domenica, Settembre 27

DRONI RUSSI CONTRO ITALIA, SPAGNA E FRANCIA? PARTIRANNO DALL’UCRAINA, DA ISRAELE O DA UNA BASE USA?

di Redazione

La storia dell’intelligence traccia una distinzione fondamentale tra due scenari: i fallimenti analitici o manipolazioni politiche (in cui le informazioni erano oggettivamente sbagliate o fabbricate) e i falsi allarmi mediatici (notizie circolate sui giornali ma smentite dai governi). E’ anche possibile che nei confronti di alleati un po’ restii a eseguire le volontà dell’impero si organizzino degli attacchi per riportarlo su posizioni più confacenti agli interessi strategici della classe dominante.

I casi storici e recenti più emblematici si dividono in queste categorie: il caso Curveball e le armi di distruzione di massa in Iraq (2003). Questo è il più famoso e documentato fallimento di intelligence della storia recente. La CIA passò agli alleati della NATO e delle Nazioni Unite dossier che affermavano la presenza di armi chimiche e biologiche in Iraq. Notizia volutamente falsa.

Sparala grossa la fake news altrimenti non ti credono. Gran parte del report si basava sulle dichiarazioni di un unico informatore iracheno in Germania, nome in codice Curveball, il cui vero nome era Rafid Ahmed Alwan al-Janabi, che si rivelò essere un millantatore totale. Le armi non esistevano e l’intelligence americana aveva providenzialmente “fallito” nel verificare la fonte, trascinando i partner alleati in una guerra basata su presupposti falsi.

Nel febbraio 2011, in un’intervista al quotidiano britannico The Guardian, Rafid Ahmed Alwan al-Janabi ha ammesso per la prima volta di aver mentito spudoratamente ai servizi segreti tedeschi (BND) e alla CIA. Ma questi uomini dei servizi segreti sono dei veri e pericolosi “boccaloni”. Che poi non pagano mai nessuna penale per i guai che combinano.
La spia iraqena ha dichiarato che il movente che lo ha portato ad inventare i laboratori mobili di armi biologiche era costringere gli Stati Uniti e gli alleati a intervenire e deporre il regime di Saddam Hussein, obiettivo del quale si è detto fiero e soddisfatto. Una soddisfazione che ha prodotto decine di migliaia di morti.
Le sue false testimonianze furono utilizzate nel febbraio del 2003 dall’allora Segretario di Stato americano Colin Powell nel celebre discorso al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, diventando uno dei principali pretesti per scatenare la guerra in Iraq di lì a poche settimane.
Dopo lo scandalo e la smentita ufficiale delle sue affermazioni (già emerse con il rapporto dell’Iraq Survey Group nel 2004), Rafid Ahmed Alwan al-Janabi è rimasto in Germania (a Karlsruhe) protetto dallo Stato tedesco che gli ha dato lo status di rifugiato e da un’identità coperta, lontano dai riflettori ma libero e senza alcun rimorso per le conseguenze del conflitto.

Recentemente grazie all’imperialismo USA e alla sua bramosia guerrafondaia e al ruolo che hanno assegnato all’Ucraina di Stato destabilizzatore delle politiche e degli interessi europei, le fake news e gli allarmi fasulli sono aumentati, anche grazie alla complicità dei servizi segreti e politici controllati dalla NATO, il cavallo di Troia della politica USA in Europa.

In tempi recentissimi si è assistito a cortocircuiti informativi in cui presunti allarmi della CIA sono stati categoricamente smentiti dai governi europei. Nel settembre 2026, il quotidiano spagnolo El Mundo ha pubblicato la notizia secondo cui la CIA avrebbe inviato un report urgente a Spagna, Francia e Italia per avvertire di imminenti attacchi russi nel Mediterraneo tramite droni “Gerbera” lanciati da navi della flotta ombra. Addirittura il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha ufficialmente definito il report “privo di fondamento”, spiegando che l’allarme mediatico non poggiava su reali riscontri fattuali e che rischiava solo di alimentare tensioni ingiustificate. Se lo ha capito anche Crosetto…

Durante la Guerra Fredda la CIA ha deliberatamente creato o manipolato informazioni (note come Active Measures o operazioni psicologiche) destinate sia a paesi terzi che agli alleati per influenzare le decisioni geopolitiche o screditare l’avversario. In quei casi, i report contenevano scientemente mezze verità o dati falsi allo scopo di creare nell’opinione pubblica quell’allarme utile a far aumentare o almeno a mantenere alto il livello della spesa militare.

Gli esperti di sicurezza parlano spesso del “Paradosso dell’Allarme”: se la CIA avverte un alleato di un pericolo imminente e l’alleato, grazie a quell’avvertimento, prende contromisure che neutralizzano la minaccia, l’evento non si verifica. Ma ci sono stati casi in cui i governi che non hanno abboccato alla fake news made in USA si sono visti fare attentati dagli agenti CIA in loco, scaricando sempre sul nemico di turno la responsabilità.

Quali sono i fedelissimi degli USA disposti a fare, come hanno già fatto in passato attentati contro loro alleati: l’Ucraina che ha fatto saltare in Germania il North Stream 2; Israele e USA che nel caso Moro si sono infilati nelle Brigate rosse… e tramite la loggia massonica P2 nel Comitato di Crisi e i Servizi Segreti che riuniva i vertici delle forze di polizia e dei neonati servizi segreti (Sismi e Sisde), “guidati” dall’americano Steve Pieczenik.

Per approfondire l’argomento leggi anche l’articolo di Alessandra Kersevan: https://unita2.org/wp-admin/post.php?post=41524&action=edit

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