giovedì, Aprile 9

IN PUGLIA, I VOTI SI COMPRANO… BASTANO 50 EURO

di Redazione

Con la piduista seconda Repubblica si è normalizzata la politica. In che senso? Se la destra, sappiamo, ruba e imbroglia da sempre, la sinistra sembra cercare di recuperare il tempo perduto.

L’inchiesta Voto di scambio in Puglia lo sta a dimostrare, ma non è l’unico caso. In Puglia si dimette l’assessora regionale Pd Anita Maurodinoia. La procura ipotizza un’associazione finalizzata alla corruzione elettorale che avrebbe permesso di comprare voti, al prezzo di 50 euro l’uno, alle elezioni amministrative in due comuni del barese. Sembra di essere tornati agli anni Cinquanta quando era sindaco di Napoli l’antesignano del berlusconismo, Achille Lauro, un armatore, un politico, un editore e dirigente sportivo italiano. Lauro fu accusato di voto di scambio, che sarebbe stato gestito regalando ai suoi elettori una scarpa sinistra prima del voto e la scarpa destra dopo essere stato eletto.

Nella Prima Repubblica c’era un Partito Comunista che vigilava sul rispetto delle regole e sulla moralità della politica, tanto da obbligare – per la indubbia onestà dei suoi vertici, in particolare del segretario – le forze politiche al governo a non esagerare nel malcostume. Comunque gli scandali, il malaffare e le stragi riguardavano i partiti di centro e di destra, dalla Dc sino al Msi. La sinistra, quella vera, che è solo comunista, per le ferree regole interne, era una reale alternativa a quelle formazioni che avevano tradito il giuramento costituzionale di essere al servizio dei bisogni dei cittadini e dell’intero paese. I comunisti facevano del rispetto e dell’applicazione della Costituzione la loro bandiera e grazie a quella coerenza erano giunti, anno dopo anno, ad essere negli anni 1975-76 a un passo dal sorpasso della Democrazia cristiana e a diventare nel 1984 alle elezioni europee, il primo partito. Una fatica immane che è costata anche la vita a Berlinguer.

Se non torniamo alle regole e alla selezione del personale politico previsto dai padri costituenti e dalla Costituzione del 1948 che afferma: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” e quindi non appartiene ai lobbisti delle multinazionali travestiti da segretari di partito, la corruzione sarà la regola e aumenterà in modo esponenziale. La Costituzione afferma che a decidere chi deve andare a dirigere il Comune, la Provincia, la Regione e il Parlamento sono i cittadini che, tramite i partiti di massa, le loro sezioni territoriali, le cellule di fabbrica, i comitati, la libertà d’informazione, ecc. sono la concreta espressione della democrazia.

Con la seconda e piduista Repubblica, con l’introduzione del sistema elettorale maggioritario, la selezione la fanno i massoni al vertice delle banche, delle imprese, dello Stato e dell’Europa. Sempre sotto la supervisione della NATO.

Dobbiamo riprenderci la libertà perduta in Italia e in tutta Europa prima che sia troppo tardi e ci mandino al fronte a combattere per i loro interessi.

Ora e sempre Resistenza contro i massocapitalisti

W il 25 Aprile W i partigiani

Siamo tutti antifascisti

Siamo per la Pace, la cooperazione tra i popoli, per Gaza

Rispondi

Scopri di più da l'Unità2

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere