
di Andrea Montella delle Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer per la ricostruzione del P.C.I.
Il popolo italiano, brutalizzato nel corpo e nella mente dall’aggresione massocapitalista nazionale e internazionale, non è andato a votare in massa i 5 referendum, dimostrando di non saper difendere i propri interessi di classe.
La causa? Il tradimento, dopo la strana morte di Enrico Berlinguer, dei suoi dirigenti politici che da ex comunisti hanno pensato più ai vantaggi economici che avrebbe portato loro la pugnalata alle spalle inferta alla loro gente con l’illegale congresso di Rimini del 1991, fatto su tre mozioni quindi da tre correnti, vietate dallo Statuto del Partito, in cui i venduti e gli infiltrati del massocapitalismo piduista hanno chiuso l’esperienza egemonica del Partito Comunista Italiano sulla nostra nazione, in cui l’esigenza e le modalità del cambiamento dei rapporti tra le classi era percepito come una reale necessità.
Da quel tradimento, di cui nessuno oggi, forse perché complici, vuole analizzarne il percorso reale, nascono le sconfitte che si sono susseguite sino a quella referendaria di oggi. Addirittura non siamo stati in grado di far rispettare quello sull’Acqua pubblica, che abbiamo vinto.
La realtà italiana è stata violentata con l’azione terroristica, dal 1947 sino a quella degli anni 1992-93, e da quella politico-sociale che ha portato alle modifiche della Costituzione e dei sindacati e alla nascita dell’antiproletaria piduistica seconda Repubblica .
Oggi se non si vuole comprendere, in profondità, cosa ha significato il golpista Piano di rinascita della loggia massonica P2 nel rendere l’Italia un paese più ignorante, più incivile ma forte nella difesa degli interessi massoborghesi. Un sistema in cui sono intercambiabili gli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra. Infatti siamo andati a chiedere l’abrogazione, con i 5 referendum, di leggi in parte volute dal centrosinistra e difese oggi dal centrodestra.
I padroni tramite la massoneria, il loro vero partito di classe, riescono a fare sintesi unitaria sui loro interessi, a noi manca il nostro: il Partito Comunista Italiano di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer. Ricostrirlo è una necessità. Ma la condizione della rinascita è la verità sul congresso di Rimini e sulle dimissioni a sua insaputa del segretario Alessandro Natta.
Eppure nonostante tutto la critica al sistema è ancora molto vivace ma incapace di unificarsi. Si ha la sensazione di essere all’interno del motto marxiano: “Ho distribuito draghi ed ho raccolto pulci”.
Tanto per farci capire: senza lo spirito di servizio dei comunisti organizzati in partito e la loro teoria politica non si fa molta strada.