
di Redazione
La “giornalista” Cecilia Sala – diventata con l’arresto in Iran “santa e martire” del giornalismo, ma quello pro imperialismo – ci domandiamo se lo è rispetto alla deontologia e ai doveri di un giornalista. Noi crediamo che il o la giornalista deve rispettare, coltivare e difendere il diritto all’informazione di tutti i cittadini; per questo deve ricercare e diffondere ogni notizia o informazione che ritenga di pubblico interesse, nel rispetto della verità e con la maggiore accuratezza possibile.
L’arresto della Sala, da parte dei reazionari iraniani, ha rafforzato o indebolito il trio reazionario Musk-Trump-Meloni? Ci pare che i reazionari si aiutano sempre tra di loro. Basta ricordare chi favorì tra Carter e Reagan l’operazione ostaggi dell’ambasciata Usa a Teheran.
La crisi degli ostaggi fu una crisi diplomatico-politica fra gli Stati Uniti e l’Iran, nata in seguito all’occupazione dell’ambasciata statunitense a Teheran da parte di un gruppo di studenti, nel corso della Rivoluzione iraniana, che coinvolse 52 diplomatici americani, tenuti in ostaggio dal 4 novembre 1979 al 20 gennaio 1981.
Ma “santa” Cecilia “martire” messa a difesa del massocapitalismo confonde la sua professione con la difesa degli interessi di famiglia? Vabbè che suo padre è un noto banchiere del Monte dei Paschi di Siena – di cui alleghiamo una biografia – per questo difende la politica imperialista USA in Ucraina a spada tratta e mistifica le posizioni di chi dimostra che le sue analisi sono sbagliate? Come ha fatto con il professor Orsini. Le cose dette da Orsini a differenza di quelle della Sala, si sono tutte verificate nel tempo. Guardate il video del 7 marzo 2023 della trasmissione CartaBianca e capirete meglio quali interessi difende la “santa martire”:
Renato Sala – Banca MPS

Consigliere indipendente ai sensi del combinato disposto dello Statuto, del DM 169/2020, del D.Lgsn.58/1998 (TUF) e del Codice di Corporate Governance
Renato Sala è amministratore indipendente di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. dall’aprile 2023, nel cui ambito ricopre anche l’incarico di componente del Comitato Nomine e del Comitato Remunerazione.
È laureato in Giurisprudenza presso l’Università Sacro Cuore di Milano.
Inizia l’attività lavorativa presso la Banca Popolare di Milano, partecipando a importanti Commissioni Tecniche presso la Banca d’Italia e l’Associazione Bancaria Italiana, quali la Commissione per la costituzione della Società Interbancaria per l’Automazione e la Commissione per la costituzione della Monte Titoli S.p.A.
Nel 1983 entra nel Gruppo IMI, assumendo ruoli di responsabilità in Fideuram, prima nell’area Nord Lombardia, successivamente nell’area Triveneto, e inWne nell’area Centro Sud, con impegni in controllate estere del Gruppo.
Partecipa all’attività per la quotazione di Banca Fideuram e prende parte a ristretti gruppi di lavoro con i vertici di McKinsey, interfacciandosi con Invesco Co, Charles Schwab Co, Russel Investment. Partecipa al progetto per la creazione Banca Fideuram Luxembourg.
Agli inizi degli anni 2000 partecipa alla società Keydos (società di consulenza aziendale e strategica), nel 2004 è Senior Advisor per l’Italia di J.P. Morgan Case Bank e dal 2017 partecipa al Think Tank Greenmantle (Advisor Internazionale per Consulenza Macroeconomica e Geopolitica. Conta centosettanta aderenti che coprono USA, Europa, Sud America, Cina ed Asia PaciWc). È uno dei Soci Fondatori del Canova Club di Milano.
Attualmente è CEO di Advisor S.R.L.
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Tenete ben presente il nome Canova Club e guardate bene chi sta al vertice: i rappresentanti dei banchieri d’affari al vertice del potere mondiale e delle banche centrali, come i Rothschild e i Morgan.
La Banca J.P. Morgan all’attacco delle Costituzioni europee più avanzate:
la Repubblica
21 giugno 2013
JP Morgan shock: Basta Costituzioni antifasciste
ROMA – Il sogno dei finanzieri (non di tutti, si spera) è uno Stato che funzioni come un’ azienda, ma un’ azienda di fine ‘ 800. Basta col bilanciamento dei poteri, ci vuole un governo forte. Basta con le protezioni del lavoro. Basta con queste Costituzioni antifasciste contaminate dalle idee socialiste. Basta con la libertà dei cittadini di protestare. E’ un sogno che JP Morgan, la più importante banca d’affari del mondo insieme a Goldman Sachs, ha messo nero su bianco in un documento sulla crisi in Europa. Il paragrafo più significativo: «I sistemi politici della periferia meridionale (dell’Europa) sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo. Questi sistemi politici e costituzionali del sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle Costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)». JP Morgan ci spiega dunque che il buon funzionamento dell’ economia non è un mezzo attraverso cui si cerca di migliorare il benessere collettivo, ma il fine da perseguire a costo di stracciare le garanzie e i diritti che definiscono uno Stato democratico. Naturalmente si presuppone che gli Stati siano guidati da élites. Sorprende, che i nostri finanzieri non abbiano menzionato esplicitamente anche la sospensione del diritto di voto, anche se la adombrano quando si preoccupano della «crescita di partiti populisti».


