
di Redazione
I massacri israeliani a Gaza spaccano Hollywood. Nella Mecca del cinema si torna al maccartismo. L’agente di Tom Cruise, Maha Dakhil è stata messa al bando dalla potente Creative Artist Agency, del francese François-Henri Pinault, perché ha messo su Istagram una denuncia realativa al silenzio della comunità hollywoodiana sul “genocidio in diretta” a Gaza.
Stessa sorte è toccata alla coraggiosa e coerente Susan Sarandon, estromessa dalla United Talent Agency a causa delle sue posizioni contro il terrorismo di Hamas, ma anche contro i massacri a Gaza da parte israeliana. La Sarandon durante un comizio pro-palestinesi a New York aveva sarcasticamnte criticato le “paure” degli ebrei, affermando: “Ora assaggiano cosa significa essere musulmano in questo paese”. Per la Sarandon “criticare Israele non dovrebbe essere considerato un atto di antisemitismo”. Ed ha continuato affermando che “le critiche contro Israele vengono travisate. Sono contro l’antisemitismo e contro l’islamofobia”.
La mannaia maccartista è caduta anche sulla testa dell’attrice Melissa Barrera che è stata licenziata per aver criticato i sionisti e i loro massacri. La giovane e brava attrice è stata immediatamente licenziata dal cast del nuovo film della francese Scream. La motivazione: aver paragonato Gaza ad un “campo di concentramento” e che “la gente non ha imparato nulla dalla storia e resta a guardare in silenzio. Questo è genocidio, è pulizia etnica”. La Barrera ha poi coraggiosamente continuato: “i media occidentali mostrano solo la parte israeliana. Perché lo fanno? Vi lascio dedurlo da soli”.
Da quando è scoppiata la guerra tra gli USA/NATO e la Russia, seguita poi dalla guerra tra Israele e Hamas a Gaza si disvela tutto quel mondo di ipocrisie di cui è piena la politica e la cultura occidentale. Il sistema massocapitalista è sempre più visibile per quello che è… una vera e sofisticata dittatura, mascherata da sistemi elettorali fasulli e da una sistematica guerra psicologica di tutti media nei confronti dei propri sudditi, per confondere loro le idee e trasformarli in reazionari pronti ad ogni tipo di repressione e di guerra.
Solo la riorganizzazione su scala nazionale e internazionale di un forte e unitario movimento comunista può fermare questa barbarica deriva.