di Redazione
L’accusa fatta nei confronti di chi lotta contro il genocidio del popolo palestinese da parte dei nazifascisti israeliani e dei loro complici internazionali, è che noi, molti dei quali Ebrei ma amanti della pace tra i popoli, antimperialisti e anticolonialisti, saremmo degli antisemiti. Mentre i criminali, come Netanyahu e i suoi sostenitori, si arrogano il diritto di far parte del popolo semita e di essere la vittima di una persecuzione. Accusando, quindi, chiunque impunemente di far parte di un complotto per sterminarli e di aver diritto, come legittima difesa, di poter far loro tutto quello che vogliono. Siamo al solito perverso giochino del criminale che vuol passare per vittima.
La tragedia a cui assistiamo non è solo quella del genocidio degli attuali semiti che sono i Palestinesi, ma è anche il diffondersi di una tale mole di falsità e tra queste c’è quella relativa alla vera origine etnica e religiosa di coloro che abitano in Israele, che sono poi la parte maggioritaria degli abitanti dello Stato israeliano, gli aschenaziti. Ashkenaz era il nome, in ebraico medievale, della regione franco-tedesca del Reno; e “aschenazita” significa, appunto, “germanico”.
Gli aschenaziti, costituiscono un gruppo etnoreligioso ebraico originario dell’Europa centrale e orientale e tradizionalmente di lingua e cultura yiddish.
Gli aschenaziti discendono dalle comunità khazare che si sono convertite per ragioni politiche alla religione ebraica. In seguito si sono spostate, siamo nel Medioevo, anche nella valle del Reno e successivamente si sono spostate sempre più a est. A partire dalla seconda metà del XIX secolo, la comunità aschenazita emigrò in larga parte verso gli Stati Uniti d’America e Palestina.
Gli aschenaziti costituiscono oggi il gruppo etnico maggioritario tra gli ebrei e quello politicamente più forte, quello che detiene il potere in Israele. Ma non sono semiti. Come dimostra l’accurata ricostruzione storica del video che vi proponiamo di vedere:
