mercoledì, Settembre 16

LA SUPERPRESIDENZA DI DONALD TRUMP PRIMO

Stati Uniti

30 Giugno 2026

  • di Ennio Remondino

La Corte suprema allarga il raggio d’azione del Presidente: potrà licenziare nelle agenzie federali bloccando soltanto la rimozione della governatrice della Federal Reserve Lisa Cook e respingendo il tentativo contro il voto per posta. Trump applaude e si applaude per aver nominato ben tre di quei giudici. Un giudice contrario: «Da oggi le agenzie indipendenti non sono poi così indipendenti». Meno potere al Congresso, consegnandolo al presidente Re.

King Donald Trump primo

Dentro la Corte, è la giudice Sonia Sotomayor a rompere il silenzio, leggendo il proprio dissenso direttamente dal banco, mossa riservata solo ai casi giudicati più gravi. La decisione, ha scritto, «ribalta, la separazione dei poteri, concedendo al presidente un potere ignoto persino alla Corona inglese contro cui i Padri fondatori si sono ribellati». Ma a King Donald non tutto va come desiderato. Nagata la possibilità di rimuovere la governatrice della Fed, l’istituzione che decide il costo del denaro, su cui Trump gioca molto del suo capitale politico in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.

La «seconda rivoluzione Maga»

«C’è un vecchio detto: il Regno unito è una repubblica travestita da monarchia, gli Usa sono una monarchia che finge di essere una repubblica. L’allusione è alla reggenza formale del sovrano sotto cui opera di fatto la democrazia parlamentare inglese e al modo in cui, di contro, la repubblica presidenziale Usa declina in modo più assolutista il potere», ci ricorda Luca Celada sul Manifesto.

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250 dopo, il Presidente Plenipotenziario

Con l’avvento del regime Trump la presidenza imperiale si concretizza. E le ultime sentenze della Corte suprema stanno mettendo in pratica un progetto per stravolgere, alla vigilia del 250mo anniversario della sua fondazione, l’ordinamento politico del paese. Per farlo la Corte ha elevato a dottrina costituzionale il concetto di ‘unitary executive’, un presidente plenipotenziario con immunità preventiva (sancita con una sentenza del 2024) e libero dai lacci del sistema di contrappesi dei tre rami di governo. Un super presidente strumento della volontà popolare di cui lo ha investito il plebiscito elettorale.

Agenzie non più indipendenti

Le ‘agenzie indipendenti. Tecnicamente esistono oltre 50 enti governativi – dalla Nasa alle poste – che godono di relativa autonomia. Dall’istituzione della prima agency (nel 1887, per regolare le ferrovie), il criterio è stato di isolare gli interventi tecnici dalle interferenze politiche per garantire il miglior esito in ambiti di interesse nazionale. Le agenzie si sono moltiplicate sotto Roosevelt per la regolamentazione economica e sindacale, e ancora negli anni 70 in tema di ambiente, protezione dei consumatori e problematiche tardo capitaliste.

La Superpresidenza Maga

Ma proprio l’esistenza di authority con raggi d’azione indipendenti è un principale intralcio al disegno di superpresidenza con cui il regime Maga torna al potere. Se nel primo mandato Trump aveva ripetutamente cozzato con i limiti costituzionali al proprio potere. Ora si parla di «ripristino delle intenzioni originali dei padri costituenti». Calada: «Il cuore dell’idea reazionaria che considera due secoli di riformismo un inaccettabile affronto dello stato profondo a cui l’amministrazione Trump intende rimediare con l’eufemistica ‘decostruzione dello stato amministrativo’ e la ‘seconda rivoluzione americana’ perorata da Project 2025».

Licenziamenti di massa

Le prime azioni dimostrative sono i licenziamenti in massa di lavoratori ministeriali (oltre 250.000) condotte da Elon Musk. Teoricamente gli statali dovrebbero essere protetti da esoneri arbitrari ma la Corte suprema sostiene una nuova prerogativa presidenziale. Con lo stesso criterio, Trump licenzia già a gennaio oltre 20 ispettori generali preposti alla supervisione di appalti e gestione di enti governativi. «Le sentenze di ieri si inseriscono quindi nel più ampio progetto di potere insindacabile del presidente/sovrano di cui i togati hanno confermato l’autorità di agire su ogni aspetto del governo nell’avanzamento del proprio programma».

Gli interessi da difendere

«Il controllo delle agenzie indipendenti parte di un progetto di tutela degli interessi industriali, degli oligarchi tech contro ogni sfida antimonopolista al loro predominio economico, ad esempio, o dei petrolieri che ambiscono a sfruttare risorse ambientali protette». Eccezione che conferma la regola riguarda il Fed, interessi del capitale che meritano protezione speciale dalle intemperanze politiche. Ma ora tutte le leggi dovrebbero confermarsi alla lettera della costituzione del 1789 «senza introdurre valori estranei allo spirito originale». L’antitesi del concetto ‘lincolnian’ di «unione perfettibile» e il progresso storico iscritto in ventisette emendamenti costituzionali.

L’America ‘bulgara’ di Trump 250 anni indietro

Sotto un due mandati di questa ‘super presidenza’, ogni modifica epocale è stata effettuata senza dibattito parlamentare ma con azione esecutiva avallata dal massimo tribunale e ogni sentenza ha legittimato l’esautorazione del ramo legislativo, un Congresso ormai ammutolito in un sostegno bulgaro assicurato dalla supina maggioranza repubblicana

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