Governance Fondazione Canova Club Milano







Canova Club Milano
Via Manzoni 45, 20121 – MILANO
+39 348.4546956
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Il Canova Club è stato fondato dal banchiere Renato Sala e dal banchiere della J.P. Morgan, Stefano Balsamo, citato nello scandalo Vatileaks targato Chaouqui, ripreso nell’articolo sotto riportato. Balsamo ha una passione per i club esclusivi infatti ne ha fondati diversi o ne fa parte, come il club Diplomatia, è presidente dell’associazione Messaggeri della pace, una onlus fondata in Spagna da padre Angel García Ibáñez, Sacerdote secolare, incardinato nella Prelatura personale della Santa Croce e Opus Dei. Ordinato sacerdote a Madrid (Spagna), il 21 agosto 1977.
Insomma santa Cecilia di cotanta famiglia e aderenze sarebbe una giornalista o il “cane da guardia” della verità e degli interessi dei potenti?
Poi diciamola tutta la verità, il governo teocratico iraniano e l’ambiente sociale della “santa e martire” Cecilia sono accomunati dalla stessa ideologia, riconducibili all’anticomunismo vicerale e alla sete di denaro.
Infatti con la salita al potere di Khomeini iniziò la persecuzione dei membri del Partito Iraniano del Tūdeh, “Partito delle Masse dell’Iran”, fondato nel 1941, che è un partito politico comunista, attualmente fuori legge. I suoi membri furono sterminati nel 1988 per disposizione delle gerarchie clericali sciite, che, guidate dall’ayatollah Khomeini, s’erano impadronite di tutte le leve del potere nel Paese a seguito alla Rivoluzione islamica del 1979.
Oggi le pratiche anticomuniste occidentali abbondano e il peggioramento delle condizioni delle masse proletarie è sotto gli occhi di tutti, tranne che per certi disinformatori di professione che continuano imperterriti a dire che la guerra tra Russia e Ucraina è cominciata a febbraio del 2022 e non nel 2014 e a negare che Israele e governata da criminali e sta commettendo un genocidio a Gaza e Palestina.
Le nazioni coinvolte nell’operazione di decomunistizzazione sono:
Estonia, Germania, Lituania, Moldavia, Polonia, Rep. Ceca, Romania, Slovacchia, Ucraina, Ungheria.
L’anticomunismo, il razzismo e l’odio borghese verso i proletari, veicolato dai media e social, porteranno ancora una volta acqua al mulino di una guerra mondiale e “santa” Cecilia “martire” è in prima fila a favorirla usando le tecniche comunicative della guerra psicologica.

