
La Meloni dice il falso? Potrebbe mai una fascista dire la verità sul suo fasullo avviso di garanzia? Fare la piagnona, mentre fa piangere la povera gente; la perseguitata, quando invece perseguita chi scappa da paesi con governi criminali o da guerre provocate dai suoi amici.
L’Anm: «Non è un avviso di garanzia…»
L’Associazione nazionale magistrati ha spiegato che la Procura di Roma non ha emesso un avviso di garanzia ma una «comunicazione di avviso di iscrizione», cioè «un atto dovuto».
Come scrive l’Anm: «Si segnala, al fine di fare chiarezza, il totale fraintendimento da parte di numerosi esponenti politici dell’attività svolta dalla procura di Roma, la quale non ha emesso, come è stato detto da più parti impropriamente, un avviso di garanzia nei confronti della presidente Meloni e dei ministri Nordio e Piantedosi ma una comunicazione di iscrizione che è in sé un atto dovuto perché previsto dall’art. 6 comma 1 della legge costituzionale n. 1/89».
Infatti la legge costituzionale varata nel 1989 sulle presunte responsabilità penali dei membri del governo, prevede che il procuratore della Repubblica, quando riceve una notizia di reato connessa alle funzioni ministeriali (ed è quello che è accaduto con la denuncia dell’avvocato Li Gotti), «omessa ogni indagine» trasmetta entro 15 giorni gli atti al tribunale dei ministri, dandone immediatamente avviso agli interessati affinché possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati.
Il collegio per i reati ministeriali – composto da tre magistrati – ha novanta giorni di tempo per compiere i propri accertamenti e poi decidere se archiviare. Una decisione non impugnabile, dopo avere sentito il parere del procuratore, oppure può inviare – sempre tramite la Procura – gli atti alle Camere competenti per chiedere l’autorizzazione a procedere.