lunedì, Giugno 8

A TORINO ANCORA CENSURATO INCONTRO PUBBLICO CON IL PROFESSOR ANGELO D’ORSI SU “DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA”

Cronaca

di Vito Bubbico

5 Dicembre 2025

Già questa -in programma per il 9 dicembre a Torino- era una manifestazione pubblica che nasceva in risposta ad un precedente atto censorio, sempre a Torino, consumato nei confronti del professore Angelo D’Orsi da parte del Sindaco PD di Torino Stefano Lo Russo, su input della europarlamentare, sempre Dem, Picierno che -in coppia con Calenda- è attivissima fustigatrice di chiunque non sia allineato alla disastrosa e fallimentare linea seguita dalle elite europee rispetto alla vicenda ucraina. Il tema? “Russofobia. Russofilia. Verità.” Un incontro di riflessione sul modo in cui, in Europa, è diventato sospetto persino nominare la Russia senza finire con l’essere etichettati come “putiniani“. Nessun atto di propaganda, nessuna apologia. Solo un invito al pensiero critico. Eppure, è bastato questo a far scattare la pruderie di soggetti che abitano impunemente un’area che vorrebbe essere nominalmente di sinistra ma che sembra sempre più gemella della destra. Una censura che ha provocata una opportuna e spontanea solidarietà che ha portato alla programmazione di questo nuovo incontro con D’Orsi e Augusto Barbero, oltre a tantissime altre personalità sul tema ” “DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA. Disciplinare la cultura e la scienza, censurare l’informazione”.

Ora anche questo evento, che doveva tenersi in un teatro cittadino regolarmente contrattualizzato  con un sold out immediato, non si farà in quanto a sorpresa la proprietà del teatro ha comunicato la indisponibilità della location. Come, nella volta precedente, è lo stesso D’Orsi a darne notizia con questo post pubblicato sul proprio profilo social. “A pochi giorni dall’evento -scrive- “Democrazia in tempo di guerra. Disciplinare la cultura e la scienza, censurare l’informazione”, previsto per il giorno 9 dicembre al Teatro Grande Valdocco di Torino, nel quale il sottoscritto avrebbe dialogato con il collega Alessandro Barbero, con l’adesione di importanti nomi della cultura, della scienza, del giornalismo, della comunicazione (Elena Basile, Alberto Bradanini, Luciano Canfora, Alessandro Di Battista, Donatella Di Cesare, Margherita Furlan, Enzo Iacchetti, Marc Innaro, Roberto Lamacchia, Tomaso Montanari, Piergiorgio Odifreddi, Moni Ovadia, Marco Revelli, Carlo Rovelli, Vauro Senesi, Marco Travaglio), ci viene comunicato questa mattina dalla proprietà del teatro, col quale si era giunti alla firma di un regolare contratto dopo una lunga gestazione, che lo spazio non ci verrà concesso.
Al di là delle motivazioni pretestuose e della rottura unilaterale di un regolare contratto – per cui abbiamo già allertato il nostro team legale per avviare azione di richiesta risarcitoria dei danni che questo comportamento ci procura – non possiamo non rilevare che il fatto conferma perfettamente le nostre preoccupazioni sulla limitazione degli spazi di libertà nel Paese e in generale l’inquietante deriva politica e culturale di una democrazia ormai palesemente illiberale, a dispetto della facciata. Di questo avremmo voluto parlare nel corso della serata.
Intanto mentre a nome dei soggetti organizzatori, che hanno lavorato per settimane per preparare l’evento, esprimo rammarico a chi aveva prenotato i posti, e a quanti, colleghi e amici che avevano data la loro disponibilità, a partecipare (a cominciare dal prof. Barbero), chiedo a quanti mi sono stati vicini in questo mese di “passione”, a quanti hanno a cuore i principi della legalità democratica sancita dalla nostra Costituzione, a quanti anelano soltanto ad essere correttamente informati, per poter assumere una posizione in merito alle gravissime problematiche del nostro tempo, di sostenermi in questo nuovo capitolo di lotta. Ancora una volta non si tratta solo di Angelo d’Orsi, ma di coloro che, esponendosi in prima persona, mirano semplicemente a esprimere il loro pensiero anche quando esso non sia “in linea” con quello dei poteri forti, palesi o occulti che siano.
In ogni caso, l’evento si terrà. Nei primi giorni della prossima settimana comunicheremo data e luogo. Però, intanto, annuncio che alle 18.00 del 9 dicembre, nel giorno dell’evento negato, faremo un sit-in di protesta davanti alla sede del Comune di Torino, come luogo simbolo di una città che è di tutti, e deve essere di tutti, una città medaglia d’oro della Resistenza, la città di Gramsci e di Gobetti, per semplificare, di Norberto Bobbio e di Gastone Cottino, e di tanti e tante che si sono battuti per la libertà.”

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