
di Redazione
Sono recentemente uscite alcune interviste all’avvocato Ivano Cimatti sulle sue ricerche, che riprendono un tema che abbiamo più volte affrontato: l’infiltrazione sia del P.C.I. che dei movimenti comunisti extraparlamentari da parte della Cia.
La tesi dell’avvocato Cimatti è che gli Usa volevano infiltrarsi nell’ultrasinistra per indebolire il P.C.I., tenendo i giovani al di fuori del Partito comunista in modo da impedirne il ricambio generazionale. Cimatti si sofferma soprattutto sulle infiltrazioni all’interno di Lotta Continua, l’oganizzazione con più seguito nel mondo della sinistra extraparlamentare.
Lotta Continua nasce nel 1969 dalla scissione dell’organizzazione Potere Operaio di Toni Negri. Tra i personaggi di maggior spicco che hanno militato in LC ci sono Gad Lerner, lo scrittore Erri De Luca, Paolo Liguori e Toni Capuozzo, questi ultimi due poi avranno una lunga carriera nella Mediaset del piduista Silvio Berlusconi, tessera 1816, e Adriano Sofri, condannato per l’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi.
Il legale, che è anche autore di un saggio dal titolo Il potere che offende. Quando il commissario Luigi Calabresi denunciò Lotta Continua (Pendragon, 2023), ha acquisito un rapporto dell’Inps che ricostruisce il buco di bilancio veramente straordinario lasciato dal giornale Lotta Continua ed è arrivato alla procedura di fallimento della società cooperativa che lo pubblicava fino al 9 settembre 1982, il cui curatore era l’ex direttore generale della divisione Ragioneria del ministero del Tesoro Francesco Crupi, tessera numero 300 della P2.
Crupi, peraltro senza che nessuno di Lotta Continua se ne stupisse, non avrebbe avuto titolo per ricoprire quell’incarico perché privo dei requisiti richiesti all’epoca: non aveva alcuna esperienza in materia fallimentare e non aveva mai diretto società di capitali. Alla fine il debito all’esito degli accertamenti ammontava a 6.310.569.693 di lire (più di sei miliardi di lire!) a fronte di un attivo di 110.517.064 di lire.
A portare un po’ di liquidi arriva nel 1984 un tipografo americano di Atlanta, un certo Durelle Boles, ex agente dell’intelligence americana che presenta un’offerta alla fallita cooperativa per acquistare le apparecchiature tipografiche e il piduista Crupi trova congrua l’offerta. Ci voleva proprio un ex agente dei servizi segreti per scovare dagli Stati Uniti l’annuncio per partecipare al bando, pubblicato da un piccolo giornale locale italiano a tiratura limitata, senza contare il costo per portare i macchinari negli Usa.
E’ anche parecchio strana l’offerta da 16 milioni tramite la Bnl, banca a quel tempo legata al Psi di Craxi, creditrice chirografaria per 102 milioni nei confronti di Lotta Continua.
Ma le sorprese non finiscono qui perché il giornale Lotta Contina era stampato a Roma, in via Dandolo 8-10 dalla Dapco. Ricostruiamo la storia della Dapco dalle ricerche fatte negli anni ’80 dal partigiano e giornalista de Il Giorno, Marco Nozza.
La Dapco stampava anche Notizie radicali, il Daily American giornale per gli americani in Italia, la Nuova Repubblica il settimanale del movimento omonimo diretto dal golpista Randolfo Pacciardi, e da Giano Accame, notissimo neofascista che aveva tenuto una lezione al convegno dell’Hotel Parco dei Principi (3-5 maggio 1965) su come avrebbero fatto i colonnelli greci a prendere il potere). Tutti e due, tanto Accame quanto Pacciardi, si battevano per l’instaurazione in Italia di una repubblica presidenziale. C’era poi un altro settimanale stampato dalla Dapco ed era L’Assalto diretto da Pietro Caporilli e Nino Capotondi, il cui numero uno era uscito nel giugno del 1969 con un titolo a tutta pagina: “Usare le mitragliatrici”. Sottotitolo: “Popolo italiano, svegliati!”.
