domenica, Aprile 5

DENUNCIATO JEAN-NOEL BARROT, MINISTRO DEGLI ESTERI DI FRANCIA, PER AVER DIFFUSO FALSITA’ SU FRANCESCA ALBANESE

di Redazione

Ma sui giornaloni e nelle Tv della menzogna questa importante notizia sulle falsità dette dal ministro degli Esteri di Francia su Francesca Albanese come mai non si trova? Per fortuna esiste la comunicazione dei fatti veicolata dai cittadini a cui sta a cuore la libertà d’informazione. Poi ci sono ancora giornalisti, in verità pochi nei media tradizionali, come Andrea Scanzi de il Fatto Quotidiano e Radio Popolare che non hanno paura di veicolare le notizie scomode per il potere.

Come redazione ringraziamo tutti coloro che lottano per le libertà costituzionali, nate dalla Resistenza al nazifascismo, di cui la libertà d’informazione è sicuramente una di quelle fondamentali.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/13/francesca-albanese-video-manipolato-confronto-notizie/8290417

Ventidue secondi di video contro gli oltre quattro minuti di clip originale. Così le parole di Francesca Albanese, pronunciate in occasione dell’Al Jazeera Forum, sono state manipolate e diffuse online. A rilanciare il video “manomesso”, come ha denunciato la stessa relatrice speciale Onu, che ha poi portato il ministro degli Affari esteri francese, Jean-Noël Barrot, ad accusarla di antisemitismo chiedendone le dimissioni, il direttore di Un Watch, il canadese Hillel Neuer. Facendo il confronto tra il video originale e quello tagliato, le parole di Albanese assumono tutto un altro significato e la lettura che ha portato anche la Germania ad accodarsi all’accusa francese, che accusava la relatrice Onu di aver definito il popolo israeliano “nemico dell’umanità”, non resta più in piedi.

Andrea Scanzi

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Questa dovrebbe essere la norma.

Un gruppo di avvocati ha accusato Jean-Noel Barrot di aver diffuso false informazioni e di aver esposto l’esperto delle Nazioni Unite al rischio di attacchi, dopo aver citato commenti da lei non rilasciati.

Il minimo che può accadere quando inventi di Saba pianta una notizia.

Invece, da noi, nessuno chiede scusa e anzi continua la crocifissione di Francesca Albanese. Daje Italia!

Francia. Il video usato da Barrot per chiedere le dimissioni di Francesca Albanese è stato manipolato

12 febbraio 2026|

Francesco Giorgini

Francesca Albanese ANSA

L’attacco del ministro degli esteri Jean-Noël Barrot, che ieri davanti al Parlamento francese ha annunciato che la Francia chiederà le dimissioni di Francesca Albanese alla prossima sessione del Consiglio dei diritti umani dell’ONU il 23 febbraio prossimo, si fonda materialmente su un falso, una fake news grossolana di copia e incolla.

Francesca Albanese, la relatrice speciale dell’ONU per i territori palestinesi, non ha mai detto “Israele è il nemico comune dell’umanità”, come pretende la propaganda del governo Netanyahu e dei suoi sostenitori e come ha lasciato intendere il ministro degli esteri francese, accusandola di attaccare Israele in quanto popolo e nazione. Le sue parole, tenute in un colloquio sulla Palestina in Qatar, ora pubblicate integralmente, sono state palesemente tagliate e manipolate.

Francesca Albanese, nel suo intervento, ha denunciato come nemico dell’umanità non Israele, ma il sistema internazionale che ha permesso e lasciato fare politicamente, finanziariamente e militarmente il genocidio a Gaza. Ma, per così dire, poco importa. Poco importa che il ministro degli esteri francese dia, senza imbarazzo, credito e seguito a un falso grossolano e pur verificabile nell’epoca contemporanea delle verità alternative.

Molto più del pretesto malassortito, ciò che conta è la presa di posizione politica della Francia contro Francesca Albanese, di cui ormai Parigi contesta l’oggettività e l’imparzialità di azione e di giudizio, designandola come una militante manifesta della causa palestinese, colpevole, secondo il comunicato del Ministero degli Esteri francese, “di una lunga lista di prese di posizione scandalose contro Israele”.

La Francia, che pure ha recentemente riconosciuto lo Stato Palestinese, ha da sempre una posizione ambivalente. Alleata tradizionale di Israele – sono i francesi negli anni ’50 a fornire la tecnologia nucleare a Tel Aviv – ma anche filo-araba come ex potenza coloniale in Medio Oriente e nel Maghreb, con la più importante comunità ebraica in Europa e anche la più importante comunità musulmana. Contraddizioni, derive e tensioni antisemite, ma anche islamofobe, con una sinistra radicale sempre più pro-palestinese e una destra nazionale identitaria in sintonia con Netanyahu, il suo governo di estrema destra. E se Macron resta un difensore dell’autorità palestinese, i voti del suo elettorato di centrodestra oggi si ritrovano più nel sostegno a Netanyahu che nel riconoscimento dello Stato palestinese.

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