lunedì, Giugno 8

LA CINA SUPERA IL TRILIONE DI DOLLARI DI SURPLUS COMMERCIALE NONOSTANTE LA GUERRA TARIFFARIA

Export in accelerazione: +5,9% a novembre. Ma crollano le spedizioni verso gli USA (-28,6%). La dipendenza da nuovi mercati diventa cruciale

di Francesco Paolini

8 Dicembre, 2025

Le esportazioni cinesi tornano a correre: a novembre Pechino registra un +5,9% annuo, ben oltre le previsioni degli analisti e in netto recupero rispetto al dato negativo di ottobre (-1,1%). Un rimbalzo che segue la tregua commerciale concordata a fine ottobre tra Xi Jinping e Donald Trump, che ha riportato un po’ di fiducia nelle filiere globali.

Import deboli e consumi interni ancora sotto pressione

Se l’export sorprende, l’import lascia un sapore amaro: +1,9%, meno del previsto (+2,8%) e solo leggermente superiore al +1% di ottobre. Segnale che la domanda interna rimane fragile, nonostante gli sforzi di Pechino per aumentare gli acquisti dall’estero e riequilibrare gli scambi con i partner globali.

Crollano le esportazioni verso gli Stati Uniti: -28,6%

Dietro il dato aggregato, c’è però un campanello d’allarme: le spedizioni verso gli Stati Uniti crollano del 28,6%, effetto diretto della guerra tariffaria e delle strategie di “de-risking” promosse da Washington. Le aziende cinesi stanno accelerando la diversificazione dei mercati verso Sud-Est asiatico, Medio Oriente, Africa e America Latina.

Un surplus commerciale da record: superata la soglia dei 1.076 miliardi di dollari

Nonostante le tensioni geopolitiche, la Cina segna un risultato storico: nei primi undici mesi dell’anno, il surplus commerciale raggiunge i 1.076 miliardi di dollari, superando il record del 2024 (992,2 miliardi). È la prima volta che la soglia del trilione di dollari viene superata con così largo anticipo.

Perché le esportazioni tengono nonostante la guerra tariffaria

Il boom dell’export cinese si spiega con:

– forte espansione nei mercati emergenti;

– riposizionamento delle catene produttive per aggirare i dazi USA;

– crescita nei settori auto elettriche, fotovoltaico, macchinari industriali;

– aumento delle spedizioni via terzi Paesi (Vietnam, Messico, Emirati).

Tregua fragile con Washington e nuovi equilibri globali

I colloqui ad alto livello tra Cina e Stati Uniti hanno contribuito a stabilizzare il sentiment dei mercati, ma la distanza politica rimane ampia. La Casa Bianca continua a puntare su controlli alle esportazioni tecnologiche, sussidi industriali e politiche per ridurre la dipendenza dalla Cina.

Pechino, intanto, accelera sul rafforzamento delle relazioni con l’Asia, il Medio Oriente e i Paesi BRICS+.

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