lunedì, Agosto 10

HOTEL STUDENTESCHI. NON E’ RIGENERAZIONE URBANA MA SPECULAZIONE

di Ciccio Auletta, Una città in Comune – Pisa

Oltre 1000 posti in pochi anni in mano al mercato privato. Non sono studentati per i “meritevoli anche se privi di mezzi” ma hotel studenteschi con stanze singole e doppie con prezzi superiori a quelli di mercato: altro che tutela del diritto allo studio, si accresce la selezione di classe drogando ulteriormente il mercato abitativo con l’espulsione delle fasce più deboli della popolazione dalla città, oltre a mutare radicalmente la figura di chi potrà studiare a Pisa.

Serve una operazione di verità a fronte degli immobiliaristi che con il bene placito della Giunta Conti si preparano ad un vero e proprio sacco della città attraverso questo business. L’ultimo annuncio in ordine temporale è quello inerente uno dei palazzi di proprietà dell’Asl in via Zamenhof dove sarà ricavato anche qui un hotel studentesco da circa 150 posti.

Stiamo parlando di posti letto in edifici di proprietà pubblica che invece di essere convertiti e utilizzati come alloggi pubblici assegnati con le graduatorie degli aventi diritto saranno svenduti agli speculatori immobiliari.
E la responsabilità è politica: svendere il patrimonio pubblico e lasciare che chi studia e ne ha diritto non riesca ad avere un alloggio garantito, perché non sono abbastanza. Si tratta, di fatto, di negare il diritto allo studio e la colpa è politica dato che sono proprio i soggetti pubblici i primi artefici di questa operazione: che svendono i loro immobili per fare un pò di cassa e mettono interi pezzi della città in mano alla speculazione per realizzare gli hotel.

Oltre l’ASL, è bene ricordare che solo qualche settimana fa l’università di Pisa ha messo in vendita l’ex Dipartimento di Chimica per circa 7 milioni e mezzo, indicando in accordo con il Comune di Pisa la modifica di destinazione d’uso ad albergo studentesco.
In pochi anni più di mille posti letto verranno introdotti sul mercato con effetti devastanti, a fronte di una situazione già oggi di un mercato drogato in cui un posto letto a Pisa costa tra le 350 e le 400 euro, mentre mancano centinaia di alloggi per gli studenti vincitori nelle graduatorie del diritto allo studio e mentre il Governo (e a cascata la Regione) riducono i finanziamenti per il diritto allo studio.

Sono infatti già centinaia e centinaia i posti letto che si prevede saranno realizzati in città con i nuovi progetti messi in campo da grandi investitori con la piena approvazione della destra, che anzi si glorifica di queste operazioni.
A Porta a Mare si prevede la costruzione di un hotel studentesco da 372 posti da parte di Finint Investment, società di gestione del Gruppo Banca Finint che sta portando avanti operazioni analoghe a Padova, Modena e Trieste.
A questo si aggiungono i centinaia di posti letto che si intende realizzare con altri hotel studenteschi nella ex-Caserma Artale. Si sta realizzando ciò che abbiamo più volte denunciato: una speculazione da manuale, con la benedizione della Giunta Conti.

Senza dimenticare che a pochi metri dall’ex Dipartimento di Chimica e dalla ex Caserma Artale c’è il Dipartimento di Biologia , a pochi passi dalla Torre, che sarà anche quello dismesso vista la costruzione del nuovo edificio nel quartiere di Cisanello. Per non parlare del progetto di riuso dell’ex ospedale Santa Chiara, operazione da centinaia di milioni di euro.
Per quanto riguarda invece la ex-residenza studentesca Paradisa non si sa ancora nulla rispetto a quali possibili Fondi immobiliari vogliano acquistare l’immobile con questa stessa destinazione, nonostante le nostre ripetute richieste di chiarezza e trasparenza.

Altro che rapporto virtuoso tra città ed Università, si produrrà un mutamento radicale del volto di Pisa, della composizione studentesca e del rapporto tra città ed università. Ormai studiare è un privilegio cui può accedere solo chi ha una copertura di reddito familiare alle spalle, e una città che stende il tappeto rosso a operazioni di pura speculazione sta attivamente contribuendo a cancellare quel poco che rimane di diritto allo studio.
Serve una grande mobilitazione contro queste trasformazioni: è in gioco il futuro di Pisa.

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