martedì, Ottobre 20

LA FASCISTA MELONI VA ALLA COMMEMORAZIONE DI FALCONE E BORSELLINO?

di Redazione

Come abbiamo scritto ieri la destra massofascista e massoliberale ha messo in atto l’ennesima provocazione contro Report per portare a termine il suo Piano dittatoriale e piduista che passa tramite l’azzeramento della libertà d’informazione. https://unita2.org/wp-admin/post.php?post=38539&action=edit

Attentato davanti all’abitazione alle auto della famiglia di Sigfrido Ranucci

I massofascisti/liberali sostengono che Sigfrido Ranucci è stato il “beneficiario” dell’attentato che ha subito il 16 ottobre 2025. Noi abbiamo scritto ieri che questa campagna diffamatoria e criminale ricorda quella contro Giovanni Falcone quando scampò all’attentato all’Addaura. Noi comunisti ci ricordiamo bene di cosa si diceva all’epoca di quell’attentato e ne facciamo una ricostruzione perché ci sembra che dietro all’attacco a Ranucci e a Report ci siano le stesse “menti raffinatissime”:

Il fallito attentato dell’Addaura (21 giugno 1989) non fu un autoattentato, come sostenevano i veri mandanti che usavano e trattavano con la mafia, ma una strage ordita da Cosa Nostra mirata ad uccidere Giovanni Falcone e i magistrati svizzeri Carla Del Ponte e Claudio Lehmann. L’infame teoria del coinvolgimento di Falcone fu diffusa nei media prezzolati per delegittimarlo e isolarlo istituzionalmente.

La tesi del depistaggio e dell’autoattentato fu alimentata all’epoca per screditare il giudice che si stava avvicinando sempre di più a capire il piano eversivo in atto in Italia, che rispose pubblicamente con la celebre frase: «Questo è il paese felice in cui se ti mettono una bomba sotto casa e la bomba per fortuna non esplode… la colpa è tua che non l’hai fatta esplodere». Le indagini e le successive dichiarazioni dei collaboratori di giustizia hanno ampiamente smentito questa teoria, accertando le responsabilità dirette dei boss mafiosi dei clan Madonia e Galatolo.

Ricostruiamo la dinamica: Una borsa contenente cinquantotto candelotti di tritolo fu posizionata sugli scogli antistanti la villa affittata da Falcone, ma il piano fallì grazie al tempestivo intervento degli agenti di scorta e della Polizia di Stato che disinnescarono l’ordigno.

Le “menti raffinatissime”: Dopo il fallimento dell’attentato, Falcone coniò questa espressione per indicare l’esistenza di una convergenza di interessi e di legami tra i vertici di Cosa Nostra e apparati deviati delle istituzioni, ipotizzando mandanti esterni alla mafia.

L’inchiesta giudiziaria ha portato alle condanne definitive per gli esecutori e i mandanti mafiosi, evidenziando il contesto mafioso e negando qualsiasi coinvolgimento del magistrato nella preparazione dell’ordigno.

Concludendo: cosa ci fa la fascista Giorgia Meloni e i i suoi massocamerati come Chiara Colosimo – amica del terrorista nero Ciavardini – alla commemorazione delle vittime delle stragi massomafiose?

Non sono i suoi massocamerati e massoliberali con le loro Tv e giornali che stanno attaccando le inchieste di Ranucci/Report, come all’epoca attaccavano le indagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?

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