lunedì, Giugno 8

IN PIU’ DI 80 CITTA’ OCEANICHE MANIFESTAZIONI PACIFICHE, MA MELONI PARLA SOLO DI MILANO

di Redazione

Conosciamo bene la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e la sua capacità di ribaltare le situazioni, per esempio parlare di sé e del suo partito come degli emarginati schiacciati sotto il tallone delle “sinistre”, mentre sono al governo dal 2022. Nemmeno una parola sulla straordinaria partecipazione di centinaia di migliaia di persone in più di ottanta piazze in tutta Italia, nella giornata di sciopero generale promossa dai sindacati di base il 22 settembre.

Orrore e vituperio, invece, su quanto è successo a Milano, l’irruzione dei manifestanti nella Stazione centrale che poteva trasformarsi in una carneficina tra persone schiacciate o travolte dalla rottura della scala mobile, viste le modalità con cui si è svolto il pestaggio dei manifestanti, manganellati mentre salivano con braccia alzate, come si può vedere nel video.

La straordinaria quantità di persone che ha aderito allo sciopero generale è la dimostrazione della forza sociale che il proletariato ha quando si muove su obiettivi unificanti, com’è la richiesta della fine del genocidio in Palestina.

Resta però il problema della mancanza di un Partito comunista che sappia interpretare ed essere parte di questo movimento e offra una visione diversa e critica al sistema capitalista in cui viviamo, anche sugli altri bisogni, come la democrazia in questo Paese, l’autogestione delle fabbriche e le molte risposte sociali che la sconsideratezza del capitalismo e la sua logica del profitto lascia inascoltate.

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