
di Redazione
Diciamo subito che siamo contenti di ciò che avvenuto in Sardegna con le elezioni regionali. Ma questo non ci esime da un’analisi sullo stato della nostra democrazia che oggi vede i fascisti al governo del paese e che picchia i ragazzini di 15 anni. Ma le botte i proletari le hanno prese anche dai governi di centrosinistra guidati da Renzi e da Gentiloni.
Torniamo alle elezioni in Sardegna. Ha votato il 52,4% (758.252 votanti su 1.447.753 elettori), con un calo dell’1,3% rispetto alle regionali di cinque anni fa (53,7%). Elezioni con uno sbarramento assurdo al 10% che taglia fuori molte migliaia di elettori con i loro bisogni sociali. Il tutto con l’obbligo di coalizioni, sistema che annacqua gli obbiettivi proletari. Che sistema elettorale è in vigore in Sardegna? Il sistema elettorale è proporzionale con esito maggioritario, i seggi sono attribuiti a liste concorrenti nelle circoscrizioni provinciali collegate, singolarmente o in coalizione, ad un candidato alla carica di Presidente della Regione; sono previste soglie di sbarramento e l’attribuzione di un premio di maggioranza.
Questa è la finta democrazia voluta dai massocapitalisti e del loro programma piduista per impedire ai proletari di mettere i loro, come classe maggioritaria, obbiettivi al primo posto dell’agenda politica del paese o delle Regioni, Comuni, ecc., in questo caso della Regione Sardegna.
Questa truffa elettorale, che genera nei fatti una forma raffinata di dittatura capitalista, va bene sia al centro destra che al centrosinistra, due schieramenti complementari che non mettono in discussione il capitalismo, ma solo il Comunismo, che è un sistema alternativo realmente democratico che prevede la massima libertà di voto per i cittadini, i veri sovrani della nazione. Libertà vera che si manifesta tramite il sistema elettorale proporzionale puro, come praticato dai padri fondatori della nostra ex democrazia durante i lavori della Costituente. Infatti nei paesi dove si praticano sistemi proporzionali puri, come nella ex democratica Prima Repubblica nata dalla lotta antifascista, si usavano i partiti politici come misura della rappresentanza. Ad esempio, un partito che riceve il 15% dei voti in un tale sistema vedrà il 15% dei seggi assegnati ai propri candidati, senza truffaldini premi di maggioranza.
Ma per avere una vera democrazia che dobbiamo fare? Una nuova Resistenza? Crediamo proprio di sì…