lunedì, Giugno 8

GERMANIA: CRISI DI GOVERNO ED ELEZIONI ANTICIPATE

Europa

16 Dicembre 2024

Remocontro

Prima al Bunbestag il voto di fiducia che Olaf Scholz voleva perdere. I partiti tedeschi si erano già accordati per andare a elezioni anticipate il 23 febbraio, e il voto parlamentare di sfiducia era il passaggio costituzionale necessario. La conclusione della crisi di governo che si era aperta a inizio novembre. Da allora Scholz non ha più la maggioranza e i principali partiti si sono già accordati sulla data delle elezioni anticipate, il 23 febbraio.

Voto anticipato di poco

Senza la crisi di governo, le prossime elezioni sarebbero dovute essere nell’autunno del 2025, alla normale scadenza della legislatura. Il governo di Scholz si era insediato nel 2021. Inizialmente sostenuto dal suo partito, i Socialdemocratici (SPD, centrosinistra), dai Verdi e dai Liberali (FDP). Fin da subito era stata una coalizione assai litigiosa, sottolinea il Post. Coalizione sciolta lo scorso novembre, quando il leader dei Liberali, Christian Lindner, l’aveva fatta saltare avanzando richieste irricevibili per gli altri due partiti sulla legge di bilancio e chiedendo elezioni anticipate. Come conseguenza, Lindner era stato licenziato da Scholz e i Liberali erano usciti dal governo. Da allora Scholz ha guidato un esecutivo di minoranza insieme ai Verdi, senza avere più i numeri in parlamento per far approvare le leggi.

Scholz impopolare non ha accettato una alternativa di soli nomi

Nonostante sia molto impopolare – e nonostante ci fosse un candidato migliore in termini di consensi, cioè il ministro della Difesa Boris Pistorius – i Socialdemocratici lo hanno confermato candidato cancelliere. L’unico partito che al voto di sfiducia di oggi ha cercato di scombinare un po’ i piani, è AfD dell’estrema destra che spesso vota in parlamento in maniera imprevedibile e inaspettata come tattica per ottenere qualcos’altro. Anche se tutta AfD avesse per lui – scenario che nessuno poteva Anche solo prevedere-– Scholz non sarebbe comunque arrivato alla maggioranza assoluta di 367 voti (su 733), maggioranza politicamente inaccettabile.

21 giorni per sciogliere il parlamento

Il presidente Steinmeier avrà 21 giorni per sciogliere il parlamento. È probabile che non lo faccia subito, perché la Costituzione tedesca prevede che le elezioni siano entro 60 giorni da questo passaggio. Per votare il 23 febbraio, come vorrebbero i partiti, Steinmeier dovrebbe quindi aspettare fino al 25 dicembre, proprio nel giorno di Natale sciogliere il parlamento. Con le vacanze natalizie di mezzo, è possibile che questo avvenga il 27 dicembre.

La campagna elettorale è già iniziata

Già domani la CDU e la sua ala bavarese, la CSU, presenteranno il loro programma. Il leader Friedrich Merz è considerato lo stragrande favorito per diventare il prossimo cancelliere: la questione è con chi si alleerà. Nonostante il vantaggio nelle intenzioni di voto, infatti, quasi sicuramente la CDU non avrà i numeri per governare da sola. E i liberali, che avevano innescato la crisi di governo e si erano candidati a coalizzarsi con la CDU, sono al momento sotto la soglia di sbarramento del 5 per cento. Merz ha iniziato a guardare ai Verdi, che hanno posizioni assimilabili a quelle della CDU sulla politica estera. Verdi non entusiasti della prospettiva, e contrario il leader dell’ala bavarese, Markus Söder, che è molto influente nel partito.

Le coalizioni costrette e risicate

Le coalizioni ormai sono la norma nella politica tedesca, anche a livello statale, dove SPD e CDU collaborano col partito populista di Sahra Wagenknecht (BSW). Sono discorsi prematuri, per ora, ma probabilmente orienteranno almeno in parte i toni di una campagna elettorale in cui la SPD cercherà di rimontare nei consensi. In generale nei sondaggi i tre partiti che esprimevano la coalizione di Scholz, sommati, arrivano a stento alla percentuale accreditata oggi alla CDU.

Dal dopoguerra solo 5 volte come oggi

Dal 1949 in poi solo cinque volte un cancelliere ha convocato un voto di sfiducia. La costituzione, pensata per garantire una certa stabilità politica, prevede infatti che solo lo stesso Cancelliere possa convocare questa votazione. In tre di questi cinque casi poi ci sono state elezioni anticipate: Willy Brandt della SPD e Helmut Kohl della CDU le vinsero, rispettivamente nel 1972 e nel 1982. L’ultima volta, nel 2005, il Socialdemocratico Gerhard Schröder fu invece sconfitto dalla CDU di Angela Merkel, che sarebbe rimasta cancelliera per i successivi sedici anni.

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