
di Redazione
Il TAR del Lazio ha dato ragione ai Sindacati di base USB, Cobas e Cub che avevano presentato ricorso contro la precettazione imposta dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, riducendo da 24 ore a 4 lo sciopero indetto il 15 dicembre scorso. Non potranno esserci sanzioni per i lavoratori che si sono astenuti per tutto il giorno e il ministero delle Infrastrutture dovrà pagare le spese processuali.
Sarebbe stato “eccesso di potere” per i giudici amministrativi, che motivano l’illegittimità della precettazione con tre argomenti: primo, “violazione di legge ed eccesso di potere”. Secondo: “assenza di dei requisiti di necessità ed urgenza”. Terzo: la mancanza di segnalazione della Commissione di garanzia degli scioperi il cui invito ai sindacati a un lasso di tempo adeguato tra i due scioperi era stato osservato.
Quello di Salvini, insomma, è stato un attacco al diritto di sciopero e un’intimidazione nei confronti dei lavoratori accusati di bloccare la mobilità per un “capriccio”.
Se sono da considerarsi un capriccio il contratto scaduto da sei anni, gli stipendi inadeguati e le morti sul lavoro.