
I PIPPONI DEL MARRUCCI
L’avidità delle nostre élite economiche sta, probabilmente, riuscendo laddove il movimento operaio e le mobilitazioni di massa hanno sempre fallito: stanno definitivamente uccidendo il nostro capitalismo; peccato sia per sostituirlo con qualcosa di ancora peggiore.
Lo scorso weekend, mentre l’intero paese era distratto dal doppio scandalo sanremese, il gotha del capitalismo italiano veniva travolto da una doppia rivoluzione: due dei principali e più iconici gruppi italiani annunciavano all’unisono l’uscita dalla Borsa di Milano e la svendita di un altro pezzettino consistente di paese al grande capitale internazionale; nell’arco di poche ore, prima uno dei millemila fondi di Bernard Arnault, l’uomo più ricco del pianeta, ha annunciata un’OPA amichevole su Tod’s, simbolo assoluto del finto lusso quasi quanto il suo cringissimo patron Diego della Valle, e poi il simbolo – invece – per eccellenza della decadenza alto borghese ormai bollita Massimo Moratti annunciava la vendita delle raffinerie sarde della Saras al colosso svizzero – olandese del commercio delle materie prime Vitol.
Sullo sfondo, il giovedì prima, la Guardia di Finanza eseguiva il decreto di perquisizione della procura di Torino a carico di Lapo, Ginevra e soprattutto di John Elkann, il grande liquidatore del manifatturiero italiano; come in un episodio qualsiasi di Succession, il tutto nasce da una denuncia nientepopodimeno che della loro stessa madre: Margherita Agnelli, che contende ai suoi stessi figli l’eredità di papà Gianni. I vecchi valori di una volta del capitalismo prenditore familistico italico…
Tod’s e Saras sono solo l’ultimo tassello di una fuga generalizzata dai mercati finanziari italiani…