
di Redazione
La mobilitazione studentesca sfociata in scontri era stata indetta contro l’invasione e il genocidio israeliano nella Striscia di Gaza, ma anche contro il governo Meloni e le sue riforme scolastiche. Due temi, il genocidio israeliano e la politica del governo Meloni, che i reazionari al governo, non vogliono che siano messi in discussione. Chi ci prova rischia molto…
Il “No Melony day” nasceva esattamente due anni fa, come mobilitazione studentesca contro le politiche del governo di destra ed ha coinvolto 35 città. Il “No Meloni day atto II” è stato organizzato dall’Unione degli Studenti e Link – Coordinamento Universitario e Rete della Conoscenza. Migliaia tra universitari e liceali hanno manifestato il loro dissenso contro la manovra fatta dal governo guidato da Giorgia Meloni. La mobilitazione rivendicava i seguenti obiettivi: «un’istruzione pubblica gratuita e accessibile, svincolata dagli interessi privati, dalle logiche di profitto e dall’ambito bellico, la tutela del benessere psicologico nelle scuole e un sistema di rappresentanza che dia agli studenti reali possibilità di decidere nelle proprie scuole», ha spiegato il coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti, Tommaso Martelli.
Bologna e i bolognesi pochi giorni fa hanno assistito a una provocazione simile. Nella città dove è avvenuta la più grave strage fascista del dopoguerra, quella alla Stazione il 2 agosto 1980 hanno subito la presenza dei fascisti di CasaPound che in quel luogo volevano avvicinarsi e tenere un comizio. Tutto questo succede, guarda caso in prossimità delle elezioni regionali in Emilia Romagna e il ministro dell’Interno e la capa del governo non ne sapevano nulla?
Che nel nostro paese i fascisti da un lato e gli apparati dei servizi atlantici dal 1 maggio 1947, anno della strage di Portella della Ginestra, scorazzino impuniti infilandosi nei movimenti e nei cortei delle masse popolari con lo scopo di creare le condizioni di uno scontro di piazza con la polizia o per far estremizzare le loro posizioni e portarli a commettere omicidi selettivi per eliminare persone scomode, come giornalisti, magistrati, politici, sindacalisti, che non piegano la testa davanti ai crimini del potere massocapitalista è cosa ben nota.
La provocazione atlantica è sempre presente nel nostro paese anche a causa della sua posizione nel Mediterraneo. E il governo Meloni, baciato in fronte dal vertice dell’imperialismo, non può sottrarsi ai suoi doveri di fedeltà atlantica, chiunque sia il presidente USA. E se con Trump hanno deciso di far diventare fascista l’Italia utilizzeranno ogni politico ricattabile e provocatore disponibile.
La storia della Strategia della tensione qualcosa ci ha insegnato in proposito. I padroni del mercato capitalistico, non hanno scupoli per nessuno e grazie ai soldi dello sfruttamento dei lavoratori e del loro crimine organizzato una cretina o un cretino disposti a servirli li trovano sempre, sia nello Stato che in ambienti privati. E non badano a spese pur di realizzare i loro reazionari obiettivi. Come fecero gli imperialisti inglesi dal 1914 al 1922 finanziando il movimento fascista e Benito Mussolini, dandogli uno stipendio di 100 sterline a settimana – equivalenti a 6.000 di oggi e a 7.180 euro.
Comunque un consiglio alle nuove generazioni lo vogliamo dare. Evitate il più possibile lo scontro con i proletari in divisa. Anzi, vedete di dialogare con loro, come hanno insegnato le donne e gli uomini della Rivoluzione d’Ottobre nel 1917. Loro non sono i nostri nemici. I nostri nemici sono coloro che ci sfruttano nelle fabbriche, che ci mandano al fronte a combattere per i loro interessi, che diffondono teorie razziste e coloro che fanno leggi antiproletarie, insomma tutti quelli che sono contro la nostra Costituzione e che quando vanno al governo fanno leggi incostituzionali. Questi lestofanti dovranno essere processati perché sono degli spergiuri. Ma chi li può arrestare? Un magistrato indipendente dal potere e un un poliziotto che portandoli a giudizio in un Tribunale ci permettono di agire in modo civile e nello spirito dei nostri padri costituenti. Ricordiamoci sempre che i Partigiani che lottarono contro il fascismo erano in maggioranza ex militari e che grazie al lavoro politico svolto principalmente, dai militanti del Partito Comunista Italiano e dal Partito Socialista, presero coscienza degli errori e degli orrori del fascismo ed hanno girato i fucili contro gli oppressori.
Quindi alle prossime manifestazioni andiamoci con la Costituzione tra le mani e chiediamo alle forze di polizia di lottare con noi per farla applicare.