Alberto Tarozzi
Poi uno dice sul vizio di fare il dietrologo…
Il libro in cui uscirebbero le scottanti rivelazioni di Vatileaks è frutto di Nuzzi, ottimo giornalista sempre ben documentato, legittimamente difeso dalla massoneria.
Le spie per ora arrestate sono di estrazione Opus Dei.
Casualmente lo scrivente ha alle spalle quasi mezzo secolo di frequentazioni accademiche, laddove i team della massoneria e dell’Opus Dei sono spesso in concorrenza.
Talora però tra concorrenti si può stabilire quella che in latino si chiama ”concordia discors” per cui i contendenti scoprono che ci sia un interesse in comune, alias un comune nemico che valga la pena di fottere (presente marques e lorenzo?)
Che quel comune nemico si possa chiamare Francesco o in senso più lato i SJ (gesuiti per i profani), che da parte loro non mi sembrano ben disposti a subire, è solo una supposizione.
Come che sia, il tutto mi induce a considerazioni evangelico/marxiste (tutt’altra cosa dal cattocomunismo): ”Oportet ut scandala eveniant” dice il vangelo; ”Quando i ladri litigano tra di loro c’è sempre da imparare” replicava Karl.

CHI È FRANCESCA IMMACOLATA CHAOQUI
Ecco come la descrive Fabio Marchese Ragona su Panorama.
Amante dei gialli e dei grandi misteri irrisolti, la donna avrebbe detto agli amici più stretti di avere grandi contatti nei servizi segreti e nella massoneria. Forse anche per questo di lei si è scritto che abbia avuto un rapporto di amicizia con Giulio Andreotti, che faccia parte dell’Opus Dei, che fosse lei uno dei corvi che facevano uscire documenti dal Vaticano.
La sua ascesa verso il Palazzo apostolico comincia nel 2012, anno nero del Vatileaks, che per la “commissaria papale” può essere considerato l’anno della svolta. Nel bel mezzo dello scandalo sulla fuga di documenti riservati dal Vaticano Chaouqui (che nel suo curriculum scrive di aver collaborato con la prefettura della Casa pontificia) diventa un’importante fonte di notizie di vari giornalisti.
A Roma frequenta gli ambienti legati all’Opera, partecipando a convegni e seminari organizzati dalla Fondazione Rui, che riunisce i collegi universitari gestiti dalla prelatura spagnola. La trentunenne calabrese non è un membro dell’Opus Dei («Non ci sarebbe niente di male» dicono i vertici), ma è vicina al pensiero del suo fondatore, tanto da avere chiesto l’anno scorso, a un caro amico, di poter conoscere un esponente di spicco della prelatura per ricevere informazioni sui corsi di formazione.
Vicino all’Opus Dei è anche il suo sponsor e confessore che l’ha aiutata a far parte della commissione papale presentandola in Vaticano. Si tratta di un monsignore spagnolo con un incarico Oltretevere e membro della Sociedad sacerdotal de la Santa Cruz, fratellanza che riunisce i sacerdoti diocesani legati alla prelatura fondata da Escrivá.
Un pallino, quello del Vaticano, che Francesca ha potuto coltivare nel tempo grazie a un’altra amicizia molto influente. Tra il 2008 e il 2009 Chaouqui conosce Marisa Pinto Olori del Poggio, ambasciatrice a disposizione di San Marino, membro dell’esclusivo club Diplomatia (fondato dal finanziere Stefano Balsamo della Jp Morgan) e presidente dell’associazione Messaggeri della pace, una onlus fondata in Spagna da padre Angel García. Chaouqui entra in contatto con la contessa grazie a una collaboratrice della donna, riuscendo così negli anni a partecipare ai ricevimenti di Diplomatia anche all’interno del Vaticano, dove può mettere in pratica le sue doti di pr con porporati ed ecclesiastici.
Il 18 luglio, giorno della sua nomina pontificia, Chaouqui trasmette ai suoi capi della Ernst & Young materiale riservato inviatole dal segretario della commissione, il monsignore spagnolo vicino all’Opus Dei Lucio Vallejo Balda.
Un primo mini Vatileaks targato Chaouqui.
3 novembre 2015