A chi apparteneva questa strana stamperia che si chiamava Dapco? A uno statunitense, tale Robert Hugh Cunningham senior che era arrivato a Roma nel 1968 e a quel tempo aveva come socio, nella tipografia, un americano ultrasettantenne, tale Samuel Meek, amministratore del Daily American dal 1964. Questo Samuel Meek agiva per conto della Cia, sia pure solo come fiduciario, non come vero e proprio agente. L’agente vero era Robert Hugh Cunningham. E questo Robert Hugh Cunningham era un fedelissimo collaboratore di Richard Helms. Il quale, della Cia, era il capo dei capi.
Lotta continua, a dire la verità, non era stampato dalla Dapco. Era stampato dalla Art-Press, una scatola cinese della Dapco: stesso indirizzo di via Dandolo 8, Roma. E stessi soci: i tre Cunningham padre, madre e figlio. Quindi sia Notizie radicali che Lotta continua erano stampati da una tipografia i cui proprietari erano della Cia. Nel 1971 era avvenuta una cosa veramente molto strana. Presso la cancelleria delle società commerciali esistenti nel tribunale civile e penale di Roma, i membri del consiglio di amministrazione della Spa Rome Daily American si erano dimessi per far posto a due signori. Il primo di questi signori si chiamava Matteo Macciocco, nato a Olbia (Sassari) il 1° aprile 1929, domiciliato a Milano in via Turati 29. Il secondo si chiamava Michele Sindona, avvocato, nato a Patti (Messina) l’8 maggio 1920, domiciliato a Milano in via Visconti di Modrone 30.
Nel 1971, dunque, Sindona il banchiere tanto caro a papa Paolo VI era succeduto a Cunningham senior nella gestione del Daily American. Più tardi, quando era fallito Sindona, era fallito anche il giornale. E a sostituire il Daily American ecco che era comparso, a Roma, un altro quotidiano per i cittadini Usa in Italia. Si chiamava Daily News. I proprietari del Daily News? Robert Hugh Cunningham senior e Robert Hugh Cunningham junior. A questo punto anche Lotta Continua aveva cambiato la tipografia. L’8 settembre 1975, infatti, era nata una nuova società, che avrebbe dovuto durare fino al 31 dicembre 2010. Nome della società: Tipografia 15 giugno. Soci: Angelo Brambilla Pisoni, Pio Baldelli, Marco Boato, Lionello Massobrio e Robert Hugh Cunningham junior. Il figlio, insomma, aveva preso il posto del padre. E oltre a Lotta continua si era messo a stampare molti giornali dell’Autonomia organizzata, compreso l’organo ufficiale Autonomia settimanale politico “comunista” registrato a Padova.
Verso gli anni Ottanta, prende a languire lo slancio di Lotta Continua. Il giornale si spegne proprio mentre, negli Stati Uniti, appare la nuova stella di Reagan. A questo punto, da parte di Cunningham junior non c’è nemmeno più la preoccupazione di nascondere quello che, effettivamente, rappresenta. E Reagan, appena eletto presidente degli Stati Uniti, lo nomina responsabile del partito repubblicano in Europa. Per che cosa? Per l’informazione. Robert Hugh Cunningham diventa l’uomo più reazionario dell’équipe di Washington. Rambo tra i Rambo.
Secondo la ricostruzione di Cimatti l’ufficiale pagatore della Cia dell’azione clandestina era un ex agente dell’Oss (Office of Strategic Services, l’antenata della Cia), tale Mark Wyatt, fino al 1973 ufficiale di collegamento fra la Cia, l’organizzazione paramilitare Gladio, Sifar e Sid, i servizi segreti militari italiani. Wyatt una volta avrebbe detto a proposito dell’operazione: «Quella italiana è stata una delle più grosse e dispendiose della Cia ma anche quella maggiormente riuscita»,
E sì perché per finanziare un giornale che stampava anche 50mila copie ci volevano tantissime risorse, tanto che pur di uscire gli stessi militanti ammisero al dicastero che finanziava le pubblicazioni di aver tenuto un comportamento antisindacale, bypassando uno sciopero. Quanti soldi servivano? I calcoli li avevano fatti al tempo i servizi segreti: un milione al giorno solo per giornalisti, stampa e distribuzione, escluse le 152 sedi in giro per l’Italia, pranzi, cene, ristoranti, convegni, manifestazioni, viaggi. Tanti, tantissimi soldi di cui Cimatti ricostruisce, in parte, i vorticosi giri.
