lunedì, Giugno 8

CHI E’ CATHERINE CONNOLLY, LA PRESIDENTE CHE SFIDA NATO, USA E IL RIARMO EUROPEO

La nuova presidente irlandese Catherine Connolly

Con oltre il 63% dei voti la 68enne indipendente travolge lo status quo di Dublino. Neutralità, critiche al riarmo e un’ondata di schede nulle: cosa cambia per l’Irlanda e per l’Europa

di Francesco Paolini

26 Ottobre, 2025

Catherine Connolly ha vinto le elezioni presidenziali irlandesi con una vittoria bulgara: circa il 63–63,4% dei voti, mentre la sua avversaria di centro-destra, Heather Humphreys (Fine Gael), ha ottenuto intorno al 29–30%. L’affluenza è stata bassa (circa il 46%) e ha fatto scalpore il record di schede nulle: oltre 213.000, pari a quasi il 13% dei voti espressi, molte imbrattate con messaggi di protesta o disillusione verso l’offerta politica.

Da Galway a Áras an Uachtaráin: il profilo politico

Nata a Galway nel 1957, avvocata di formazione e politica di lungo corso, Connolly è stata consigliera comunale, sindaca di Galway e dal 2016 deputata (TD). Ex membro del Labour, è oggi indipendente ma sostenuta da formazioni di sinistra (Sinn Féin, Labour, Social Democrats, People Before Profit e altri movimenti progressisti). È nota per il suo attivismo su temi sociali: casa, giustizia sociale, tutela dei più deboli.

Neutralità, critica a NATO e Usa: il tratto che inquieta l’establishment

Sul piano internazionale Connolly si è distinta per posizioni fortemente neutrali e critiche verso l’atteggiamento di alcuni Paesi occidentali, oltre a suggerire che l’Irlanda non debba lasciarsi trascinare in logiche di riarmo e ad esprimersi in modo critico su Israele e sulla gestione della crisi di Gaza. In varie interviste ha anche messo in discussione la fiducia automatica nelle politiche di Paesi come Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Queste dichiarazioni hanno alimentato dibattiti e preoccupazioni sul carattere simbolico ma potenzialmente influente della sua presidenza.

Ma cosa può davvero fare un Presidente in Irlanda?

Il Presidente irlandese ha poteri per lo più cerimoniali e di custodia costituzionale, ma è anche una voce morale e simbolica: può mettere in agenda temi, influenzare l’opinione pubblica e porre quesiti costituzionali. In pratica, Connolly potrà fungere da megafono per una visione politica alternativa sull’indipendenza strategica e la neutralità, senza però poter imporre cambi di politica estera da sola.

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