
di Redazione
Al potere la massoneria, come unico partito mondiale occulto e trasversale dei capitalisti, non ha mai smesso di esserlo. Quindi di quale ritorno parla il Grande Oriente d’Italia? Molto probabilmente della nuova forma politica che serve ai massocapitalisti per governare i mutamenti in corso, il fascismo trumpiano, ma che vede nei comunisti, grazie alla Cina e alla lotta delle donne a livello internazionale, una minaccia alla loro egemonia patriarcal-maschilista.
La massoneria, è notoriamente l’organizzazione più misogina al mondo, ha scelto, guarda caso, la Giornata Internazionale della Donna, un giorno dedicato a ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, nonché le discriminazioni e le violenze di cui sono state oggetto. L’8 Marzo è quindi un giorno per riflettere sulla parità di genere e sulle sfide ancora esistenti, significa che è questo, per la. massoneria, il contropotere che contrasta nella società la reazionaria organizzazione del capitale ed i suoi obiettivi. Le donne, hanno capito chi ha in mano veramente le leve del potere nel capitalismo e sono le più determinate a lottare per toglierglielo. Lo scontro per la parità di genere tra donne e massoneria sarà lo scontro che, se vinceranno le donne, farà fare un solto qualitativo a tutto il genere umano. Il comunismo, nostra meta finale, senza una assoluta parità tra donne e uomini sarebbe una contraddizione in termini.
Dopo questa presa di posizione sul potere mondiale della massoneria fatta dal Grande Oriente d’Italia l’8 marzo 2023, in cui si annuncia anche il ripristino delle relazioni con la massoneria d’Israele e la Gran Loggia madre d’Inghilterra, pochi mesi dopo, il 7 ottobre 2023, parte l’attacco e la carneficina da parte della eterodiretta Hamas, contro dei cittadini israeliani. Siamo certi che con il ripristino di certe relazioni massoniche e determinati gravi avvenimenti c’è sempre un nesso.
Nemmeno la data dell’attacco di Hamas è casuale: il numero 7 in massoneria è il numero del maestro, quello della sua età simbolica, il numero dei suoi passi, il numero dei maestri che furono inviati per scoprire il corpo di Hiram* e dei suoi assassini.
E l’attacco di Israele a Gaza non è, propagandisticamente, per cercare degli assasssini? Nella realtà l’attacco, ben programmato, è servito a Israele per impedire che il giacimento di gas nel mare di Gaza vada ad arricchire i palestinesi. Il giacimento sta esattamente nel tratto di mare prospicente la Striscia palestinese si chiama Leviathan, un nome evocante un mostro biblico, incarnazione del caos in forma di drago demoniaco. E Israele non ha creato il caos a Gaza e nel mondo?

La massoneria sta tornando al potere. Il segnale arriva dalla Gran Loggia dello Stato di Israele che ha chiesto al Grande Oriente d’Italia il ripristino del reciproco riconoscimento. “Un fatto importante per il Goi perché – si legge in una nota del Gran Maestro riportata sul grandeoriente.it – testimonia l’affetto e l’amicizia che oggi c’é nel mondo nei confronti della nostra Comunione“, ha commentato il Gran Maestro Stefano Bisi, ricordando la ripresa l’8 marzo scorso dei rapporti ufficiali con la Gran Loggia Unita d’Inghilterra interrotti trent’anni fa mentre il Goi viveva il difficile momento segnato dall’inchiesta Cordova.
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*Hiram Abif è un personaggio mitologico, personificazione di qualità ideali tratte da figure della Bibbia.
Secondo la leggenda tramandata nell’esoterismo, e in particolare nel rituale massonico, viene indicato come l’architetto a capo della costruzione del Tempio di Salomone, edificato attorno all’anno 988 a.C. La sua uccisione, e la successiva resurrezione dopo il ritrovamento della tomba, simboleggia il percorso iniziatico all’interno della Massoneria per accedere al grado di maestro.
La verità storico-scientifica
Dice l’archeologo Zeev Herzog, uno dei più noti professori alla Facoltà di archeologia di Tel Aviv. «Ormai tutti questi risultati scientifici sono acquisiti,
e la grande maggioranza degli studiosi nei campi che vanno dall’archeologia agli studi biblici e alla storia nel popolo ebraico concorda che gli eventi narrati dalla Bibbia non sono fatti storici. Sono leggende, come per voi quella di Romolo e Remo. Si tratta di una vera e propria rivoluzione scientifica».
«Così abbiamo scavato e scavato. Ma lentamente sono cominciate ad apparire le prime contraddizioni. E alla fine tutti questi scavi ci hanno rivelato che gli israeliti non erano mai stati in Egitto, non avevano mai vagato nel deserto, né avevano conquistato militarmente la terra per poi consegnarla alle Dodici tribù d’Israele. Nessuno degli eventi centrali della storia degli israeliti veniva corroborato da quello che trovavamo. Nei tanti documenti egiziani per esempio non c’è traccia dell’esodo, vi si parla invece dell’abitudine di pastori nomadi di entrare in Egitto nei periodi di siccità e accamparsi sulle rive del Nilo. Al massimo l’esodo può aver riguardato qualche famiglia, la cui storia era stata poi allargata e ‘nazionalizzata’ per ragioni teologiche».
Una rivoluzione così clamorosa è difficile da far penetrare nella consapevolezza generale, dice il professore. Di tutte le contraddizioni con il racconto biblico quella più difficile da digerire, per chi ha sempre creduto che la Bibbia sia un documento storico, è che il grande Regno di Davide e Salomone, che le Scritture descrivono come il culmine della potenza politica, militare ed economica del popolo d’Israele, un regno che secondo il Libro dei Re si estendeva dalle rive dell’Eufrate fino a Gaza, sia, come dice Herzog, «una costruzione storiografica immaginaria».
«La grandezza del regno di Davide e di Salomone è epica, non storica. Forse la prova ultima è che di questo regno non abbiamo mai conosciuto il nome» dice Herzog. «Gerusalemme, per esempio, è stata quasi tutta scavata. E gli scavi hanno dato una quantità impressionante di materiali dei periodi precedenti e successivi al Regno unito di Davide e Salomone. Di quel periodo invece non è stato trovato nulla, tranne qualche pezzetto di coccio. Quindi non è che non abbiamo trovato nulla perché magari abbiamo scavato nel posto sbagliato. Abbiamo trovato una quantità di materiale che ci dimostra come al tempo di Davide e Salomone Gerusalemme non fosse che un grosso villaggio, dove non c’era né un tempio centrale né un palazzo reale.
Davide e Salomone erano capi di regni tribali che controllavano piccole aree, David a Hebron e Salomone a Gerusalemme. Contemporaneamente si era formato sulle colline della Samaria un regno separato. Israele e Samaria sono stati dall’inizio due regni separati e a volte avversari».