di Redazione
Esiste un nesso tra la “cultura e i valori” dei “politici” di Fratelli d’Italia e quello che è accaduto a Capodanno quando il parlamentare meloniano Emanuele Pozzolo ha ferito ad una gamba il genero di un uomo della scorta del sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. Il fattaccio è accaduto a Rosazza, un paese dell’Alta Valle Cervo nel biellese, che ha pochissimi residenti, meno di cento e che i promoter turistici amano presentare come “uno dei borghi più misteriosi d’Italia”: una nomea vera o presunta derivante, si dice, da influenze esoteriche e massoniche nelle architetture. Strutture architettoniche che secondo la tradizione sono state volute da un illustre cittadino del passato, Federico Rosazza, senatore del Regno d’Italia e membro della società segreta mazziniana la Giovine Italia.
Che nella cultura fascista le armi siano un elemento distintivo della loro visione criminale dei rapporti umani e sociali lo abbiamo sempre saputo, basta ricordare le immagini che ci hanno trasmesso dagli anni Venti sino ad oggi. Dai manganelli, ai pugnali, alle pistole nella cintola, alle bombe a mano, ai fucili che brandivano nelle loro adunate. Insomma se volevi sfoggiare l’italica virilità, l’arma non doveva mancare. E la virilità fascista è proporzionale alla dimensione dell’arma, ovviamente.

Il fascista perfetto: pistola nella mano destra, pugnale tra i denti e bomba a mano nella mano sinistra
Insomma noi crediamo che la cultura della violenza e dell’intolleranza sia la caratteristica di Fratelli d’Italia e che sia appoggiata da settori economici collegati alla produzione di armi. Infatti tra le loro varie proposte di legge c’è quella sulla caccia che vuole estendere il porto d’armi ai sedicenni, in modo che anche a loro sia dato di possedere un fucile.
Anche negli USA, paese modello di Fratelli d’Italia, hanno iniziato così e si vede che fine hanno fatto con la liberalizzazione dell’uso delle armi: 30.000 persone rimangono uccise dalle armi da fuoco ogni anno, una media di trenta vittime al giorno. La metà sono giovani tra i 18 e i 35 anni, un terzo sono giovanissimi sotto i 20 anni.