lunedì, Giugno 8

GIORNO DELLA MEMORIA… O DEL REVISIONISMO FRAUDOLENTO?

di Redazione

Esiste un nesso tra la revisione fraudolenta della storia e l’ascesa al governo dei fascisti guidati da Giorgia Meloni? Noi crediamo di sì. Non è stato un processo iniziato negli ultimi anni ma sappiamo, grazie a storici come Sergio Flamigni, Alessandra Kersevan, Davide Conti, Alessandro Barbero, Gerardo Padulo, che sia il coronamento di un’azione politica iniziata adirittura all’interno della lotta di Liberazione in cui alcuni pseudo resistenti – come Edgardo Sogno – hanno lavorato per impiantare in Italia, per conto di americani e inglesi la Gladio, una rete di anticomunismo massonico, militare, politico e mediatico con lo scopo palesemente rivendicato di combattere l’URSS comunista e la principale organizzazione politica antifascista e antinazista: il Partito Comunista Italiano di Togliatti, impedendone con tutti i mezzi, anche violenti, l’ascesa democratica nei governi del Paese e per quanto riguarda la Russia bolscevica di sminuirne il ruolo decisivo nella sconfitta delle forze criminali dell’Asse.

Questa strategia che ha portato alla stagione del terrorismo di ogni colore, mirante alla eliminazione di politici e uomini dello Stato che volevano l’alleanza con il P.C.I. di Berlinguer, è stata poi ulterioremente sviluppata dalla Massoneria con il Piano di rinascita della loggia P2. Piano costruito per la nascita della seconda Repubblica basata sulla riabilitazione del fascismo e sulla distruzione dei valori costituzionali con un’azione a tappe di falsificazione storica in cui quella sulle foibe e Porzus sono le più eclatanti espressioni. Un lavoro che doveva inculcare una nuova forma di anticomunismo sulle ignare nuove generazioni che dovevano diventare massa di manovra delle formazioni politiche, tutte anticomuniste, interne alla seconda e antidemocratica Repubblica di Licio Gelli.

Vediamo quindi se l’azione dei media, in questi ultimi trent’anni, insieme a pseudo intellettuali, politici di ogni livello istituzionale – capi di Stato compresi e apparati dello Stato di ogni livello – si è attenuta alle regole della corretta informazione sui fatti della Storia che riportiamo. Regole per informare correttamente e in modo documentato funzionali allo sviluppo della democrazia e impedire la deriva anticomunista anticamera di quella antiliberale di questi anni che ha portato al governo il partito fascista di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni.

Premessa

Esiste un revisionismo storiografico (legittimo), basato sul metodo scientifico, che analizza nuove fonti per aggiornare l’interpretazione storica. Esiste invece un revisionismo fraudolento che si basa su pregiudizi, ignora le prove scientifiche e mira a sostituire i fatti con la finzione. 

La revisione fraudolenta della storia, spesso e sovrapponibile al:

negazionismo o alla falsificazione storica, consiste nel tentativo deliberato di alterare, distorcere o negare eventi storici accertati al fine di perseguire agende politiche, ideologiche o personali. A differenza del revisionismo storiografico legittimo – che riesamina i fatti basandosi su nuove prove – quella fraudolenta manipola le prove per giustificare il presente o sminuire responsabilità passate. 

Ecco gli aspetti chiave della manipolazione storica fraudolenta:

1. Caratteristiche e Metodi

  • Negazione di eventi documentati: Il caso più estremo è il negazionismo dell’Olocausto, ovvero la falsa pretesa che il genocidio ebraico non sia avvenuto o sia stato esagerato.
  • Falsificazione di documenti: Produzione di finti diari, documenti, fotografie o “falsi storici” (oggetti che appaiono antichi ma sono creati per ingannare).
  • Decontestualizzazione e selezione: Uso parziale delle fonti, eliminando i fatti che contraddicono la narrazione desiderata.
  • Banalizzazione: Minimizzare la gravità di crimini di guerra o regimi totalitari (es. il mito della “Wehrmacht pulita” o quello degli “italiani brava gente” che non avrebbero commesso crimini nella Seconda Guerra Mondiale). 

2. Scopi della Manipolazione

  • Legittimazione politica: riscrivere il passato per sostenere governi attuali o movimenti ideologici.
  • Sminuire il fondamento democratico: attaccare la memoria di eventi fondanti, come la lotta partigiana o la Resistenza, per riscrivere la storia patria.
  • Negazione delle colpe: evitare la responsabilità storica per genocidi o atti di guerra. 

È cruciale distinguere tra:

Verità documentata e sostituzione con la propaganda sulla principale rimozione dei fatti storici mai avvenuta, ovvero la negazione dei comuni interessi della classe al potere in Occidente, in quanto impregnata di teorie razziste, nell’indirizzare la loro politica economica ed estera contro l’URSS bolscevica, dagli anni ’20 del secolo scorso ad oggi. Azione fraudolenta che ha creato quei ritardi di comprensione della malefatte criminali del fascismo, del nazismo e del franchismo nell’opinione pubblica ed ha creato le condizioni politiche per lo scoppio della seconda guerra mondiale per lo sterminio degli ebrei, gli slavi, gli zingari, gli omosessuali, i testimoni di Geova, i portatori di handicap.

Questa rimozione e riscrittura della storia è la causa della generazione di mostri politici, di cui il trumpismo è solo l’espressione più disgustosa e che ha colpito in modo particolarmente feroce il popolo palestinese vittima di un nuovo genocidio.

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