E’ interessante vedere come era stata presentata dalla stampa ai cittadini italiani la spia della Cia, Robert Hugh Cunningham Junior. Dal Corriere della Sera del 3 maggio 1968 leggiamo: “E’ un disertore americano il cantante beat drogato. Era scappato da una base della Nato in Germania – Gli Stati Uniti ne hanno chiesto l’estradizione – Ma prima verrà processato in Italia per uso e detenzione di stupefacenti”. Una narrazione della vita e della personalità della spia fatta appositamente per renderlo simpatico ai giovani dell’epoca, permettendogli quindi di infiltrare meglio quel mondo in ebollizione. Come si può notare fondamentale nelle operazioni di spionaggio è il ruolo dei media nell’assecondare i piani eversivi.
Molti furono i soggetti politici e sociali messi in campo dai massocapitalisti contro il P.C.I. di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer. Uno dei più importanti è stato il Partito Radicale di Marco Pannella che come abbiamo visto precedentemente faceva stampare Notizie radicali dalla stessa ditta al cui interno stavano gli agenti Cia, Cunningham.
Nel 1978 durante il Congresso di Bologna dei radicali ci fu una lotta interna a causa delle aperture di Pannella ai neofascisti. Sulla politica di Marco Pannella si aprì da parte di personalità del partito un’inchiesta che sfociò in un libro bianco dal titolo LA ROSA RUBATA che denunciava lo spostamento a destra del partito che apriva il tesseramento ai fascisti come Armando Plebe. Inoltre gli estensori del libro bianco scoprirono le stranezze derivanti dai rapporti con la tipografia dei Cunningham: ad un esame dei documenti posseduti dal Tribunale di Roma vennero alla luce i nomi dei firmatari di Lotta Continua e i loro intrecci con i Cunningham, la Cia e Sindona.
Di questi opachi rapporti e finanziamenti alle organizzazioni extraparlamentari di “sinistra” da parte dell’imperialismo angloamericano e dei massocapitaliti nostrani si è anche occupata la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2 del 1987 (volume VII, Tomo II Servizi segreti – Eversione – Stragi – Criminalità organizzata – Traffico armi, droga, petroli, Pecorelli. Allegati alla relazione Doc. XXIII n. 2-quater/7/II). E’ qui riportata una sorprendente documentazione relativa ai finanziamenti ricevuti da il Manifesto e da Lotta Continua nei primi anni Settanta. Tra i principali finanziatori de il Manifesto troviamo Assofarma, la Fondazione Agnelli, Pirelli, Feltrinelli, Gulf Petroli, Eni e Montedison, Oltre all’Associazione industriali di Brescia e alla società Lanerossi. Come doppio finanziatore de il Manifesto e di Lotta Continua c’era l’onorevole Giacomo Mancini del Partito Socialista Italiano (Psi) che riceveva i fondi dalla Sir di Rovelli attraverso il capo della Polizia dott. Vicari.
Ma perché Assofarma, la Fondazione Agnelli o la statunitense Gulf Petroli dovrebbero sostenere un giornale o movimenti che apparentemente gli si contrappongono? La risposta si può trovare in quello che dice l’ex direttore della Cia, William Colby nel libro di memorie scritto con Peter Forbath La mia vita nella Cia (Mursia, 1996) a proposito dei finanziamenti clandestini della Cia a quelli che consideravano loro amici: “I successi del programma e i suoi limiti dimostrano il valore di una politica a lungo termine, di un programma di appoggio a favore dei nostri amici in contrapposizione alle attività più cospiratorie contro i nostri avversari tramite l’inganno o gli attacchi propagandistici”.
Tra le ragione dell’appoggio a queste realtà sicuramente bisogna annoverare la diffusione in quegli anni di una visione nietzschiana della politica veicolata da personaggi come Toni Negri o Massimo Cacciari che va a sostituire il materialismo storico dialettico di Marx-Engels e di Gramsci e prelude a clamorose sconfitte che si perpetuano per decenni fino ai nostri giorni.
A onor del vero una complessa opera di contrasto al Partito Comunista Italiano comincia da parte degli angloamericani molto prima dell’inizio della guerra fredda, a guerra calda ancora in corso. Già nel 1943 Allen Dulles, direttore dell’OSS in Europa caldeggiava l’idea dello scontro aperto contro la Russia sovietica e agiva per ottenere una pace separata per la Germania, trattando con i generali nazisti. I contatti con il Reich continuarono durante tutto il 1944 e il 1945: grazie a queste sue manovre, Dulles riesce a ottenere una resa separata degli eserciti tedesci in Italia a una settimana dalla fine del conflitto, come primo atto politico dei nazisti alla crociata antibolscevica.
