
Queste le parole, tratte dal libro-intervista di Liliana Segre “Non posso e non voglio tacere – Riflessioni di una donna di pace”, scritto con la giornalista Alessia Rastelli

5 Maggio 2025 – 12.08
“Vedo due popoli, quello israeliano e quello palestinese, in trappola, incapaci di liberarsi da una sorta di condanna a odiarsi e a combattersi a vicenda. Aggrava la situazione il fatto che entrambi siano guidati dalle componenti peggiori delle rispettive classi dirigenti, tanto che per lungo tempo hanno dato, molto cinicamente, l’impressione di avere bisogno l’una dell’altra per restare in piedi. Trovo mostruoso il fanatismo teocratico e sanguinario di Hamas e delle altre fazioni terroristiche che hanno provocato la nuova guerra. Ma sento anche una profonda repulsione verso il governo di Benjamin Netanyahu e verso la destra estremista, iper-nazionalista e con componenti fascistoidi e razziste al potere oggi in Israele. È chiaro che, dopo un trauma come quello del 7 ottobre, qualunque governo israeliano avrebbe reagito con durezza. Ma la guerra a Gaza ha connotati di ferocia inaccettabili e non è condotta secondo i principi umanitari e di rispetto del diritto internazionale che dovrebbero guidare Israele. Israele è andato ben oltre i limiti del diritto di difesa, facendo stragi di civili e distruzioni immani”.