
Le due candidate dell’Aspen Insisute Italia alle elezioni europee
di Redazione
Giorgia Meloni, la fascista tanto cara ai massoni dell’Aspen Insitute Italia e Lucia Annunziata, la giornalista ex Manifesto, ex Rai e direttore responsabile di Aspenia, in lista alle europee per il PD, sembrerebbero su fronti opposti. Invece appartengono alla stessa organizzazione che esercita il controllo egemonico e la collocazione dei loro affiliati nei partiti in Italia e negli Stati del mondo per conto dei massocapitalisti. Con l’infiltrazione, nello Stato e nei partiti, esercitano una “discreta” ma pressante dittatura globale. Altro che democrazia.
L’Aspen Institute è una delle principali organizzazioni palesi della massoneria internazionale, con al vertice le Ur-Lodge. L’Aspen lavora in modo sinergico con il Bilderberg Group, la Trilateral Commission, i Rotary Club, i Lions Club, il Council on Foreign Relations (CFR), il Royal Institute of International Affairs britannico, questa è la principle ragnatela che crea le condizioni materiali della dittatura borghese di marxiana memoria.
Quindi votare secondo le regole maggioritarie e incostituzionali della seconda e piduista Repubblica, centrodestra o centrosinistra, è una farsa ai danni del popolo italiano, in quanto i partiti sono stati modificati e trasformati in comitati d’affari dei massocapitalisti che hanno saputo collocare al centro dei due schieramenti i loro agenti che impongono la linea politica ed economica.
Indovinate un po’ quali interessi difenderanno le due militanti Meloni e Annunziata dell’Aspen Insitute Italia, succursale della sede centrale a Washington (USA).
Quindi se non ritorniamo con una lotta di Liberazione 2.0, ai partiti e alle regole costituzionali della Prima Repubblica, quella democratica e antifascista, LIBERTA’ sarà una parola vuota priva di contenuto.

Meloni l’americana. Se la leader di Fdi entra nell’Aspen Institute
Nella nuova lista dei soci dell’Aspen Institute Italia, prestigioso think tank americano presieduto da Giulio Tremonti, spunta il nome di Giorgia Meloni, fra Napolitano e Maroni, Paolo Mieli e Mario Nava. La destra italiana parla, eccome, con gli Usa (e i poteri forti…)
01/02/2021
Cresce nei sondaggi, presiede un partito europeo, parla americano. Continua la scalata a stelle e strisce di Giorgia Meloni.
L’ultima novità arriva dall’Aspen Institute, uno dei più grandi e prestigiosi think tank statunitensi al mondo, in Italia presieduto da Giulio Tremonti.
Nella lista dei soci per il 2021 spunta anche il nome della leader di Fratelli d’Italia. Fa compagnia al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e a suo figlio Giulio, ordinario a Roma Tre, a Paolo Mieli e al luminare Walter Russell Mead. E poi ancora Roberto Maroni, Antonio Martino e Antonio Marzano, l’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo e il direttore generale per le “riforme strutturali” in Ue Mario Nava.
Non può non balzare all’occhio il nome dell’aspirante leader della destra italiana, indicata con un laconico “deputato, Roma” in mezzo alla lista. L’Aspen infatti non è un think tank qualsiasi.
Il distaccamento italiano si affaccia su Piazza Navona ed è da decenni crocevia di diplomatici e accademici, intellettuali e politici, americani e non. Anche il nuovo presidente americano Joe Biden, in una delle ultime trasferte a Roma da vice di Barack Obama, ha fatto tappa all’Aspen per una conferenza internazionale.
La Meloni non è davvero nuova in quel mondo. È stata più di una volta ospite dei convegni che l’istituto organizza in una sontuosa sala affrescata.
Ora ci torna in veste di socio, una notizia che qualcosa racconta del percorso fatto dalla leader di Fdi nell’ultimo anno.
Alla cavalcata nei consensi, che la vedono tallonare a poca distanza Matteo Salvini, la Meloni ha affiancato un’operazione di re-styling per scacciare l’immagine di una destra anti-europeista ed eternamente tentata da una pregiudiziale anti-americana.
Di qui la scelta di impegnarsi, fino ad assumerne la presidenza, unica donna a ricoprire quel ruolo a Bruxelles, nel partito dei Conservatori europei. O ancora il viaggio in America per parlare come ospite al Cpac (Conservative political action conference), il gotha della destra Usa.
Con l’entrata in Aspen cade definitivamente un ultimo cliché, quello di una destra che non vuole parlare con i “poteri forti” e che da questi viene evitata.
Nel think tank Usa non mancano certo nomi illustri, a leggere chi fa parte del comitato esecutivo. C’è Mario Monti e il presidente onorario Giuliano Amato, Marta Dassù e Gianni Letta, Paolo Savona e Romano Prodi, l’ad di Enel Francesco Starace e John Elkann come vicepresidente.