Questa strategia anticomunista si manifesta a guerra ancora in corso, nel febbraio del 1945, quando secondo le direttive del CLN e del Corpo Volontari della Libertà (CVL) vengono fucilati tre traditori osovari alle malghe di Porzûs in Friuli, da parte dei partigiani garibaldini e – grazie all’alleanza sotterranea tra Brigata Osoppo, X Mas, nazisti, repubblichini e moarchici – vengono completamente ribaltati i ruoli e i traditori diventano vittime e gli antifascisti diventano carnefici, sottoposti a processo dopo la Liberazione.
Nel dopoguerra la possibilità che il P.C.I. andasse democraticamente al governo in Italia diventa una vera ossessione per gli Usa e il blocco che darà vita alla Stay Behind/Gladio e alla NATO.
Preoccupati dai risultati delle elezioni regionali siciliane per l’istituzione dell’Assemblea regionale, del 20 aprile 1947, che avevano visto la schiacciante vittoria con il 30,4% del “Blocco del popolo”, un’alleanza tra Partito Comunista Italiano, Partito Socialista Italiano e il Partito d’Azione, gli Stati Uniti organizzano come risposta la strage di Portella della Ginestra del 1° maggio 1947, con la complicità della X MAS di Junio Valerio Borghese, la Democrazia Cristiana di Bernardo Mattarella e di Mario Scelba, i servizi segreti italiani dell’epoca e il bandito Salvatore Giuliano. Colta in pieno la minaccia, Alcide De Gasperi il 13 maggio presenta le sue dimissioni facendo cadere il governo, da cui il P.C.I. viene estromesso e dove non rientrerà mai più in tutta la storia repubblicana, anche se era stato uno dei principali estensori della Costituzione e il più importante attore della lotta di Liberazione dal nazifascismo.
Tutta la politica italiana da quella data è stata caratterizzata da un feroce anticomunismo che ci ha privato dell’esercizio della nostra sovranità. Come ha dichiarato Churchill al delegato di Papa Pio XII nel novembre 1945: “L’unica cosa che mancherà all’Italia è una totale libertà politica”.
La Cia interviene anche per influenzare le elezioni del 1948, come riporta William Colby nel suo libro di memorie, ma le operazioni di “interferenza” nella democrazia italiana (e non solo) continueranno. Infatti nel capitolo del libro intitolato La poltica segreta in Italia Colby riferisce di essere stato inviato come agente a Roma nel 1954, per “impedire che l’Italia cadesse nelle mani dei comunisti” nelle successive elezioni del 1958, anche perché la tornata elettorale del giugno 1953 aveva dato risultati non graditi agli Usa: “segnarono un sostanziale ripiegamento per tutti i partiti di centro, e suscitarono a Wahington e nell’Europa occidentale una viva preoccupazione per il futuro dell’Italia. In quelle elezioni i democristiani persono più di due milioni di voti rispetto al 1948, scendendo intorno al 40%. Anche i loro alleati liberali, socialdemocratici e repubblicani fecero uno scivolone, tanto che, insieme, i quattro partiti rimediarono solo il 49% dei voti e una maggiornaza risicata alla Camera dei deputati. I voti perduti dal centro andarono in parte alla destra, rappresentata dal neofascista MSI e dai vecchi monarchici del Meridione, e in parte alla sinistra, rappresentata da socialisti e comunisti che, insieme, ottennero circa il 35% dei voti guadagnando 1.400.000 consensi rispetto al 1948″.
Questo succedeva perché il Partito comunista era veramente portatore di un’idea di società migliore e più evoluta. La sua funzione egemone, espressa nelle lotte a tutti i livelli della società, portava a vittorie sia politiche che sociali. Aver rinunciato alla ricchezza degli insegnamenti di cui era portatore il P.C.I. ci ha condannati all’inconsistenza e all’impotenza politica attuale.
Riconoscere le qualità del P.C.I. che faceva così paura agli Usa, il vertice del capitalismo, sarebbe il primo passo per recuperare una visione di un mondo migliore senza il capialismo e tornare a vincere.