
di Redazione
Leggendo le notizie riportate da REMOCONTRO e che rilanciamo, sull’attacco portato dai sionisti sul Libano ci è venuto alla mente chi ha praticato e sviluppato una simile tattica di guerra che andava e va ancora oggi sotto il nome di Blitzkrieg. Questo modo di fare la guerra fu sperimentato in modo massiccio dai nazisti durante il loro appoggio al dittatore Francisco Franco nella guerra civile spagnola.
Durante il Blitzkrieg ha un ruolo fondamentale l’aviazione, deputata alla riduzione al minimo della forza aerea nemica e al bersagliamento dei principali nuclei di difesa nemici. Questo sistema d’attacco permetteva ai tedeschi di conservare l’iniziativa anche in condizioni di inferiorità numerica, riducendo al minimo gli effetti collaterali dello squilibrio numerico. Poi si utilizzano i blindati.
Come si vede i sionisti hanno avuto ottimi maestri, ma indovinate un po’ dove si addestravano i sionisti negli anni Trenta? In Italia. Grazie all’aiuto del regime fascista, il movimento sionista ebbe la possibilità di creare le basi della futura marina d’Israele. Un interesse li accomunava in quanto anche l’Italia vedeva la possibilità di collaborazione con il futuro Stato per soli ebrei, all’epoca sotto il controllo britannico. I fascisti, come del resto i nazisti, avevano capito prima di tutti, che lo Stato ebraico sarebbe nato su basi razziali e che non era in conflitto con le loro assurde teorie sulle razze.
La Scuola nautica ebraica si è sviluppata all’interno della Scuola Nautica di Civitavecchia. In essa si formarono centinaia di allievi provenienti da un po’ da tutta Europa, dalla Palestina e dal Sudafrica. Allievi che erano destinati a diventare i futuri ufficiali della marina dello Stato per soli ebrei. In particolare, i giovani cadetti vennero addestrati da ex ufficiali della Regia Marina che, oltre all’insegnamento teorico, guidavano gli allievi in attività pratiche a bordo di un motoveliero da 500 tonnellate, “I Quattro Venti”, poi ribattezzato con il nome ebraico di “Sarah I”.
Il sionista revisionista Avram Blass, poi divenuto ammiraglio della Marina israeliana, ricordava che il loro addestramento era svolto in modo paritetico a quello degli allievi italiani e sulle divise portavano un’ancora, la Menorah (il candelabro a sette braccia) ed il fascio littorio. Come si può dimenticare tanto egualitarismo.
Tutta questa “fratellanza” ebbe inizio nel 1933 quando Mussolini con la sua politica estera sostenne la tesi che uno Stato ebraico forte sarebbe stato nell’interesse dell’Italia e vide nei sionisti revisionisti dell’ucraino Vladimir Jabotinsky potenziali partner ideologici dell’Italia fascista. Questa politica facilitò la creazione all’interno della Scuola Marittima di Civitavecchia della Scuola Nautica Ebraica, finanziata dal Lloyd Triestino ed ubicata nel porto sul Molo San Teofanio, nell’antica Darsena Romana.
Nicola Fusco, capitano della marina mercantile e noto studioso di arti e scienze marittime, fu nominato direttore della Scuola, dove riuscì a instaurare un reazionario e caloroso rapporto tra i cadetti ebrei e l’establishment fascista di cui faceva parte.

Massiccio attacco aereo di Israele in Libano
- Israele-Medio Oriente
- 25 Agosto 2024
- Ennio Remondino
Israele ha attaccato Hezbollah in Libano sostenendo di averlo deciso per ‘prevenire’ un attacco imminente, che il gruppo radicale sostenuto dall’Iran. Hezbollah, dopo essere stato colpito nella notte, ha risposto poco dopo col lancio di razzi e droni. Riflessi negativi sulla difficile trattativa di tregua per Gaza

Smoke and fire on the Lebanese side of the border with Israel
Attacco preventivo israeliano
Nella notte tra sabato e domenica ci sono stati intensi attacchi aerei incrociati tra Israele e Libano, prova a sintetizzate il Post tra poche notizia a molto confuse. L’esercito israeliano per primo ha detto di aver attaccato con missili e razzi alcuni obiettivi nel sud del Libano, come forma di «difesa preventiva» in vista dell’attacco imminente che il gruppo paramilitare e politico radicale Hezbollah stava preparando. Poco dopo Hezbollah ha risposto a Israele con droni e razzi in risposta all’attacco dell’esercito israeliano a Beirut del 30 luglio, in cui era stato ucciso il suo membro Muhsin Fuad Shukr.
Intensità dispari e Israele a tutta potenza
Attorno alle 8:30 (ora italiana) Hezbollah ha fatto sapere di aver concluso il proprio attacco «per oggi», mentre Israele è andato a vanti a colpire il sud del Libano fin nella tarda mattinata. È stato uno degli scontri più intensi tra Israele ed Hezbollah degli ultimi mesi. Il portavoce dell’esercito israeliano Daniel Hagari ha detto di aver disposto un centinaio di aerei da guerra nel corso della notte, e di aver colpito centinaia di lanciarazzi nel sud del Libano impedendo in questo modo un attacco più violento di Hezbollah.
La National News Agency (NNA), l’agenzia di stampa statale libanese, ha detto che l’attacco di domenica notte è stato uno dei peggiori dal 7 ottobre: almeno due persone sono state ferite, una gravemente, e sono state danneggiate diverse infrastrutture, anche della rete elettrica e idraulica.
Hazbollah contro obiettivi militari
Hezbollah ha detto di aver colpito 11 obiettivi militari in Israele e di aver lanciato più di 300 tra razzi e droni nel nord del paese: se questi numeri dovessero essere confermati sarebbe uno degli attacchi contro Israele più massicci dell’ultimo anno. L’esercito israeliano ha detto di aver subito «pochissimi danni» dall’attacco: Nadav Shoshani, portavoce dell’esercito, ha sostenuto che inizialmente il piano di Hezbollah fosse di attaccare il territorio centrale di Israele, cosa che se non fosse stata impedita avrebbe causato molti più danni.
48 ore di emergenza israeliana
Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha dichiarato lo stato d’emergenza per le prossime 48 ore. Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione d’urgenza domenica mattina presto, e ha detto che insieme a Gallant stanno gestendo la situazione dalla base militare dell’esercito a Tel Aviv. In Israele i voli da e per l’aeroporto di Ben Gurion, a Tel Aviv, sono stati sospesi per un paio d’ore e sono poi ripresi alle 7 del mattino, ora locale.