzione e messa in sicurezza del territorio. AVS e Rifondazione: Contrarietà netta al Ponte e alla TAV per ragioni ambientali e di consumo di suolo. Chiedono di spostare i miliardi delle “grandi opere inutili” sul trasporto ferroviario locale e sui pendolari. PD: Generalmente favorevole alla TAV (pur con qualche fronda interna) e ai rigassificatori, ma fermamente contrario al Ponte sullo Stretto, considerato un “buco nero” finanziario e un danno ambientale.
Mi fermo qui. Tanto il programma lo scrivono a settembre…..