giovedì, Ottobre 15

GLI STUDENTI SENZA LEADER CONTRO IL POTERE IN SERBIA

Balcani

13 Ottobre 2026

di Remocontro

Le proteste antigovernative che vanno avanti da due anni in Serbia alla base del movimento politico che il prossimo 25 ottobre sarà il principale avversario del partito del presidente serbo Vučić nelle elezioni parlamentari. Un movimento degli studenti che si sta preparando al voto con una strategia diversa da tutti gli altri partiti politici, per provare ad aggirare la censura che Vučić proverà a imporre.

Serbia illiberale

La Serbia è un paese illiberale e dal 2014 è governata dal nazionalista e conservatore Vučić (si è dimesso dal suo incarico a settembre ma è stata una mossa di facciata: serviva per candidarsi come primo ministro

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Il movimento degli studenti si presenterà con una sua lista, “Lista studentesca – Gli studenti vincono!” (Studentska lista – Studenti pobeđuju!), con 250 candidati ma senza leader: quindi senza una persona già decisa a cui affidare l’incarico di formare un governo in caso di vittoria alle elezioni. Tutte le decisioni, anche quelle sui candidati e sul programma, sono state prese dalle assemblee studentesche nelle università, un approccio che era già stato adottato dagli studenti negli ultimi due anni durante le grosse proteste in tutto il paese.

Democrazia praticata

Le proteste erano iniziate nel novembre del 2024, dopo che il crollo di una tettoia della stazione di Novi Sad, nel nord della Serbia, aveva ucciso 16 persone e aveva alimentato le accuse di corruzione verso il governo, ci ricorda il Post. Gli studenti avevano iniziato a bloccare decine di facoltà e a organizzare assemblee dette “plenum”, ispirate al concetto di democrazia diretta. Si erano rifiutati anche allora di indicare un leader delle proteste.

‘Plenum’ segretissimi

Il processo con cui i ‘plenum’ hanno formato la lista è stato segretissimo ed è durato mesi. Le facoltà si sono spartite i posti in proporzione ai loro iscritti; poi ogni assemblea ha nominato i propri candidati, che potevano essere eventualmente rigettati con un voto delle altre facoltà.

Ignote le regole per gli eletti

Non si sanno i criteri con cui sono stati selezionati i candidati. Non è chiaro nemmeno che richieste gli abbiano fatto, né se abbiano obbligato i candidati a obbedire alle decisioni dei plenum quando saranno eletti. Un’attrice che appoggiava il movimento ed era stata scelta come candidata, Bojana Maljević, si è tirata indietro, sostenendo che gli studenti le avessero chiesto di firmare un documento che avrebbe limitato la sua libertà di voto se fosse stata eletta.

Una miriade di professioni in gara

Nella Lista studentesca ci sono professionisti, intellettuali e persone senza esperienza politica. Non ci sono studenti. Tra i candidati più noti ci sono la rettrice dell’università delle Arti di Belgrado, Mirjana Nikolić, l’ex giocatore di pallacanestro Dejan Bodiroga e Dejan Šoškić, un economista che in passato è stato governatore della Banca Centrale.

Niente studenti, loro studiano

Come detto, il fatto di non individuare un leader risponde anche a un’esigenza tattica. In Serbia il modo più classico con cui il governo attacca gli oppositori è diffamandoli sui giornali e sulle televisioni che controlla – in modo diretto, perché sono pubblici, o in modo indiretto, attraverso pressioni e finanziamenti. Gli studenti pensano che non avere un leader renda più difficile per il governo trovare qualcuno da mettere alla gogna. Per lo stesso motivo raramente si espongono e parlano con i giornalisti. I loro candidati però lo

Vučić contro i fantasmi

La strategia sta mettendo in difficoltà Vučić, che infatti da settimane chiede di organizzare un dibattito televisivo con il primo candidato della lista degli studenti, che si chiama Ilija Srdanović ed è un cardiologo di Novi Sad: ha più visibilità degli altri, ma non ha ruoli organizzativi. Sarebbe una grossa novità: da quando è al potere Vučić ha evitato qualsiasi confronto televisivo con l’opposizione.

Oppositore fisico cercasi

Srdanović finora ha rifiutato, sostenendo che Vučić voglia solo trovarsi un avversario da attaccare sul piano personale. Vučić ci sta provando anche con qualche provocazione: per esempio con un video condiviso sui social, in cui ha organizzato una “discussione politica” di qualche minuto contro Srdanović. Srdanović però non c’era, e al suo posto c’erano solo una sua foto.

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