giovedì, Aprile 9

DONNE E DIRITTI

di Nora Montella

Foto della mostra in corso a Roma, I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer

Nei decenni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, le innumerevoli lotte femministe avvenute in Italia e sostenute politicamente dal Partito Comunista Italiano, hanno permesso l’ottenimento di diritti fondamentali per la creazione di uno Stato libero e NON liberale.

La Legge 194/78 che sancisce l’interruzione volontaria della gravidanza ne è un esempio. Ma questa Legge, oltre a migliorare la condizione delle donne e dunque inalzare il livello della società, prevedeva che lo Stato attuasse tutte quelle riforme che permettessero di evitare di arrivare all’aborto (procedura non facile né a livello psicologico né a livello fisico), come i Consultori, le USL (che prima del 1991 erano più di 500 su tutto il territorio italiano, adesso sono meno di 200). Dunque si puntava all’educazione, alla sensibilizzazione e alla prevenzione.

Nel 2024, tutti i diritti conquistati in passato, come appunto l’aborto, sono in dubbio. Siamo quindi nel Medioevo, perchè i diritti ormai non sono più una questione sociale ma di classe. E tra le classi sociali attuali e le caste inizia ad esserci sempre meno differenza. Siamo arrivati al punto in cui a mettere in dubbio i diritti delle donne è stata una donna: Maria Alessandra Varone. Ormai il fascismo ha preso forme talmente nuove che raggiunge l’inimmaginabile.

Ma non solo, Giorgia Meloni parla di maternità e dal 2024 sono triplicate le tasse sui beni necessari per la crescita dei figli. Si parla di diritti alle donne e viene messo in dubbio il diritto all’aborto, scordandosi così dei milioni di donne morte per gli aborti clandestini in Italia e non solo.

Ma nella categoria delle discriminate, le donne non sono mai da sole. E’ incredibile come gli stranieri, le donne e gli omosessuali siano da sempre un problema, solo fino a quando non posseggono un portafoglio importante. A dimostrarlo sono gli Usa, con il più alto tasso di razzismo al mondo, che considerano Barack Obama, afroamericano (nato in Kenya), il maggior esponente politico degli ultimi tempi.

Siamo alla follia.

Storicamente in Italia i partiti che hanno sostenuto le donne nella lotta all’emancipazione sono stati il Partito Comunista Italiano e il Partito Socialista. Nessun sostegno da parte della Democrazia Cristiana, ma nemmeno attualmente da parte del PD o Fratelli d’Italia.

Ma non solo in Italia i comunisti erano dalla parte delle donne, ma anche nell’Unione Sovietica, da sempre criticata da questo sistema revisionista e fascista in cui viviamo, le donne votavano già dal 1917.

Come donna è difficile pensare che si possano cambiare effettivamente le condizioni delle persone in questa società (siano esse donne o uomini) finché non vi è un partito di rappresentanza reale dei bisogni sociali di questa Nazione. I proletari e le proletarie d’Italia non hanno politici disposti a difenderli nella lotta di classe contro i padroni.

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