
11 Giugno 2026

Ormai lo diciamo da anni, ma è un dato di fatto che i computer quantistici rappresentano la nuova frontiera dell’informatica, poiché capaci di elaborare informazioni a una velocità fantascientifica grazie ai qubit. Per dirla in modo semplice, sono in grado di superare la logica binaria dello zero o uno, potendo assumere entrambi i valori contemporaneamente.
Fino a oggi, però, i successi straordinari ottenuti nei laboratori da università e colossi tecnologici sono rimasti isolati dal mondo reale, e il motivo è un enorme imbuto tecnologico.
A quanto pare l’immensa mole di informazioni accumulata dall’umanità negli ultimi decenni è scritta in codice binario, e i processori quantistici non sanno come leggerla direttamente. Il passaggio critico di conversione rallentava l’intero processo, annullando di fatto i vantaggi della velocità quantistica. Ma si lavora a soluzioni, e la Cina sta dimostrando di essere molto avanti in questo. Una molto interessante riguarda un nuovo formato di memoria, vediamo quali sono le novità.
A risolvere il problema di lettura diretta ci ha pensato un gruppo di scienziati della Zhejiang University in Cina, che ha costruito la prima memoria ad accesso casuale quantistica, chiamata QRAM, incredibilmente rapida e integrata in un processore quantistico superconduttore.
Per dirla in modo semplice, questo dispositivo fa da ponte traducendo i vecchi formati di dati in una modalità compatibile con i qubit. Come si comporta nell’utilizzo reale? Durante i test, la memoria ha gestito con successo pacchetti di dati a 4 e 8 bit in uno stato di sovrapposizione, dimostrando di poter elaborare più input simultaneamente e abbattendo nettamente la barriera che separava il calcolo quantistico dalle applicazioni pratiche.
Per quanto riguarda le ripercussioni di questa tecnologia, si vedranno presto in ambiti complessi come l’analisi dei big data, il riconoscimento delle immagini e lo sviluppo dei modelli AI. Ma non solo, le applicazioni spazieranno anche alla ricerca farmaceutica, abbattendo le tempistiche di ricerca di nuovi farmaci. La QRAM potrà estrarre milioni di strutture molecolari da database tradizionali e offrirle in pasto al computer quantistico, che simulerà ogni combinazione possibile in pochi istanti per trovare nuove cure, un’operazione che ai supercomputer attuali richiederebbe tempi biblici.