
Enrico Berlinguer e Aldo Tortorella
di Redazione
Nato a Napoli il 10 luglio 1926, fu giornalista, filosofo, parlamentare e dirigente del Partito Comunista Italiano.
Trascorre la giovinezza e gli studi tra Genova e Milano ed era ancora studente quando entra nella Resistenza nel capoluogo lombardo.
Responsabile degli studenti antifascisti con Gillo Pontecorvo, viene soprannominato “il partigiano Alessio” e diventa militante dell’organizzazione giovanile del Partito Comunista Italiano, il Fronte della Gioventù. Tortorella in quel periodo viene imprigionato, ma dopo una rocambolesca evasione, travestito da donna, dall’Ospedale militare milanese dove era ristretto si trasferisce a Genova. Per lunghi mesi “Alessio” organizza nel capoluogo ligure la propaganda e la lotta armata, soprattutto nelle zone operaie del Ponente della città, che il 24 aprile del 1945 vedrà la resa dei nazifascisti.
Quando, il 25 aprile, l’Unità non più clandestina annuncia la Liberazione, Tortorella è un ragazzo di 19 anni e il redattore capo dell’edizione ligure del giornale del suo partito. Nella redazione di Genova Tortorella resta sino al 1957 con Gelasio Adamoli.
Passando da una missione all’altra nei vari paesi dell’Europa dell’Est, Tortorella riesce a non trascurare gli studi filosofici e, nel 1956, si laurea con Antonio Banfi, il filosofo, politico, critico letterario e traduttore italiano, con una tesi sul “concetto di libertà in Spinoza”.
Nel 1957 avviene il trasferimento a Milano, dove sostituisce Davide Lajolo nella direzione de l’Unità. In seguito diverrà segretario della Federazione milanese del PCI e poi del Comitato regionale lombardo del suo partito. Divenne direttore nazionale de l’Unità dal 1970 al 1975.
Tortorella è eletto per la prima volta deputato nel 1971 e sarà confermato sino al 1994. E stato fondamentale il suo ruolo come responsabile della politica culturale del PCI durante la segreteria di Enrico Berlinguer e anche di quella delle “questioni dello Stato” con Alessandro Natta, col quale si oppose – insieme a Pietro Ingrao – alla “svolta della Bolognina” di Achille Occhetto.
Quando nel 1999 scoppia la guerra del Kosovo, il governo con a capo il presidente dei DS Massimo D’Alema decide di sostenerla, mettendo a disposizione della NATO le basi militari italiane, Aldo Tortorella, profondamente contrario all’intervento militare, il 1º aprile 1999 scrive una lunga lettera al neosegretario dei DS Walter Veltroni, spiegando di voler rassegnare le sue dimissioni dal Comitato Direttivo del partito, «per il pieno e radicale dissenso verso l’appoggio dato fin qui alla guerra, che andava e va condannata da ogni punto di vista, appoggio deciso senza alcuna consultazione con gli organismi dirigenti»
Ha diretto, con Aldo Zanardo, Giuseppe Chiarante e altri il rinato bimestrale Critica Marxista e presiedeva l’ARS (Associazione per il rinnovamento della sinistra).
Ci mancherai compagno Alessio.